In scena questo weekend il derby della Madonnina tra Inter e Milan e quello di Madrid tra Atletico e Real

Troiani e Greci entrarono in guerra per amore di una donna, o meglio, per amore del fragile orgoglio maschile ferito. Gli Hatfield e i McCoy aprirono una delle faide più celebri della storia per l’onore familiare e per il possesso di un maiale. Iron Man e Captain America crearono una frattura interna agli Avengers per colpa di un segreto e di un ego fuori controllo. L’epica, la storia e la cultura pop moderna sono pervase dalla narrazione di conflitti leggendari, scaturiti da ragioni più o meno profonde ma destinati a diventare immortali nella memoria collettiva.

In quanto parte integrante della nostra realtà, anche il calcio, in tutte le sue varianti, vive di scontri spettacolari, ma una battaglia emerge su tutte le altre. Un confronto che esula il risultato e il posto in classifica, una partita che profuma di storia e tradizione, una lotta che nasce per la conquista del dominio calcistico su una città ma pervade e travolge in realtà chiunque ne sposi la fede. Quando Yin e Yang si separano, la sfida è inevitabile, accesa, orgogliosa e il suo nome è Derby.

Il weekend di calcio femminile in arrivo sta per infiammarsi con due partite fondamentali per l’affermazione del predominio su due città simbolo del calcio europeo: il derby della Madonnina tra Inter Femminile e Milan Women in Coppa Italia e il derby in Primera Iberdrola tra Atletico Madrid e Real Madrid. Le quattro squadre raccontano storie differenti, diverse dalla controparte maschile per età e attenzione mediatica, diverse l’una dalle altre per esperienza e obiettivi. Ma c’è qualcosa di unico e tremendamente riconoscibile in un derby dai nomi così importanti, un significato intrinseco che non fa distinzioni di genere, il valore di una partita che non vede favoriti, mai prevedibile, mai scontata.

Ogni Derby vive di vita propria. Il passato diventa parte della mitologia di questa storia, ma ogni incontro sembra staccarsi da qualunque partita sia stata giocata prima e annullare tutte quelle che verranno disputate dopo. Il Derby è sempre una finale che potrebbe disputarsi anche quattro volte all’anno ma ogni volta si carica costantemente delle stesse emozioni, di un orgoglio diverso da qualsiasi altra rivalità, di una rabbia agonistica che non ha paragoni.

Il Derby racchiude tante volte l’essenza più particolare e distintiva del calcio. È artefice di un entusiasmo prorompente che non ha limiti, che supera facilmente i confini della città in cui ha origine e si riversa nelle fondamenta di quelle società nate e cresciute con la cultura del calcio. Persino negli Stati Uniti, propulsori e visionari dello sviluppo e del potere del calcio femminile sebbene mancanti delle autentiche radici di questo sport, esiste la leggenda del Derby, esiste quella rivalità territoriale tra fazioni che si scontrano per l’orgoglio di appartenenza, per l’onore di quella “casa” che condividono. Ereditato dalle rispettive controparti maschili, il Derby della NWSL nasce per il dominio sull’area Nord-Ovest del Pacifico e porta in scena anno dopo anno il duello imperdibile tra Portland Thorns e Seattle Reign, vissuto dalle squadre e dalle tifoserie costantemente come una finale dei play-off.

Ma il sapore di un Derby europeo è unico anche per le stesse calciatrici statunitensi. Alla vigilia del suo primo derby con la maglia del Manchester United, Tobin Heath ha letteralmente infiammato la gara affermando candidamente che tutto ciò che conosceva e aveva imparato della storia calcistica di questa partita è che a Manchester esiste solo una squadra ed è rossa. Parole che fecero anche scalpore quando in realtà incarnarono proprio il potere di questa sfida, in grado di contagiare anche chi lo vive per la prima volta.

I due Derby che avranno luogo nel fine settimana vedono opporsi squadre molto diverse ma che seguono quasi percorsi paralleli. Da una parte infatti ci sono Inter e Real Madrid, due team dal nome iconico e dalla storia leggendaria ma che nel calcio femminile, paradossalmente, sono ancora progetti work in progress, matricole giovani che stanno scrivendo la loro storia partita dopo partita, aggrappandosi però proprio all’importanza dell’eredità di cui sono insignite.

Nel Real Madrid, che sta disputando proprio la sua prima stagione nella Prima Divisione spagnola, Kosovare Asllani ha sposato senza riserve la promessa del club, essendo stata presente già nella stagione 2019-2020, quando la squadra portava ancora il nome di CD Tacon. Pur avendo infatti la possibilità di approdare in leghe e team più competitivi grazie alle sue qualità e al suo background d’esperienza, l’attaccante svedese non solo ha scelto di prendere per mano una squadra agli esordi, ma ne ha fatto anche motivo di orgoglio, realizzando il sogno di giocare per quella maglia per cui tifava da sempre.

