Il mercato delle sponsorizzazioni nel calcio femminile è sottovalutato.

Uno studio realizzato da Brand Finance evidenzia che il potenziale, su scala globale, delle sponsorizzazioni nel femminile, può essere di oltre 1,2 miliardi di dollari (quasi 1,1 miliardi di euro), rispetto al dato attuale.

L’enorme disparità tra il valore attuale e quello potenziale della sponsorizzazione per il calcio femminile dimostra il gap che attualmente il calcio in rosa sta affrontando.

Gli esperti di Brand Finance suggeriscono di non vendere in un unico pacchetto le sponsorizzazioni maschili e femminili. Questo costituiscre un enorme freno al mercato del calcio femminile, con conseguenza mancanza di introiti.

Di questo ne avevamo parlato in un altro artico che spiegava il principio dell’unbundling women’s football rights, cioè la separazione dei diritti del calcio femminile.

La crescita di visibilità e sviluppo che sta investendo il calcio femminile non fa altro che aumentarne la popolarità. Il movimento potrebbe trarne grossi benefici separando le offerte tra mschile e femminile, ampiando così la plate adi brand che intendono investire.

David Haigh, CEO di Brand Finance, ha commentato: “È chiaro che esiste un divario monumentale nel mercato della sponsorizzazione del calcio femminile. Offerte recenti, tra cui il contratto di sette anni di Visa con la UEFA e il sostegno di Lucozade alle Lioness inglesi, sono passi nella giusta direzione per sfruttare l’aumento di popolarità di questo sport. Poiché il calcio femminile acquisisce maggiore attenzione a livello globale, dopo il successo della Coppa del Mondo 2019, vedremo sicuramente un cambiamento più permanente nella dinamica del business e nella dinamica sociale del calcio “.

Nella maggior parte dei casi le squadre femminili, controllate dalle società professionistiche, hanno lo stesso sponsor di maglia di quella maschile . In Europa l’esempio più lampante di separazione dei diritti è quello del Barcellona.

Il club blaugrana incassa una cifra monstre dal contratto di jersey sponsor con Stanley.

Giuseppe Berardi