Confronto tra la Juventus Women e il Barcellona Femenì dal punto di vista degli investimenti, degli stipendi alle calciatrici e delle sponsorizzazioni

La Juventus torna a giocare in UEFA Women’s Champions League dopo l’eliminazione dello scorso anno al primo turno.

Questa volta, nell’andata dei sedicesimi di finale, l’avversario è ancora più ostico. Si tratta del Barcellona, finalista della passata edizione.

La sfida è in programma stasera alle 20:30 allo stadio Giuseppe Moccagatta di Alessandria e sarà trasmnessa in diretta su Sky Sport.

La squadra bianconera è alla sua terza stagione nel calcio femminile dopo la nascita nel 2017, quando ha rilevato il titolo sportivo del Cuneo, partendo così dalla massima serie.
Un vantaggio che le ha permesso sicuramente di dare una forte accelerata al progetto di crescita e consolidamento nel panorama calcistico in rosa.

Scudetto al primo anno e qualificazione in Champions, il resto è storia recente.

Nonostante la ferma volontà del board bianconero di crescere e competere a grandi livelli non solo in Italia ma anche in Europa, il divario tra la Juventus e il Barcellona è enorme.

Non tanto dal punto di vista tecnico e atletico. Nel calcio si sa, la palla è rotonda e anche chi parte sfavorito ha buone chance di vincere.

La differenza tra i due team è abissale dal punto di vista economico-finanziario.

Il budget che il club catalano investe nella squadra femminile è all’incirca sei volte più grande quello della Juventus. Questo permette di pagare stipendi molto più alti ed ingaggiare le più forti giocatrici al mondo.

L’acquisto nel 2017 di Lieke Martens ne è l’esempio più emblematico. In quel periodo la calciatrice olandese era considerata il miglior talento europeo in circolazione.

Attenzione però a credere che i soldi facciano la differenza solo perchè i consigli di amministrazione delle due società investono cifre diverse.
Parliamoci chiaro, sia il Barcellona che la Juventus potrebbero investire e stanziare per il calcio femminile molti ma molti più soldi. Questo perchè certe cifre, se rapportate al loro fatturato, restano comunque esigue. Il club blaugrama investe tanto nel calcio femminile ma è pur sempre meno dell’1% del suo volume di affari. Si avete letto bene.

Il discorso da fare è che c’è tutto un sistema da tenere in piedi. Nessuno vuole investire cifre spropositate e gonfiare un settore che non riesce ancora a generare ricavi.

Il Barcellona è più avanti rispetto alla Juventus per il semplice fatto che in Spagna sono state attuate delle politiche di sviluppo del calcio femminile tese a raggiungere un vero e proprio professionismo.
In Italia le cose si stanno muovendo solo ora, ma in maniera ancora troppo lenta.

Nel nostro paese lo status di dilettante per le giocatrici è fortemente penalizzante anche per un discorso di stipendi. Le calciatrici non possono infatti essere ingaggiate con un vero e proprio contratto di lavoro ed hanno un limite per i compensi di 30.658 euro lordi a stagione. Esistono poi dei rimborsi e dei premi che fanno arrotondare gli ingaggi per le calciatrici ma sono poche quelle che li percepiscono.

Il Barcellona Femenì può contare inoltre su un proprio main sponsor staccato dalla squadra maschile. Si tratta dell’accordo di sponsorizzazione più redditizio mai siglato finora nel calcio femminile.

La Vecchia Signora invece ha avviato un percorso che mira alla separazione dei diritti per il calcio femminile. Il cosiddetto principio dell’unbundling women’s football rights.
Cioè avere sponsor diversi tra la squadra maschile e quella femminile.

Uno studio realizzato da Brand Finance evidenzia che il potenziale, su scala globale, delle sponsorizzazioni nel femminile, può essere di oltre 1,2 miliardi di dollari (quasi 1,1 miliardi di euro), rispetto al dato attuale.

Positivo per il club torinese avere il marchio M&M’s sulle maglie delle Women, ma per lo sponsor principale si resta ancora aggrappati a Jeep.

Pochi giorni fa il Barça ha inaugurato l’Estadi Johan Cruyff, un impianto costruito in due anni con un investimento di 12 milioni di euro. Un gioiellino da seimila posti dove giocherà la squadra femminile.

La Juventus si sta muovendo anche sul discorso stadio e vorrebbe presto dare una casa alle ragazze allenate da Rita Guarino. Ma al momento non ci sono progetti avviati.
Lo Juventus Center di Vinovo non riesce più a contenere i tanti tifosi che seguono regolarmentele Women e questo aspetto può essere considerato un altro limite alla crescita del team femminile.

Giuseppe Berardi

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