Punta di diamante di una squadra relativamente ancora acerba, Asllani (accanto ad Aurelie Kaci, sua compagna di squadra anche al Paris Saint Germain) è l’espressione più matura del calcio giocato dal Real Madrid ed è il nome che al momento sta firmando le statistiche dei primi traguardi del team. È suo infatti il primo gol in assoluto nella storia del Real Madrid, messo a segno nella partita contro il Valencia Femenino terminata sul risultato di 1-1.

L’Inter Women invece si affaccia alla Serie A solo nella stagione 2019-2020, esordendo con un pareggio contro l’Hellas Verona. Anche il team nerazzurro, come il Real Madrid, si affida a un organico molto giovane, che cresce di pari passo con la squadra e che presenta diverse probabili promesse del calcio femminile italiano, tra cui Beatrice Merlo, Flaminia Simonetti e Gloria Marinelli. Le redini dell’esperienza vengono invece affidate a calciatrici del calibro di Ilaria Mauro e Stefania Tarenzi.

Dall’altra parte della città e del derby invece siedono con maggiore maturità le squadre del Milan Femminile e dell’Atletico Madrid Femenino.

Per il Milan, nonostante la presenza di una storia corposa nel calcio femminile, l’associazione ufficiale con il club maschile avviene solo nel 2018, disputando quindi una sola stagione in più rispetto all’Inter. Ma è la costruzione del team ad apparire oggi più esperto e internazionale, a partire dalla prima guida della squadra affidata alla leggenda Carolina Morace (che lascia però il club dopo la prima stagione, ora nelle mani di Maurizio Ganz) e continuando con la costruzione di un organico che oggi presenta una fondamentale multi-nazionalità e una commistione di talenti giovani e d’esperienza in grado di donare alla squadra equilibrio e solidità.

All’orgoglio italiano espresso con straordinario spessore da Valentina Giacinti, Valentina Bergamaschi e Linda Tucceri, il Milan ha saputo aggiungere la promessa nipponica Yui Hasegawa, l’inglese Natasha Dowie e l’esperienza caleidoscopica di Veronica Boquete. Il melting pot di capacità del gruppo rossonero sta spingendo la squadra di Ganz verso una crescita notevole che potrebbe permetterle presto di affacciarsi al palcoscenico europeo.

L’Atletico Madrid è invece, tra le quattro squadre impegnate nei rispettivi derby, quella con la storia al momento più ricca. Associata al club maschile già dal 2006, l’Atletico Madrid ha già costruito la sua tradizione nel calcio femminile, corredata da straordinarie vittorie ma soprattutto da momenti catartici e antesignani che hanno scritto pagine uniche della loro esperienza. Nel 2017 infatti, prima dell’ultima partita della squadra maschile nello storico stadio Vicente Calderon, la squadra femminile, che in quello stesso stadio aveva giocato pochi mesi prima il big match del Campionato successivamente vinto contro il Barcellona Femminile, fu onorata proprio per i recenti trionfi. Tifosi e colleghi del club celebrarono le calciatrici dell’Atletico con un “picchetto d’onore” in campo mentre i loro nomi riecheggiavano nello stadio e venivano omaggiati così come meritavano.

I precedenti nei rispettivi Derby sorridono in entrambi i casi alle squadre più esperte, Milan e Atletico Madrid, ma non esiste davvero una statistica in queste partite, né una previsione in grado di anticipare senza margine di errore il risultato finale.

I Derby sono tante volte la spina dorsale della storia del calcio, quelle partite che non possono essere dimenticate, perché racchiudono quei momenti attesi per tutta la vita. Ma per quanto intensa e preannunciata sia, la rivalità di un derby dovrebbe terminare con il triplice fischio. Rispetto e sportività fuori dal rettangolo verde sono elementi imprescindibili tanto quanto lo sfottò innocuo e l’aggressività sul campo e il calcio femminile sembra riuscire ancora a custodire lo spirito più puro di queste sfide.

Christen Press e Rose Lavelle non hanno permesso infatti alle rispettive maglie del derby di Manchester di separarle in seguito alla partita di ritorno in Women’s Super League, riconoscendosi al termine della partita ancora e sempre compagne della Nazionale Statunitense Femminile. Perché per quanto la bellezza di queste gare stia proprio nella tradizionale rivalità che pervade la loro storia, quando Yin e Yang riescono a ritrovarsi e a perdersi l’uno nell’altro, il calcio ha davvero raggiunto il suo obiettivo finale.  

Rita Ricchiuti
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *