I nuovi inizi sono sempre particolarmente eccitanti. L’attesa porta con sé un carico di adrenalinica aspettativa. L’ignoto può far paura ma è anche sinonimo di speranza, per un’avventura inedita che potrebbe condurre al successo. Ma più di qualsiasi significato, i nuovi inizi sono possibilità, di rimediare, di migliorare o di tornare alla normalità, qualunque sia il suo volto oggi. E questa notte la nostra nuova possibilità arriva ancora una volta dal calcio femminile, perché la seconda edizione della NWSL Challenge Cup è alle porte ed è carica di un anno di novità.

Le squadre che disputeranno questo torneo, organizzato per la prima volta nell’estate 2020 dalla lega statunitense, non sono le stesse che abbiamo conosciuto finora. Il contesto che ha fatto da sfondo alla prima versione del torneo appare col senno di poi una fase di transizione per la NWSL. Un microcosmo che diventa specchio del mondo esterno, di ciò che era e ciò che è diventato.

La NWSL che ha affrontato la prima ondata di pandemia nel 2020 era una lega alle porte della sua ottava stagione regolamentare. Un successo già abbastanza stabile e con radici ormai più salde rispetto ai precedenti tentativi ma ben lontano da ciò che il professionismo di club dovrebbe essere. Troppi punti ciechi nascondevano le più gravi debolezze della lega, troppi segreti spazzati sotto il tappeto dell’omertà danneggiavano un campionato competitivo e brillante.

Per tutte le ragioni che abbiamo già presentato in precedenza dunque, la NWSL che si è avvicinata alla prima edizione della Challenge Cup era una lega che, in una fase di cambiamenti e difficoltà, provava a fare del suo meglio ma che operava anche in un ambiente colmo di incertezze, paure e dubbi. E la fortunata riuscita del torneo, nonostante l’ottima funzionalità dei protocolli di sicurezza anti-COVID e le fondamentali nuove entrate apportate da sponsor e diritti televisivi, non era comunque sinonimo di risoluzione di alcuni dei più grandi problemi.

La Challenge Cup del 2020 infatti è stato l’ultimo torneo a vedere lo Utah Royals FC tra le fila della NWSL. Dopo l’abbandono del presidente Dell Loy Hansen, accusato con testimonianze concrete di razzismo e sessismo, e anche dell’allenatore Craig Harrington, sospeso e mai più reintegrato più o meno per le stesse ragioni, il club non ha più potuto sostenere le spese della squadra, ritrovandosi costretto ad abbandonare la league. Ma nell’estremo tentativo di non perdere del tutto il team, una nuova proprietà ha assorbito il gruppo delle Royals, e si tratta di una vecchia conoscenza dell’NWSL, il Kansas City FC.

Quasi l’intera squadra infatti, escluse Christen Press (adesso in forza al Manchester United ma i cui diritti appartengono al Racig Louisville FC), Veronica Boquete (grande acquisto del Milan Femminile), Kelley O’Hara e Tziarra King (ora calciatrice dell’OL Reign), ha cambiato sede e gestione ma può almeno custodire la possibilità di competere e ricominciare da zero. Per il capitano Amy Rodriguez questo passaggio è però quasi un ritorno a casa, avendo infatti già militato e vinto nel team sotto la guida di Vlatko Andonovski e accanto alla migliore amica e collega Lauren Holiday.

Cambiamenti meno drastici ma comunque fondamentali hanno poi influenzato anche il passaggio tra 2020 a 2021 degli altri club. A far da padrone tra le rivoluzioni che hanno travolto i roster delle squadre è stato l’expansion draft, tradizione dello sport statunitense ma lato sempre più evidentemente negativo del calcio femminile americano.

Per permettere infatti alla new entry della lega, Racing Louisville FC, di creare il suo organico, sono rientrate in gioco le “liste di protezione” con cui i club hanno potuto proteggere solo un determinato numero di calciatrici, tra cui soltanto due “allocated players”, i cui stipendi ossia sono ancora pagati dalla Federazione Calcio Statunitense, lasciando tutte le altre libere di essere “reclutate” senza voce in capitolo.

È tra gli accordi e gli scambi precedenti e successivi all’expansion draft che un giro di trasferimenti è stato messo in moto. Washington Spirit ha perso Rose Lavelle in favore dell’OL Reign ma ha guadagnato i difensori Kelley O’Hara ed Emily Sonnett. Non hanno testimoniato eccessivi cambiamenti il North Carolina Courage (che ha detto addio però alle colonne difensive Crystal Dunn e Abby Dahlkemper e attende il ritorno di Samantha Mewis) e il campione in carica Houston Dash, mentre l’OL Reign è ancora alla ricerca di un portiere titolare e forse in realtà ancora in attesa del vociferato prestito di Sarah Bouhaddi.

Stabili anche i roster di Orlando Pride e Chicago Red Stars, quest’ultimo aveva infatti blindato l’intera rosa sacrificando però Yuki Nagasato, scambiata al Racing Louisville prima ancora delle draft.

Sono forse lo Sky Blue FC e il Portland Thorns ad aver scosso maggiormente le dinamiche interne al loro gruppo. La prima perché fondamentalmente adesso non esiste più. Con un tanto atteso re-brand infatti, una delle squadre storiche per il professionismo femminile statunitense ha detto addio al suo nome e al suo logo, ma anche alla sua affiliazione esclusiva con il New Jersey.

