È a ritmo di samba che entrano le brasiliane allo stadio ma, nonostante la vittoria finale, in campo ci trovano l’equivalente di un gruppo metal, che su un palcoscenico mondiale mette in seria difficoltà l’integrità dei loro ukuleli.

Anche per le nostre Azzurre, però, non è stata una partita facile. Ne sono uscite un po’ come quando ti prendono a schiaffi finchè sei in anestesia totale: contuso ma felice.

Per la prima volta nella storia del nostro Paese, Mamma Rai ha realizzato che non sono necessari nei in faccia e plastici per poter correre da porta a porta su Rai 1. La coraggiosa scelta, nell’anno del Signore 2019, viene premiata con uno share del 29 %, molto simile a quello di Juve – Ajax nella scorsa Champions League. I maligni hanno commentato che è facile fare grandi ascolti su Rai 1 di sera, quando tutte le vecchiette che guardano solo “Il primo” dal 1902, si sono addormentate lasciando la tv accesa. Ma, in realtà, tornare ai mondiali dopo 20 anni di assenza qualificandosi agli ottavi come prime del girone, fa venire voglia a tutti di non svegliarsi e lasciare la tv accesa, con l’Inno di Mameli a palla.

Giuliani – voto: 34° strada. Sul tocco di taccão meraviglião di Debinha, fa una parata sulla quale Gigi Buffon avrebbe scomodato perfino i santi che nel calendario compaiono solo negli anni bisestili. Il momento di massimo orgoglio italiano per l’azzurra dei miracoli, però, è qualche secondo dopo, quando sulle sue labbra si legge un sonoro “li mortacci tua”. Voci di spogliatoio dicono che la colorita espressione non fosse rivolta all’avversaria, ma alle compagne di reparto Gama e Linari. Essendo sportive molto serie, i due difensori centrali della formazione di Bertolini avrebbero scommesso col clan abruzzese che, se avessero finito il girone con la miglior difesa pur prendendosi un rigore a testa, sarebbero state esonerate da altre imbarazzanti coreografie di gruppo. #dammitreparolelimortaccitua

Linari – voto: un’ottava abbondante. Il rigore assegnato al Brasile a causa di un suo intervento difensivo, si può descrivere in modo adeguato solo citando un’espressione utilizzata da una poetessa moderna come Francesca Cipriani. La showgirl, davanti a quella Barbara della D’Urso, ha utilizzato la metafora: “Più falso delle mie tette e di Mark Caltagirone messi insieme”. #têteàtête

Gama – voto: tie tie tie vale 100 più di te. Vederla giocare con il paradenti, ma toglierselo a tratti per parlare, la fa sembrare una strana fusione tra la figlia di un grande guerriero come Muhammad Ali, la sorella di Marcelo con la maglia sbagliata e una novantenne che, per lavarsi i denti, se li deve tenere in mano. Ma poi, quando si sente che urla alle sue compagne in italiano, all’arbitro messicano Lucila Venegas in inglese e in spagnolo e, infine, in francese ai francesi che tifavano Brasile, una cosa diventa evidente. Sara Gama non assomiglia a nessuno perchè è unica. Semmai è Marcelo a sembrare il fratello con la maglia sbagliata. #poliglotta

Guagni – voto: 1° classe in testa al treno. Dagli spalti di Valenciennes fanno notare che Trenitalia finisce per Alia, ma la situazione legale non è ben chiara. Potrebbe benissimo trattarsi di diffamazione visto che Guagni fa veramente interventi puliti, veloci e puntuali. Per farvi capire, nel tempo che la voce automatica di Trenitalia impiega a dire “State attenti ai borseggiatori”, lei si è già fatta 20 Km correndo da una fascia all’altra del campo e ha pure dato due sberle ai borseggiatori. Quando la numero 7 azzurra è in campo poi, non c’è bisogno di offerte scontate solo il mercoledì delle ceneri dalle 11.30 alle 15 per gli studenti con più di 85 anni, il servizio offerto da Alia vale sempre il prezzo del biglietto intero. #allontanarsidallalineabianca

Bartoli – voto: 50 special. Su quella fascia nasce, cresce, corre e scivola. Evita le brasiliane con la stessa esperienza con cui i romani in Vespa evitano le buche della capitale. In uno dei suoi numerosi interventi a gamba tesa fa un vero capolavoro, sfiora il calzino dell’avversaria senza farla cadere ma lasciando un’incisione che è una via di mezzo tra una tela di Lucio Fontana e la zeta di Zorro sulle chiappe del sergente Garcia. L’arbitro però non prende di buon grado la citazione al Messico, suo Paese natale e la ammonisce. La mancanza di simpatia, però, è reciproca. Infatti quando mamma Rai inquadra il difensore azzurro, dopo l’ennesimo richiamo dell’arbitro, il labbiale è chiaro: “Ma questa sta fuori”. #hastalavista

