Megan Rapinoe, la stella americana vincitrice del Pallone d’Oro femminile, potrà ora inginocchiarsi durante l’inno nazionale americano.

L’USSF ha infatti abrogato la regola che proibiva ai membri delle squadre nazionali di effettuare questo gesto di protesta contro il razzismo.

Il consiglio ha votato per abrogare la regola 604-1, che prevedeva che “gli atleti dovevano restare in piedi durante l’inno nazionale”.

Una misura introdotta nel 2017, proprio dopo che Megan Rapinoe lo aveva fatto durante lo “Star-Spangled Banner”, l’inno nazionale degli Stati Uniti d’America, durante una partita internazionale nel 2016.

Dopo la morte di George Floyd, avvenuta il 25 maggio scorso, inginocchiarsi per terra è diventato, un gesto iconico per sfidare l’ingiustizia razziale che regna in molte parti del mondo. Anche qui in Italia.

“È diventato chiaro che la nostra politica era sbagliata e ha minato l’importante messaggio del movimento Black Lives Matter”, riconosce l’USSF. “Non abbiamo fatto abbastanza per ascoltare, soprattutto i nostri atleti, per comprendere e riconoscere le esperienze reali e significative dei neri e delle altre comunità e minoranze nel nostro paese. Ci scusiamo con i nostri atleti e in particolare con quelli neri, lo staff, i fan e tutti coloro che sostengono la lotta contro il razzismo”.

Nei giorni scorsi la Nazionale di calcio femminile degli Stati Uniti aveva chiesto espressamente alla Federazione di revocare questa legge, assurda nata dopo il gesto di Megan Rapinoe.

Giuseppe Berardi

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