Ada Stolsmo Hegerberg, classe 1995, ha vinto il massimo premio individuale dopo un’incredibile stagione da 46 reti in 29 gare con la maglia dell’Olympique Lione.

La prima storica premiazione del Pallone d’oro femminile verrà ricordata maggiormente per la domanda sessista del conduttore. Sono già state spese molte parole su quanto accaduto, troppe poche quelle sulla vincitrice del trofeo. È arrivato il momento di omaggiare correttamente una calciatrice tanto forte quanto giovane.

Nata nel 1995 a Molde in Norvegia, Ada Stolsmo Hegerberg esordisce nella massima divisione nazionale nel 2010. Con la maglia del Kolbotn  entra nella storia del calcio norvegese a soli sedici anni per aver siglato una tripletta in campionato. Il suo destino è legato a quello di sua sorella Andrine, maggiore di due anni. Insieme si trasferiscono allo Stabaek, conquistando la coppa norvegese e attirando l’attenzione degli scout internazionali. Ad inizio 2013 le sorelle Hegerberg lasciano il loro paese natale per trasferirsi al Turbine Potsdam. Nella città tedesca la traiettoria delle due giocatrici si divide. Nella stagione 2014-2015 Ada passa all’Olympique Lione, mentre Andrine ha disputato solo tre gare in Germania, passando nell’estate 2013 al Goteborg.

In Francia la “piccola” della famiglia Hegerberg si consacra definitivamente come stella del calcio mondiale.  In quattro stagioni vince quattro campionati francesi, tre coppe di Francia e tre UEFA Women’s Champions League. Il dato che più sorprendente è quello delle reti realizzate: 177 gol in 144 gare. Ha messo la sua firma in due Finali di UEFA Women’s Champions League: nel 2016 a Reggio Emilia e nel 2018 a Kiev, entrambi i casi contro il Wolfsburg. Perchè segnare è importante, ma farlo nelle partite che contano è decisivo.

Questo è solo uno dei motivi per cui la commissione di France Football ha eletto Ada Hegerberg come prima vincitrice del Pallone d’Oro femminile. Carisma, abilità tecniche e prestanza fisica la rendono una calciatrice unica nel suo genere, un attaccante vecchio stampo dentro l’area di rigore e moderna nella collaborazione con la squadra. A 23 anni ha ancora tante pagine di carriera da scrivere, i margini di miglioramento sono ampi e il suo nome potrà essere inciso in altre occasione sulla targa del Pallone d’Oro.