Il nuovo volto dell’ei fu Sky Blue FC è quello di NY/NJ Gotham FC, un club che sposta il suo baricentro a New York e introduce una nuova era della sua esistenza. D’impatto il video di presentazione della nuova maglia, con tutte le calciatrici che parlano nella loro lingua natia, simbolo di una squadra che intende valorizzare la diversità nazionale del suo gruppo. Un’apertura indispensabile avvenuta anche grazie all’attenta e umana leadership della general manager Alyse LaHue.

Pochi cambiamenti invece nel roster che perde Mallory Pugh in direzione Chicago ma riparte da Margaret Purce, Ifeoma Onumonu e Carli Lloyd.

Il Portland Thorns ha invece scosso la sua intera storia rinunciando a una delle due colonne portanti del team fin dalle origini, ossia Tobin Heath, i cui diritti sono stati “acquisiti” dal Racing Louisville nel corso dell’expansion draft, durante il quale la squadra di Portland aveva lasciato incustodita la calciatrice statunitense per proteggere invece Becky Sauerbrunn e Adrianna Franch. Lindsey Horan e Crystal Dunn invece – quest’ultima acquisita dal North Carolina Courage proprio poco prima del draft – sono state protette in quanto calciatrici adesso indipendenti, poiché stipendiate direttamente dal club e non più dalla Federazione.

I roster presentati dai club alle porte della Challenge Cup non prevedono ancora i prestiti europei (Lavelle, Mewis, Press, Heath) e il primo turno del torneo dovrà anche fare a meno delle calciatrici della Nazionale Femminile Statunitense impegnate in Europa nelle amichevoli contro la compagine svedese e quella francese.

Ma i nuovi inizi nel calcio comportano anche un’altra entusiasmante novità: i design delle maglie. E quest’anno la NWSL punta in alto, direttamente alle stelle. Sia Orlando Pride che Houston Dash hanno infatti scelto come tema dei nuovi kit di gioco i colori e le forme del panorama spaziale.

Ma il club di Marta e Alex Morgan ha poi fatto anche di più. Grazie a una partnership con il Kennedy Space Center infatti, la squadra di Orlando non ha soltanto introdotto il nuovo affascinante kit con un photoshoot e un video promozionale girato direttamente nel centro spaziale ma ha anche lanciato letteralmente in orbita una maglia, facendo approdare il calcio femminile targato in NWSL anche nello spazio.

Mentre si affaccia dunque alla sua nona stagione seppure con modalità differenti, la NWSL è chiamata a colmare lacune e mancanze nei confronti delle sue atlete. Anche per questa ragione, dopo aver ridimensionato la presenza della Federazione negli affari dei club, per la prima volta nella storia della lega, la NWSL e l’associazione delle calciatrici del campionato hanno intavolato concrete discussioni per una negoziazione collettiva che regoli i contratti di tutte le giocatrici, tra stipendi, bonus e benefit necessari come alloggi, condizioni di viaggio e assicurazioni mediche e di salute generale.

Purtroppo però non tutte le calciatrici militanti in NWSL possono attendere ancora affinché il loro status e la loro immagine di atlete vengano riconosciuti e rispettati come meritano. Per questo motivo è nata nel 2020, proprio da un gruppo di calciatrici, la Black Women’s Player Collective, un’organizzazione no profit che protegga e valorizzi la rappresentazione della comunità femminile nera nel mondo del calcio e dello sport in generale. La BWPC consiste ora di 43 donne nere che competono in NWSL e mira ad amplificare la loro voce e le loro esperienze, in una costante battaglia per l’uguaglianza e la giustizia sociale.

Oltre dunque le lotte e le contrattazioni che avvengono fuori dal campo, le sfide stanno per ripartire anche sul rettangolo verde, dando avvio proprio a un nuovo inizio per la NWSL.

Le dieci squadre della lega affronteranno la prima fase del torneo suddivise in due gruppi: la divisione est, comprendente Gotham FC, North Carolina Courage, Racing Louisville, Orlando Pride e Washington Spirit, e la divisione ovest, che include l’altra metà dei club, ossia Portland Thorns, Kansas City, OL Reign, Chicago Red Stars e Houston Dash.

Ad aprire la seconda edizione della Challenge Cup saranno gli scontri Houston Dash – Chicago Red Stars e Portland Thorns – Kansas City.

Houston dovrà rinunciare a giocatrici chiave quali Kristie Mewis e Rachel Daly, impegnate con le rispettive nazionali, affidandosi dunque alle capacità non indifferenti di Shea Groom e Sophie Schmidt. La formazione di Chicago invece sarà ridotta ulteriormente a causa della massiccia presenza di titolari nel roster della Uswnt, e toccherà a Kealia Watt, Sarah Luebbert e Vanessa DiBernardo trovare la chiave per la conquista dei primi 3 punti.

Kansas City, ospite al maestoso Providence Park che riaprirà le porte anche ai celebri tifosi Riveters, dovrà affidarsi ancora una volta alla leadership indispensabile di Amy Rodriguez. Le Thorns invece, private dei grandi nomi impegnati nelle rispettive Nazionali (le statunitensi Lindsey Horan, Becky Sauerbrunn, Crystal Dunn e Sophia Smith e la leggenda canadese Christine Sinclair), dovranno puntare sul talento di Simone Charley, sull’inventiva di Rocky Rodriguez e sulla stabilità difensiva di Meghan Klingenberg. Da tenere d’occhio la nuova arrivata direttamente dal campionato svedese Natalia Kuikka.

Tutto è pronto dunque per il ritorno di quella lega che ha aperto il professionismo nel calcio femminile di club dagli Stati Uniti al resto del mondo. Tra assenze e debolezze, miglioramenti e speranze, la NWSL strappa il biglietto per la sua nona stagione e questa è già una vittoria per tutti.

Rita Ricchiuti

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