La tesina per l’esame di maturità e Valentina Cernoia sembrano essere passate di moda, sono vintage. Per questi tempi la prima è troppo chiara, lineare, varia, capace di sfruttare tutta l’arte messa da parte, e la seconda pure. Ma se è vero che le mode tornano almeno tre volte in un secolo, qualche nostro nipote potrebbe doverla fare la tesina per gli esami di stato quindi una sulla centrocampista azzurra gliela lasciamo in eredità. Anche per ricordargli che in realtà Cernoia è come un paio di Jeans: andava bene ieri, va bene oggi è andrà bene pure domani. Resta una sorta di testamento, materia per materia, ben collegato e collaudato che viene quasi voglia di rifarla la maturità ma, per fortuna, non si può.

Storia: Cernoia è lì, tipo la via Emilia, ma non ti è ben chiaro chi ce l’abbia messa e quando. Hai scoperto il calcio delle donne nella prima decade del 2000 e c’hai trovato dentro, pacco delux, Valentina Cernoia. Anche se dietro Wikipedia c’è un grande lavoro, tutti i professori si raccomandano di controllare le fonti quando si fa una ricerca, su Cernoia vai sul sicuro. Troverai scritto che è una centrocampista che può giocare sia a destra che a sinistra, che ha un mancino potente e preciso e che la sua duttilità le consente di ricoprire più ruoli, ed è tutto vero. Classe 91, dove 91 è sia il millesimo che il punteggio che avrebbe su FIFA se si valutasse lo stile, a  ventiquattro anni, dopo ben otto stagioni, un terzo della sua vita, è capitano del Brescia e, neanche a trenta, ha cinque scudetti, quattro coppe italia e cinque supercoppe, a tinte sia biancoblù che bianconere. Dai suoi piedi poi è partito il pallone più impertinente della storia della nazionale, quello telecomandato in testa a Bonansea e finito nella rete Australiana all’ultimo minuto. Quando sei un personaggio così hai confidenza con il tempo tanto che a Torino, declassato il calendario gregoriano, dal 2017 è ricominciato il conto degli anni: tutto ciò che viene prima è a.C. e quel che viene dopo d.C., dove a.C. sta per ‘’avanti Cernoia’’ e d.C. per ‘’dopo Cernoia’’. 

Storia dell’Arte: Edgar Degas, l’espressione del movimento nell’immediatezza del gesto e la ricerca di nuove inquadrature, per gli amici Valentina Cernoia. Degas è stato probabilmente il meno impressionista degli impressionisti classici ma il più impressionante. Di lui Guy Cogeval scrive ‘‘asciuga la retorica della ‘’grande maniera’’ classica (che peraltro adora) assorbendo, nelle sue inquadrature, l’orchestra, gli spettatori, le visioni accidentali, mentre lo spettacolo sul palcoscenico si riduce a un semplice pretesto decorativo.’’ e leggenda narra che molti telecronisti abbiano spacciato per proprie queste parole dopo la prestazione di Cernoia in Sassuolo – Juventus di Domenica 18 aprile 2020. Come il parigino, l’asso bianconero, specializzata nella realizzazione di gesti ai più non visibili ma significativi nell’ordinaria amministrazione di una gara, ha messo in mostra quello che di solito è il dietro le quinte. Un rigore, un’azione imbastita e poi rifinita in maniera rocambolesca e un pallone finito sulla traversa con traiettoria balistica; ha lasciato nel caricatore il cross velenoso in area ma solo perché non c’era la centravanti titolare, gli altri colpi li ha sparati tutti. Valentina Cernoia non è una calciatrice da piccolo schermo, è teatrale, non cambia le cose ma il modo in cui guardarle. 

Letteratura: Ce lo dimentichiamo spesso ma dopo il ‘’Tanto gentile e tanto onesta pare’’, che, nonostante Cernoia abbia in rarissimi casi giocato in difesa per necessità, non è ‘‘Tanto Gentile e tanto Nesta pare’’, c’è un sonetto intero di cui la seconda strofa recita: 

‘’Ella si va, sentendosi laudare,

benignamente e d’umiltà vestuta,

e par che sia una cosa venuta

da cielo in terra a miracol mostrare.’’

Che l’opera di Dante è universale evidentemente lo sa anche Rita Guarino. La Juventus è in scena ad Empoli, è il 30 gennaio, inverno inoltrato. Le padrone di casa conducono per 3 -1 con tripletta di Glionna, in prestito dalla Juve, che detta così sembra una storia biblica ma religione non è materia d’esame. Al minuto numero 60, con almeno due gol da rimontare, la coach manda in campo Cernoia. Passano dieci minuti, per un pareggio serve un gol dopo la rete di Zemanian, e dalla panchina entra anche Girelli perché, stando ad una legge fisica, i cross targati VC sono programmati per la testa targata CG. Ma bastano pochi minuti e l’Empoli torna di nuovo in vantaggio di due reti. Troppo quasi per tutti sperarci, non però se Valentina Cernoia batte gli angoli e le punizioni: prima Staskova sugli sviluppi di un suo corner, poi Girelli di testa e, alla fine, una punizione che pesca il jolly Salvai e firma il 4 – 3. Rimonta riuscita e grande merito alla numero sette che ‘’ par che sia una cosa venuta, da panchina in campo a miracol mostrare’’.

Filosofia: Immanuel Kant, suo malgrado, per ovvie ragioni di vecchiaia, non ha mai visto giocare Valentina Cernoia eppure descrive: ‘’Il genio è il talento (dono naturale) che dà la regola all’arte’’, in parole spicciole è un cambio gioco col contagiri. ‘’Il genio è il talento di produrre ciò di cui non si può dare nessuna precisa regola’’, semplicemente un tunnel ad andar via dove chiunque lascerebbe in fallo laterale. ‘’I prodotti del genio devono essere anche modelli, cioè esemplari; quindi, senza essere essi stessi frutto di imitazione, devono servire a tal scopo per gli altri’’, niente di diverso dalla punizione contro la Polonia. ‘‘Il genio non sa descrivere o mostrare in modo scientifico come esso realizzi i propri prodotti, ma dà la regola in quanto natura’’ tradotto, davanti ad una traiettoria ai limiti dell’umano, ‘’Boh’’. Quando leggiamo Kant e ci sforziamo di capire il suo linguaggio, elucubriamo come direbbe un qualsiasi professore di filosofia, ci sembra di fare uno sforzo immane, quasi sudiamo, quel che a lui è chiaro a noi sembra di inconcepibile difficoltà. Al contrario, quando Cernoia fa qualcosa di difficile, mette la palla sotto il sette, usa il goniometro, il compasso, la riga e la squadra, ci fa sembrare tutto semplice, come se non potesse essere altrimenti, e suda lei solo che maglie sono traspiranti.


Matematica e Fisica: Fuori percorso ma mi raccomando non copiare.

Marialaura Scatena
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