L’arrivo di Alex Greenwood, ex capitano del Manchester United, al Manchester City non ha lasciato i tifosi delle Red Devils indifferenti.

I supporter dello United, infatti, si sono scatenati sui social definendola un “serpente”, una “traditrice”, ma la stessa giocatrice ha detto di capire la situazione: “Probabilmente ho deluso molti tifosi, ma per me si tratta dell’ambizione come giocatrice e niente mi impedisce di ottenere ciò che voglio ottenere. Ed è esattamente per questo che sono qui come giocatrice del Man. City”.

“Capisco che le persone siano frustrate, deluse e assolutamente autorizzate ad avere le loro opinioni” continua Greenwood “Sono cresciuta in questo sport e sono totalmente consapevole della situazione. Non direi di aver messo in dubbio la mia decisione, ma sono anche consapevole di dove mi trovavo in precedenza”.

“Ho dato il 100% allo United e nessuno me lo può togliere” aggiunge la 27enne, che ha avuto l’onore di indossare la fascia di capitano nella prima stagione della storia del Manchester United, conclusasi con la vittoria della FA Women’s Championship 2018-19 e la conseguente promozione nella Women’s Super League 2019-20.

Greenwood, però, nel massimo campionato inglese con la maglia dello United non ci giocherà: nell’agosto 2019, infatti, lascia l’Inghilterra per volare in Francia dove firma un contratto annuale con l’Olympique Lyonnais. Un anno dopo fa ritorno in patria, con la maglia del Manchester City.

Il primo derby di Manchester della stagione è fissato per il 15 novembre al Leigh Sports Village, casa del Man. United. Sarà, dunque, la prima volta che Greenwood tornerà su quel campo da avversaria.

“Probabilmente avrò quel piccolo ronzio in più nella partita del derby, ma questo non cambia” ha detto Greenwood, consapevole che quel giorno potrebbe essere vittima di cori dei suoi ormai ex tifosi “Per i fan suppongo che sia un giorno per criticarmi e va benissimo. Lo capisco perfettamente ed è quello che è”.

L’idea di subire i cori avversari, però, non sembrano affatto demotivarla, quanto piuttosto il contrario: “Mi motivano? Probabilmente un po’ si”.

Greenwood si aspettava questo tipo di risposta dai tifosi e sostiene che la crescita delle rivalità sia un bene per il calcio femminile e “fa parte del calcio”: “Penso che la rivalità sia importante, e penso che più è grande la fan base, più crescerà”.

Questa non è la prima volta che Greenwood passa da una squadra rivale a un’altra. Il terzino classe ’93, infatti, dopo essere cresciuta nelle giovanili dell’Everton e aver firmato il suo primo contratto professionistico con le Toffees, ha giocato anche con la maglia del Liverpool, squadra di cui è tifosa fin da bambina.

Greenwood è entrata nel settore giovanile dell’Everton a 8 anni e ha esordito con la prima squadra a 17 anni, il 5 agosto 2010 in Everton-KI 6-0.

Al termine della stagione 2014, in cui le Toffees erano state retrocesse in seconda divisione, decide di lasciare il club per non rischiare di perdere il posto in nazionale in vista dei mondiali 2015 (fu la più giovane delle 23 convocate inglesi che vinsero il bronzo in quella edizione).

Dopo un anno al Notts County, Greenwood firma un biennale con il Liverpool, squadra con cui disputa 44 partite, segnando 6 gol, tra l 2016 e il 2018, prima di passare al Manchester United.

Martina Pozzoli

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