In attesa della finalissima di domani tra Canada e Svezia (non più alle ore 4 italiane, bensì alle 14), Australia e Stati Uniti si contendono intanto la medaglia di bronzo presso l’impianto del Kashima Stadium. Per le Matildas, vincere la finalina significherebbe la prima medaglia di calcio alle Olimpiadi – maschile e femminile – della storia australiana. Le statunitensi intendono invece cancellare la sconfitta in semifinale contro Canada, loro che non sono affatto abituate a perdere.

Anche per questa ragione Vlatko Andonovski, CT delle americane, schiera la migliore formazione possibile con il chiaro obiettivo di centrare il terzo posto. Carli Lloyd guida l’attacco statunitense e raggiunge Christie Pearce come seconda giocatrice con più presenze nella storia della USWNT; al suo fianco agiranno invece Megan Rapinoe e Christian Press, con Morgan che partirà dalla panchina. Anche l’Australia non effettua alcun turnover, dovendo fare solo un cambio forzato rispetto alla partita contro la Svezia: giocherà Polkinghorne al posto della squalificata Ellie Carpenter.

Dopo un inizio convincente delle Matildas, sono invece le statunitensi a trovare il vantaggio. Al minuto 8, direttamente da calcio d’angolo, Megan Rapinoe trova una traiettoria beffarda che termina la sua corsa sul secondo palo: un “gol olimpico” alle Olimpiadi. L’Australia, tuttavia, non si scompone e trova la rete del pareggio al quindicesimo: Foord serve uno splendido filtrante per Kerr, che calcia sul primo palo e piega le mani di Adrianna Franch, non perfetta nell’intervento.

La partita si accende. Al minuto 21, le due centrali Kennedy e Polkinghorne non si intendono, il pallone finisce allora dalle parti di Rapinoe: la coordinazione al volo è magistrale, il pallone sotto l’incrocio. Le statunitensi, nuovamente in vantaggio, provano adesso a chiudere la partita con alcune verticalizzazioni pungenti. Nel primo dei tre minuti di recupero, Horan pesca Lloyd con un passaggio perfetto: l’attaccante aggancia il pallone e calcia di prima intenzione ad angolare sul palo lontano. 3 a 1, una rete meravigliosa!

Al rientro dagli spogliatoi, precisamente al 51esimo, Kennedy completa la sua terribile giornata con un retropassaggio mal calibrato: si rivela infatti un assist al bacio per Lloyd, che ha tutto il tempo di controllare il pallone e freddare Micah. Doppiette per Rapinoe e Lloyd, 4 a 1. La pratica sembra chiusa ma, appena due minuti dopo, le Matildas accorciano le distanze con un bel colpo di testa di Foord. Le australiane provano a rimontare e sfiorano la rete del 3 a 4 esattamente un minuto dopo: Raso crossa violentemente al centro, Kerr si avvita con un potente colpo di testa che colpisce la parte interna del palo, sbatte sul corpo di Franch e va fuori.

Le statunitensi, dopo avere visto le tenebre, si ricompongono e siglano la quinta rete di giornata con Lloyd: si alza però la bandierina, il gol viene annullato. La squadra di Andonovski sembra in controllo, ma subisce esattamente al 90esimo la rete del 3 a 4 con un gran tiro dalla distanza di Gielnik.

Concessi ben sette minuti di recupero, le Matildas si riversano in attacco alla ricerca di un pareggio insperato e rocambolesco. Le americane però resistono e conquistano la medaglia di bronzo. Kerr crolla a terra, Polkinghorne inizia a piangere a dirotto: le Matildas hanno dato tutto, pagando ancora una volta dei terribili errori difensivi.

Servirà per il futuro, d’altronde nel 2023 ospiteranno la Coppa del Mondo e ci sarà (ancora una volta) da divertirsi.

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