Impresa dell’Italia che supera la Nuova Zelanda e vola in finale dell’Algarve Cup

Lo Stadio “Da Bela Vista” di Parchal fa da scenario alla semifinale dell’Algarve Cup. Le azzurre di Milena Bertolini affrontano la Nuova Zelanda, che in maniera abbastanza sorprendente ha superato ai quarti di finale il Belgio nella lotteria dei calci di rigore.

Italia che cambia quattro undicesimi delle titolari contro il Portogallo: Schroffenegger, Bartoli, Mascarello e Tarenzi inserite nello starting. Le Football Ferns, 23^ nel Ranking Fifa, approdano a questa semifinale con la volontà di giocarsi tutte le proprie carte per cercare di giocarsi la finale del prossimo 11 marzo contro la Germania.

Italia che dopo la grande rimonta contro il Portogallo vuole confermarsi a livello internazionale, cercando di indirizzare sin da subito la partita sui giusti binari, eludendo con un’ormai assodata esperienza tattica, la grande prestanza e potenza fisica delle avversarie.

Parte subito forte la squadra di Tom Sermanni che più di una volta cerca di impensierire grazie a buone trame sulle fasce, la porta difesa dall’estremo difensore del Florentia San Gimignano con due conclusioni pericolose prima di Riley e poi di Stott.

Le azzurre, oggi in maglia verde, cercano di rispondere in maniera ordinata, logica e quadrata al forcing fisico iniziale neozelandese.

Al 7’ è Tarenzi che su punizione di Cernoia impatta bene il pallone di testa sfiorando il primo palo.
Al 21’ si sblocca finalmente il match: il traversone dalla destra di Alia Guagni trova un’uscita non perfetta di Leat, è lesta ad approfittarne Girelli che deve solo spingere il pallone in rete per il vantaggio italiano.

Sale il rendimento azzurro, nonostante il pressing del centrocampo neozelandese non tende ad arretrare minimamente anche dopo aver subito la rete dello svantaggio.

Al 23’ rischio autogol per la Nuova Zelanda, su cross di Guagni la deviazione del centrale difensivo neozelandese fa la barba al palo.
Dopo due minuti, un’azione veloce porta di nuovo la numero 7 azzurra ad imbeccare in profondità Stefania Tarenzi che in stirata non riesce a trovare il pallone.
Al 45’ rigore per la Nuova Zelanda su fallo di mano in scivolata di Guagni, Schroffenegger ipnotizza White, indovina l’angolo di tiro e porta l’Italia al riposo con il minimo vantaggio.

Primo tempo divertente e mai scontato nonostante l’Italia abbia mantenuto sempre in mano il pallino del gioco, facendo registrare un possesso palla del 62% contro il 38% della Nuova Zelanda.

Al minuto 50 l’Italia va vicinissima al raddoppio, un pallone scodellato dalla difesa viene magicamente offerto con un tocco al volo di Guagni sui piedi di capitan Sara Gama, che si porta in conduzione della palla fino all’interno dell’area da dove esplode un destro che si stampa sul palo più lontano e non riesce ad essere ribadito in rete da Tarenzi e da Linari che erano in agguato.

Dopo cinque minuti, la ghiotta occasione capita sui piedi di Barbara Bonansea che cerca di colpire in contropiede l’intero quintetto difensivo della Nuova Zelanda ma il suo tiro un po’ pigro si spegne a lato senza troppe pretese.

Non passano neanche trenta secondi ed al 56’ Bonansea trova con un gesto balistico da “Figurine Panini” il suo personale riscatto con un gol d’autore, un fantastico tiro al volo di destro dal centro dell’area che si insacca direttamente sotto la traversa dopo un perfetto cross da parte di Girelli.

Nuova Zelanda che però non da minimamente cenno di resa e che approfitta anche di una leggera flessione psico-fisica dell’undici italiano: al 64’ un tiro cross dalla destra trova pronta ancora Schroffenegger che smanaccia con non poche difficoltà.
Primo cambio della partita: esce Moore ed entra Stratford.

Al 67’ cala il tris Stefania Tarenzi con un’azione da manuale del calcio: il lancio dalle retrovie premia lo sprint della solita Guagni sulla destra, la sua palla a mezza altezza viene presa in carico da Bonansea che con un colpo di tacco illuminante pesca a centro area Tarenzi che deve solo mettere in porta il tre a zero.

Immediato il poker di cambi italiano, per mantenere sempre fresche le forze azzurre in vista della finale: Galli per Cernoia, Bonfantini per Tarenzi, Bonetti per Bonansea e Lenzini per Guagni.
A seguire doppio cambio anche per la Nuova Zelanda: escono Longo e White entrano Radosavjevic e Rood.

Italia che continuando a macinare esperienza internazionale approda con merito alla finale dell’Algarve Cup che la vedrà mercoledì prossimo in campo contro la Germania; lo fa con una consapevolezza delle proprie capacità e della propria forza, ormai nel DNA dell’intero gruppo azzurro, che nelle diverse occasioni trova sempre il massimo impegno, dedizione e prontezza in ogni giocatrice che viene buttata nella mischia.

Una squadra che come un’araba fenice ha in sé la peculiarità di rinascere nelle e dalle difficoltà, comprendendo i suoi errori, riuscendo a migliorarli in poche frazioni di secondo, trovando le contromisure giuste e fronteggiando volta dopo volta con una serenità maggiore le partite che contano.

NUOVA ZELANDA – ITALIA 0-3

Marcatrici: 21’ Girelli; 56’ Bonansea; 67’ Tarenzi.

NUOVA ZELANDA (5-4-1): Leat; Percival, Bott, Moore, Stott, Riley; Longo, White, Bowen, Wilkinson; Skilton. All.: Tom Sermanni.
ITALIA (4-4-2): Schroffenegger; Guagni, Gama, Linari, Bartoli; Cernoia, Mascarella, Rosucci, Bonansea; Girelli, Tarenzi. All.: Milena Bertolini.

Federica Iannucci

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