“C’era un buffissimo uccello, chiamato Fenice, nel più remoto passato, prima di Cristo, e questo uccello ogni quattro o cinquecento anni si costruiva una pira e ci si immolava sopra. Ma ogni volta che vi si bruciava, rinasceva subito poi dalle sue stesse ceneri, per ricominciare. E a quanto sembra, noi esseri umani non sappiamo fare altro che la stessa cosa, infinite volte.”

Tantissime volte ho sentito dire “Dopo questo infortunio Ilaria Mauro non sarà come prima”. A parlare gli infedeli del calcio, quelli che sanno sempre tutto di tecnica e tattica ma forse non si sono mai innamorati. Il punto è che Ilaria è una fenice e con precisione Svizzera, ogni volta, ci si ripalesa davanti ridendo: “Cucù, sono tornata”.

Quando aveva ritrovato il gol con la sua Fiorentina nella gara contro l’Hellas Verona, nello scorso novembre, faticavo a capire lo stupore. Lei è un centravanti di mestiere, non il mestiere del professionismo, il mestiere della vocazione, come si più dubitare delle sue marcature?

Certo, per un attaccante non segnare è come non vendere per un commerciante o non avere la voce per un cantante. Ci si sente quasi svuotati dei poteri, finiti dentro un personalissimo Space Jam quasi. Difficile che gli altri capiscano, specialmente se ti chiami Ilaria Mauro e “sei di legno”, perché “La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti. Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.”

La carriera di Ilaria in serie A iniziava quando aveva solo 14 anni. Di fronte a lei, quasi subito, vittima anche di un gol, quel che allora era l’ACF Milan.
Domenica ci saranno ancora una volta i rossoneri davanti alla sua squadra.
Una sfida che sa di coppe e di opportunità, una sfida che però non vedrà la 9 Viola spaventare il Brianteo.

Il bollettino medico ha parlato chiaro: anche l’Algarve Cup è sfumata. Ma restate in guardia che non ci vorrà molto per rivedere Ilaria Mauro in campo.

Buttate un occhio dietro le porte o sotto i letti, le piace scherzare, prima o poi uscirà per dirvi: “Cucù, sono tornata”. E noi la aspetteremo con pazienza.

Marialaura Scatena