Capita spesso in Italia di non avere il coraggio di lanciare le giovani calciatrici nelle grandi sfide, nei palcoscenici che contano. Quante volte abbiamo letto o sentito le classiche frasi “è troppo giovane”, “deve farsi le ossa in un piccolo club”, “in mezzo a top player non troverebbe spazio”.

All’estero la situazione è ben diversa. Se una calciatrice del 2000 ha delle qualità, capita anche di vederla in campo titolare nelle partite più importanti dell’anno.

È quello che è successo a Lauren Hemp, astro nascente del calcio femminile inglese, schierata nell’undici iniziale contro le campionesse del mondo degli Stati Uniti.

La gara tra USA e Inghilterra, nel prestigioso torneo SheBelieves Cup, non era una amichevole qualunque. In palio molto più dei semplici tre punti. Si è trattato di uno scontro tra due grandi nazionali nel panorama calcistico femminile, ma che sono anche acerrime rivali. Soprattutto dopo la partita, vinta dagli USA, ai recenti Mondiali in Francia.

Per le Lionesses era l’occasione per vendicare l’eliminazione ai quarti della Coppa del Mondo arrivata, per mano delle americane, con il famoso gesto del Thè di Alex Morgan. Ma anche valutare la crescita della propria selezione rispetto a quella che ad oggi viene definita, la nazionale più forte al mondo.

Il punteggio finale ha dato ragione ancora alle americane ma il CT delle Lionesses Phil Neville è rimasto estasiato dalla prestazione della giovane Lauren Hemp.

“Non ha paura, affronta le rivali, come un toro, non c’è alcuna emozione sul suo volto”. Queste le parole dell’allenatore inglese.

Proprio vero. Lauren Hemp ha sfoderato una prestazione straordinaria. Ha corso, lottato e messo in campo una grinta eccezionale ma anche giocate di puro talento. Eppure nella sua zona di campo c’era una vera e propria leggenda del soccer femminile. Kelley O’Hara, non ha bisogno di presentazioni, giocatrice straordinaria, due volte campionessa del mondo, nel 2015 e 2019, e Medaglia d’Oro alle Olimpiadi di Londra 2012.

Trovarsi di fronte una delle calciatrici più forti al mondo nel ruolo di terzino, non ha minimamente intimidito Hemp. Tutt’altro, anzi le ha dato una carica in più. Le due calciatrici si sono trovate l’una contro l’altra in diverse occasioni e non si sono risparmiate minimamente nei duelli, nemmeno nel “randellarsi” a vicenda.

La sfrontatezza con cui Lauren Hemp ha affrontato Kelley O’Hara ci permette di consegnare alla storia uno dei duelli più belli degli ultimi anni sui campi del calcio femminile.

Al 6′ minuto O’Hara prova a passare ma Hemp la stoppa.
Un minuto dopo l’americana subisce il pressing della giovane inglese che l’attacca, non la molla, il terzino prova a rifugiarsi all’indietro ma Hemp non le lascia nè un centimetro di campo nè un nanosecondo per respirare. Persino quando O’Hara sale sulla trequarti inglese, l’attaccante del ManCity la aggredisce rubandole il pallone.

Quello che sorprende sono i contrasti e le lotta senza esclusioni di colpi tra le due giocatrici. Su una palla alta saltano in due per prenderla di testa, l’americana finisce a terra, l’irriverente Hemp le passa come a dirle “alzati non hai ancora visto nulla”.

A fine gara Lauren Hemp sorridendo ha detto:

“The tussle with O’Hara? I really enjoyed it”

Lei stessa ha definito il loro duello una “tussle”, rissa o zuffa che dir si voglia. Un termine molto usato in Inghilterra, specialmente nei tradizionali pub.

“Mi è davvero piaciuto giocare contro di lei”. Ha affermato Lauren Hemp parlando di Kelley O’Hara, “Sono cresciuta molto acquisendo sicurezza man mano la partita andava avanti. Ogni volta che la superavo o la colpivo, mi sentivo sempre più a mio agio. Quando la batti una volta poi vuoi farlo ancora e poi di nuovo”.

Lauren Hemp è una predestinata. Noi di L Football la conosciamo bene, le avevamo dedicato un articolo nella rubrica Wonderkid, prima ancora che passasse al City.

Ha esordito in Women’s Super League a sedici anni e in quello stesso anno è stata nominata “England Young Player of the Year”. Non sorprende la sua personalità con la maglia dell’Inghilterra, del resto, lei è stata capitana di tutte le selezioni giovanili delle Lionnesses.

Non ha timore di nulla, grinta e classe da vendere. L’Inghilterra si coccola il suo gioiellino in attesa di scalare la vetta del mondo.

Giuseppe Berardi
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