A soli 20 anni ha vinto già due scudetti, una Coppa Italia ed esordito in nazionale maggiore da titolare contro la Francia. Lei è Benedetta Glionna enfant prodige del calcio italiano, premiata lo scorso anno con il primo “Golden Girl”.

Passata dalla Serie C con il Fiammamonza alla Serie A con la Juventus, oggi Glionna veste la maglia dell’Hellas Verona Women, con la quale ha segnato cinque reti nell’attuale stagione.

Glionna è un’attaccante moderna, veloce e dotata di una buona tecnica. Salta l’avversario con facilità e gioca spesso per la squadra. Sul fronte offensivo può ricoprire diversi ruoli.

L Football ha raggiunto telefonicamente Benedetta Glionna per una intervista in esclusiva.

Benedetta come stai vivendo questo particolare momento con l’emergenza “Covid-19”?

“Sono tornata a casa, vicino a Milano. Fortunatamente sono con la mia famiglia, quindi posso godermi il tempo con loro. Mi alleno per quanto sia possibile, allenarsi ora è fastidioso e difficile, ma è l’unica cosa che possiamo fare oltre a restare in casa. Speriamo passi tutto in fretta, non vediamo l’ora di ritornare in campo.”

Giovanissima sei passata alla Juventus ed ora all’Hellas Verona, due club professionistici. Come hai vissuto questo passaggio?

“Il passaggio dal Fiammamonza alla Juve è stato strano ma bello allo stesso momento. La società bianconera sia in ambito femminile che maschile è uno dei migliori club. Invece all’Hellas non è stato difficile adattarmi una volta arrivata, sono stata accolta benissimo e siamo un bel gruppo. La società è ben organizzata, è stato semplice ambientarmi e trovarmi bene.”

Dopo un buon inizio in maglia gialloblù sono arrivate diverse sconfitte. Cosa non ha funzionato?

“Abbiamo iniziato bene, facendo parecchi punti e poi ci siamo fermate. Io penso che in ogni stagione ci siano degli alti e dei bassi, questo è dovuto anche dal fatto che siamo una squadra molto giovane, credo possa succedere. Abbiamo commesso qualche errore di troppo contro le nostre dirette concorrenti, ma, se ci sarà la possibilità, cercheremo di finire il campionato al meglio.”

Cos’hai provato ad essere la prima “Golden Girl” accanto a De Ligt?

“Un’emozione fortissima, indescrivibile. Accanto a me c’era un giocatore di esperienza e fama internazionale. Ero tanto emozionata, non mi sarei mai aspettata un riconoscimento simile. Penso di averlo vinto grazie al grande lavoro di squadra. Posso dire che vedere accanto a me i miei genitori e mio fratello, così felici ed orgogliosi di me penso sia stata la parte più bella di quel momento.”

Come affronti mentalmente le partite importanti?

“Sono una ragazza molto ansiosa: qualche giorno prima della partita cerco di pensarci, immaginandomi le azioni e il contributo che posso dare. Prima di ogni match ascolto la musica cercando di distrarmi, l’ultima canzone che ascolto prima di scendere dal pullman è sempre un remix di “Suavemente”. Cerco di pensarci il meno possibile alla partita finchè non arrivo al campo.”

Quali sono stati i tuoi primi pensieri alla chiamata di Milena Bertolini?

“Subito sono scoppiata a piangere, ero incredula ma allo stesso tempo felicissima. Sono emozioni fortissime e davvero indescrivibili.”

Al momento dell’esordio in maglia azzurra a cos’hai pensato?

“Quando ho capito che avrei dovuto giocare non capivo più niente. Avevo una sensazione di felicità ma non capivo davvero cosa stesse accadendo, mi sembrava di sognare. La partita contro la Francia, davanti a tutte quelle persone. Penso che non lo dimenticherò mai.”

Qual è stato il momento più bello con la maglia della Juventus?

“Il primo anno, lo spareggio valido per lo Scudetto, contro il Brescia. Vincere il primo Scudetto è stato bellissimo, un’emozione grandissima. In quella stagione avevamo affrontato il Brescia quattro volte, è stata una sfida alla pari fino all’ultimo. Eravamo un gruppo bellissimo, quando abbiamo vinto abbiamo festeggiato tutte insieme.”

Hai condiviso lo spogliatoio con molte grandi giocatrici, cos’hai potuto imparare da loro?

“Sia a Torino che a Verona ho avuto la possibilità di conoscere giocatrici con davvero tanta esperienza. Mi hanno sempre aiutato tantissimo, dandomi consigli. Ho conosciuto oltre che grandi giocatrici, grandi persone e grandi donne,le ringrazierei tutte quante. Tra tutte, forse la prima che mi ha aiutata tanto è stata Martina Rosucci. Sia in campo che fuori mi ha sempre dato consigli importanti. Anche quest’anno, nonostante le squadre diverse, mi ha sempre aiutata con consigli preziosi.

Parlaci un po’ della forte amicizia con Arianna Caruso e Sofia Cantore

“Io e Sofia ci conosciamo da otto anni, mentre con Ari ci consciamo da sei o sette anni, è molto tempo. Sono due delle mie più care amiche, mi hanno sempre aiutata davvero tanto, nei momenti difficili sono sempre state le prime a rialzarmi. Abbiamo caratteri completamente diversi ma insieme ci completiamo. Sono davvero importanti per me e penso che questo rapporto durerà tanto perchè è un’amicizia vera e sincera.”

Cosa ti ha spinta ad accettare l’offerta dell’Hellas Verona?

“La prima volta che ho parlato con la società ho avuto un’ottima impressione, ben organizzata e con un bel progetto. Un agglomerato di giocatrici giovani e giocatrici esperte come Giorgia Motta, Valeria Pirone e Stefania Zanoletti. Sicuramente era un club che mi avrebbe dato ampie prospettive di crescita. Sono molto contenta della mia scelta e sto crescendo.”

Prima di arrivare ad essere una calciatrice di Serie A, quali erano i tuoi sogni?

“Sicuramente se non fossi riuscita a diventare una calciatrice avrei seguito le orme di mio padre che è un tecnico audio. La musica è una mia grande passione da sempre.”

Com’è Benedetta Glionna fuori dal campo? Parlaci di te

“Non amo parlare di me stessa, preferisco ascoltare, in genere è una domanda che salto (ride ndr). Posso dire di essere riservata, mi piace divertirmi e amo ridere. Sono una persona semplice, timida all’inizio ma devo solo lasciarmi andare. Amo la musica, il mio genere preferito è il rock, ma ascolto ogni genere musicale. Il mio gruppo preferito sono i Muse, ma ascolto tutto: house, techno, musica italiana…”

Miriana Cardinale
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