“Il Diario di Francia 2019” a cura di Tiziana Pikler – 3° Giorno

L’Italia balla la macarena. Il tempo e il ritmo sono quelli giusti. Quelli che hanno permesso alle azzurre di superare l’Australia 2-1 all’esordio Mondiale. Una vittoria in rimonta grazie a una doppietta messa a segno da Barbara Bonansea, giunta a 21 marcature in azzurro e Fifa Best Player dell’incontro, che ha recuperato il gol messo a segno da Samantha Kerr su calcio di rigore.

Una questione di tempo come quegli interminabili minuti che hanno impiegato nella control room del VAR per decidere che la prima marcatura messa a segno da Barbara Bonansea era in fuorigioco per un pizzico di spalla. “È stato il mio primo Var”, ha dichiarato la ct Milena Bertolini in conferenza stampa, “è stato un po’ lungo ma io sentivo che era in fuorigioco e ho impiegato quel tempo per riflettere”.

È stata una questione di tempo quello necessario a Sara Gama per prendere le misure alla Kerr. “Lei ha detto che il nostro duello è stato “fun?”. Io ho iniziato a divertirmi quando ho cominciato a prenderle il tempo giusto perché all’inizio non ci sono riuscita”, ha ammesso la capitana azzurra.

Altri attimi quelli di Laura Giuliani che in un primo momento è riuscita a intercettare il calcio di rigore tirato dalla capitana australiana. “Ho studiato molto le situazioni di gioco, peccato perché respingendo la palla le è praticamente tornata sui piedi”, ha dichiarato il portiere azzurro.

E ancora il tempo fondamentale, quello dell’intervallo. “Ci siamo dette che così non andava, dovevamo iniziare a giocare davvero”, ha confidato Elena Linari.

La chiave l’ha trovato la ct Milena Bertolini. Fuori Aurora Galli, dentro Elisa Bartoli con Valentina Bergamaschi più in avanti. “Il 4-4-2 ci ha dato maggiore stabilità”, ha detto la capitana dell’AS Roma, “all’inizio del primo tempo avevo una gran mal di stomaco dalla tensione, poi entrata in campo penso di aver dato il mio apporto alla squadra”.

E dopo 56 minuti di gioco (ancora una questione di tempo) è arrivato il pareggio di Barbara Bonansea lesta ad approfittare di un errore di Clare Polkinghorne. “Avevamo studiato l’intenzione di andare in profondità”, ha svelato l’azzurra, “ho sentito dire “run”, secondo me non mi hanno vista”.

Ancora il VAR decreta, questa volta in molto meno tempo, che il tocco di braccio in area di Lisa De Vanna non è da calcio di rigore.

Infine, l’ultimo minuto del recupero, il 95’, su punizione di Valentina Cernoia, Barbara Bonansea insacca di testa. “Non dovevo nemmeno essere lì”, aggiunge l’azzurra.

Il tempo dell’ultima azione delle australiane e in campo è suonata la campanella, quella Elide Martini. La partita è finita. Tre punti per l’Italia e Fifa Best Player per l’autrice della doppia marcatura azzurra. “Questi gol e questo premio saranno importanti se serviranno a passare il turno”, prosegue ancora Barbara Bonansea. Milena Bertolini intanto tira fuori il primo tricolore, quello della sua città, donatole dal sindaco di Reggio Emilia. In campo si balla la macarena, una canzone un po’ retrò. “Continuano a dirci che l’Italia è tornata a disputare una fase finale di una Coppa del Mondo dopo vent’anni e allora abbiamo scelto un ballo degli anni Novanta.”, racconta Cristiana Girelli che ha coinvolto nelle danze la nipotina di tre anni. Una questione di tempo e di ritmo. In attesa della seconda sfida del girone, quella con la Giamaica, in programma venerdì 14 giugno alle ore 18. Per continuare a ballare.

Tiziana Pikler