Per Ada Hegerberg la crisi causata dal coronavirus non deve far buttare via il grande sviluppo del calcio femminile degli ultimi anni: “Non ci resta che mantenere una voce forte”

Ada Hegerberg in una recente intervista al The Guardian ha espresso il suo pensiero sugli effetti del coronavirus sul mondo del calcio.

Per la norvegese è difficile parlare di calcio in questo momento perché “la società nel suo insieme deve rimettersi in piedi prima che il calcio torni al suo posto”.

“Il calcio soffrirà di questo, le squadre maschili più grandi soffriranno, tutti soffriranno e ovviamente il calcio femminile soffrirà” ha detto Hegerberg “Capisco che il calcio maschile venga prima nelle discussioni. Inoltre, beneficiamo molto economicamente dei club maschili e abbiamo anche bisogno del loro aiuto per costruire un prodotto migliore e portarlo in un luogo in cui un giorno possiamo trarre vantaggio da noi stesse”.

Per l’attaccante del Lione in questo momento è importante non dimenticarsi del calcio femminile: “C’è stato un grande sviluppo negli ultimi anni, ha avuto un buon ritmo, ed è molto importante che non facciamo di nuovo due passi indietro dopo una crisi come questa perché non siamo la prima priorità. Non ci resta che mantenere una voce forte e non perdere la nostra posizione”.

Non è la prima volta che Hegerberg usa la propria piattaforma e notorietà per far progredire il calcio femminile. Lo aveva già fatto scegliendo di rinunciare alla nazionale norvegese perché riteneva ci fosse una mancanza di supporto e investimenti per il calcio femminile.

“Hai una scelta: puoi giocare e basta, ma penso che quando raggiungi un certo livello ne derivino molte responsabilità. È importante dire che devi anche giocare. Perché se non giochi non hai voce e poi non puoi avere lo stesso impatto. È un fatto. Quindi questa è stata una delle mie più grandi motivazioni dal primo giorno. Mi alleno ogni giorno per giocare e anche per darmi una voce” spiega la vincitrice del Pallone d’Oro 2018.

Hegerberg dice di avere molta ammirazione per “le persone che difendono ciò in cui credono e che usano davvero la loro voce” ed è questo che lei stessa ha cercato di fare: “difendere ciò che credo sia buono per il calcio femminile”.

E aggiunge: “Penso che dobbiamo sostenerci insieme l’una con l’altra e supportarci a vicenda. Per questo penso che Megan Rapinoe dovrebbe essere rispettata dalle calciatrici di tutto il mondo, perché si è presa un pestaggio [mediatico] per tutte noi e per il gioco e abbiamo bisogno di voci forti come la sua. Più voci hai più impatto puoi lasciare nello sport”.

Crescendo Hegerberg non aveva modelli femminili a cui guardare, ma oggi la situazione è cambiata: “Riesco a vedere l’impatto che tutto il successo che ho avuto con il Lione ha avuto non solo sulle ragazze ma anche sui ragazzi in Norvegia. Sento che questo è un grande punto di svolta”.

A proposito del Lione, la giocatrice classe ’95 ha il contratto in scadenza nell’estate 2021 e sul suo futuro dice: “Credo nell’essere fedele al proprio club. Ho avuto gli anni più belli a Lione e ho un altro anno di contratto. È impossibile dire cosa mi riserverà il futuro, ma in questo momento sono nella mia bolla di riabilitazione per cercare di tornare in pista più forte per il Lione”.

Hegerberg, dopo la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio dello scorso gennaio, sta affrontando la riabilitazione a Lione, lontano sia dalla sua famiglia in Norvegia sia dal marito Thomas Rogne, calciatore del Lech Poznan bloccato in Polonia a causa del lockdown.

Martina Pozzoli