L’ex calciatrice della Juventus suggerisce strategie per spronare la FA e le altre associazioni sportive del Regno Unito a includere più persone appartenenti a minoranze etniche anche ai livelli più alti

Nonostante i progressi compiuti nel contrastare il razzismo all’interno di club e associazioni, è innegabile che nel Regno Unito esista ancora un problema di scarsa diversità e inclusione, soprattutto ai livelli più alti.

“Sono stati fatti molti passi avanti rispetto a quando iniziai a giocare a calcio, più di 20 anni fa. Allora non c’era assolutamente nessuna in cui io mi rivedessi, né come donna né come donna nera”, ha detto Aluko, ex calciatrice della Juventus e attuale direttrice sportiva dell’Aston Villa Women. “Venti anni più tardi possiamo ancora notare una certa forma di tetto di cristallo [che impedisce ad alcune categorie di persone di accedere alle posizioni più alte, ndr].”

Ed effettivamente i dati non mentono; basti pensare che fra tutti i membri degli organi amministrativi delle associazioni sportive nazionali del Regno Unito, solo il 3% è composto da persone nere.

Questo, secondo Aluko, accade perché le organizzazioni tendono ad adagiarsi sullo status quo, mentre “il cambiamento deve avvenire in modo intenzionale”, afferma lei.

È per questo che la ex calciatrice bianconera propone alcuni strumenti concreti e vincolanti, come un obiettivo di inclusione di persone nere, asiatiche o appartenenti a minoranze etniche, le quali secondo il suggerimento di Aluko dovrebbero andare a comporre almeno il 30% dei membri degli organi amministrativi.

Tale obiettivo condiviso porterebbe a un parziale cambiamento della struttura stessa di tali organi, con maggiore rappresentatività e maggiore inclusione di differenti identità ed etnie; il che, inevitabilmente, significherebbe poter ri-equilibrare, seppur gradualmente, le dinamiche legate all’appartenenza etnica, evitando episodi di discriminazione simili a quelli verificatisi in passato (pensiamo ad esempio al caso Sampson per quanto riguarda la nazionale UK).

Martina Cappai