Chissà quante volte gli allenatori hanno detto alle proprie calciatrici di giocare usando la testa. Certe giocatrici li hanno presi talmente alla lettera che hanno fatto del colpo di testa una delle loro armi migliori.

Julie Ertz è una di queste, come confermano le statistiche dei suoi gol con la maglia della nazionale statunitense: su 19 gol totali, 9 li ha segnati di testa.

È stato così per il primo, siglato nella finale della Algarve Cup l’11 marzo 2015, nel 2-0 contro la Francia. Ed è stato così anche per quello che, per ora, è l’ultimo che ha messo a segno, il 16 giugno 2019 nella vittoria per 3-0 sul Cile durante il mondiale della scorsa estate.

Di questi 19 gol, 7 sono risultati gol-vittoria. Non male per una giocatrice che ha disputato la maggior parte della sua carriera e buona parte delle sue 100 presenze in nazionale come centrale difensivo, prima di diventare il perno del centrocampo davanti alla difesa.

La centrocampista classe ’92 ha raggiunto quota 100 presenze lo scorso 5 marzo nella gara tra Stati Uniti e Inghilterra. Dal giorno del suo esordio, il 9 febbraio 2013 contro la Scozia, quando ancora si chiamava Julie Johnston, a Usa-Inghilterra dell’altra sera, sono cambiate molte cose, a partire dal nome sulla maglia e dal ruolo in campo, ma la grinta, la voglia di lottare, il tempismo negli interventi in tackle e nel colpire di testa sono rimasti gli stessi.

Il cambio di ruolo, da difensore a centrocampista, ha coinciso praticamente con il cambio di nome sulla maglia: dall’8 giugno 2017, in occasione di Svezia-Usa, indossa sulle spalle il cognome Ertz, assunto dopo il matrimonio con Zach Ertz, giocatore di football americano dei Philadelphia Eagles, svoltosi il 26 marzo 2017.

Lo spostamento a centrocampo, voluto dall’allora ct Jill Ellis, si è rivelato una scelta vincente, capace di dare una svolta alla carriera della giocatrice nata in Arizona: perno insostituibile del centrocampo, dal 2017 Ertz ha vinto due volte il premio come calciatrice americana dell’anno (2017 e 2019), la Golden Ball 2018 del CONCACAF Women’s Championship, è stata inserita nella IFFHS Women’s World Team 2019, nel 2018-19 FIFA FIFPro Women’s World 11 ed è candidata al BBC Women’s Footballer of the Year 2020.

E l’importanza di JJ, come viene soprannominata dalle sue compagne di squadra, è stata subito subito evidente anche agli occhi di Vlatko Andonovski, successore di Jill Ellis sulla panchina americana: “Ogni allenatore vorrebbe una Julie Ertz nella propria squadra”, sono state le parole dell’allenatore di origini macedoni, che ha proseguito elogiando il suo apporto fondamentale sia in fase offensiva che difensiva.

“Inizio a sentire che Julie Ertz potrebbe essere la giocatrice più importante in questa squadra” ha detto il ct statunitense “Inizio a sentire la sensazione che questa squadra giri attorno a lei”.

Si dice spesso che dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna, ma può essere vero anche il contrario, come dimostrano Julie e Zach. Due volte campionessa del mondo lei, vincitore di un Super Bowl lui, entrambi sostengono di aver beneficiato dall’avere un partner che capisce l’impegno e la dedizione che servono per giocare ad alto livello nei rispettivi sport, ma anche del supporto emotivo necessario soprattutto nei momenti difficili e per evitare cali di motivazione.

“Il suo supporto mi ha sicuramente permesso di avere successo nella mia carriera” aveva detto a proposito del supporto del marito, che definisce come il suo fan numero uno.

“Se lei ama giocare a calcio e io la amo veramente, sarò felice quando sperimenterà il successo e la incoraggerò nel suo percorso” aveva spiegato Zach, che era sugli spalti a sostenere Julie sia nella finale del mondiale 2015 in Canada sia quella dello scorso anno in Francia, indossando la maglia con scritto sulle spalle “Mr. Ertz”.

Allo stesso modo, lei era a Minneapolis sugli spalti a sostenere Zach nella 52esima edizione del Super Bowl. Era diventato virale in America il video di Julie che, al termine di un’amichevole con la Danimarca (in cui aveva anche segnato un gol) del gennaio 2018, scoppia in lacrime dopo aver scoperto che Zach e i Philadelphia Eagles avrebbero giocato il Super Bowl.

Nel palmares di JJ manca ancora una medaglia olimpica, ma se dovesse arrivare a Tokyo possiamo star certi che il suo fan numero uno sarà lì a gioire con lei indossando orgoglioso la maglia con la scritta “Mr. Ertz”.

Martina Pozzoli

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