L’ex attaccante statunitense verrà inserita nella Hall of Fame nel corso della cerimonia ufficiale il prossimo 21 settembre

“Forget Me”. “Dimenticatemi” diceva Abby Wambach in uno spot della Gatorade appena dopo il suo addio al calcio giocato nel 2015. È impossibile, però, dimenticare una giocatrice leggendaria come lei, tanto che, da quest’anno entrerà nella Hall of Fame del calcio americano.

A dare la notizia alla stessa Wambach è stata l’ex compagna di nazionale Julie Foudy, già nella Hall of Fame dal 2007. “Questo premio è piuttosto incredibile perché mi permette di sentirmi di nuovo almeno un po’ importante”, ha dichiarato l’ex attaccante classe ’80.

La cerimonia si svolgerà il prossimo 21 settembre al National Soccer Hall of Fame Museum al Toyota Stadium di Frisco, Texas. Nel frattempo, Wambach è stata celebrata insieme all’ex presidente della federazione statunitense Sunil Gulati durante l’intervallo di Usa-Messico ultima amichevole della nazionale americana prima della partenza per il mondiale. La gara, per la cronaca, è stata vinta 3-0 dalle statunitensi con gol di Heath, Pugh e Press.

I numeri e il palmares di Wambach parlano per lei. In 14 anni (2001-2015), con la maglia a stelle e strisce ha conquistato due ori olimpici (2004 e 2012) e il mondiale del 2015, stabilendo il nuovo record di gol segnati a livello internazionale con 184 reti in 255 presenze.

Non le sono mancati i riconoscimenti individuali. Wambach è stata nominata Fifa Player of The Year nel 2012, ha vinto per 6 volte il titolo di calciatrice americana dell’anno e nel 2015 è stata inserita dal Time tra le 100 persone più influenti del mondo.

Dei suoi 184 gol, quello che più è rimasto nei cuori dei tifosi americani e della memoria collettiva è il colpo di testa all’ultimo respiro che ha regalato il pareggio, al 122°, agli Usa nei quarti di finale del mondiale 2011 contro il Brasile, battuto poi ai calci di rigore.

Attaccante implacabile, Wambach non è rimasta nel cuore dei supporters statunitensi solo per i suoi gol, bensì anche, e soprattutto, per il suo carisma e la sua leadership dimostrata dentro e fuori dal campo. Importante il suo impegno nella lotta contro la discriminazione di genere ed in difesa degli omosessuali.

Insomma, impossibile dimenticare Abby Wambach.

Martina Pozzoli