Cernoia – voto: +28. Lei è ovunque ed essenziale come il burro nelle ricette di Benedetta Parodi. Abbina quantità e qualità ad una dose massiccia di umiltà che emerge nei momenti di difficoltà della squadra, diventando per la nazionale tutto quello che l’Eurospin è per uno studente fuori sede in sessione esami e senza un euro in tasca: semplicemente vita. E oggi, che è anche il suo compleanno, vogliamo solo augurarle che quel suo mancino non torni da Montpellier a stomaco vuoto. #centodiquestimondiali

Galli – voto: d’istinto. Sempre puntuale su raddoppi e chiusure, regala anche qualche eccellente soluzione in fase offensiva, come lo splendido filtrante spedito poi sul fondo da Giacinti. Quando vede le cose mettersi male si propone in avanti, ma senza la fortuna che aveva avuto contro la Giamaica. In fin dei conti, però, Yaya a centrocampo è come il nero: snellisce e ci fa sempre fare una bella figura. #insplendidaforma

Giugliano – voto: XXL. Certo, abbiamo un centrocampo che tra lei, Galli e Cernoia, non supera il metro e novanta neanche se salgono una in spalle all’altra. Ma a livello di qualità e grinta, queste tre sono imbattibili, e lo sanno. Manuela parte con il solito occhiolino ad inizio partita e, senza scomporsi, continua senza sosta per tutti i novanta minuti a costruire il gioco e a recuperare palla facendosi un culo più esagerato di quello di Kim Kardashian. #keepingupwithetheAzzurre

Boattin – voto: 10′ al dente. Entra al posto di Bartoli nel secondo tempo per evitare che la messicana Venegas dia il rosso e l’ergastolo alla compagna di squadra. Si rende subito pericolosa regalando una buona occasione a Bergamaschi che però la spara alle stelle. Anche lei, come tutta la difesa azzurra, padroneggia la tecnica della scivolata come ogni italiano che si rispetti padroneggia la rara arte di non far scuocere la pasta. In occasione di uno di questi suoi interventi però, l’arbitro non solo non vede che la 17 aveva preso in pieno la palla, ma non vede nemmeno che l’avversaria le sale coi tacchetti sulla schiena, manco lo stadio Hainaut fosse un centro massaggi che pratica l’agopuntura. #sistendaprego

Bonansea – voto: 9 in condotta. Anche stavolta grande partita di sacrificio la sua. Fino all’ultimo minuto, quando vede molte delle sue compagne tirare i remi in barca, le invita a continuare a correre con la stessa pacatezza di Cracco ai pressure test di Masterchef. Ha avuto un’ottima possibilità su un’azione di pura eleganza tra Guagni e Cernoia. Il cross arriva al centro e lei decolla con una mossa alla Jackie Chan e calcia di malleolo rendendo l’azione più improbabile di quelle girate dagli stuntmen di Bollywood. #muoversiiiii

Giacinti – voto: 9 vite. Durante l’inno, mentre Linari fa la sua solita prestazione canora che fa imbarazzare Mariah Carey, è tesa come le corde dell’ukulele di Marta. Lo si vede bene dalla sua espressione, circa la stessa di CR7 quando gli ha suonato a casa la finanza spagnola. Poi però in campo si tranquillizza e fa una grande partita. Peccato per un paio di buone occasioni da gol non sfruttate. In compenso si prende talmente tante spinte e botte dalle brasiliane che Bertolini, per non farle fare la fine di un gatto a Vicenza, la sostituisce con Bergamaschi. #miao

Bergamaschi – voto: un 8 de Cristo. Subentra al posto di Giacinti nel corso della ripresa, e si fionda a gamba tesa nel clima della partita. Infatti, dopo essere volata in area senza che l’arbitro sembrasse troppo interessato alla cosa, decide di adottare la tattica delle brasiliane. Si mette nella famosa posizione dello Yoga Parinama detta del “Cristo di Rio”: braccia spalancate e lo sguardo verso la vastità di quello che interessa all’arbitro che lei sia caduta in area. #ilcacheglienefrega

Girelli – voto: assol(u)ta. Dire che Girelli ha giocato male solo perchè nel secondo tempo finisce un po’ la benzina, è come dire che è stato il limone a farti acidità di stomaco, e non le 10 tequile che ti ci sei scolato insieme. Fa qualche retropassaggio infelice, è vero, ma quando ti permetti di fare tunnel e veli giocando contro delle brasiliane, la tua coscienza è più pulita della fedina penale del Santo Padre. #cristiana

Mauro – voto: 1,2,3 stella. Entra in campo al posto di Girelli, ma non ha a disposizione grandi occasioni per segnare. In questa sede, però, è importante tranquillizzare il pubblico da casa: Ilaria non si sta nascondendo, lei è fatta così. È solo che non vuole scoprire subito le sue carte, perchè a lei le sfide piacciono e tanto anche. Ed esiste forse sfida più grande di far dire a una tv cinese: “Lete di Ilalia Maulo”? #ilrisvegliodelbomber

Bertolini – voto: numero 1. Decide di dare una lezione di umiltà a mezza Italia. Fa andare la nazionale femminile in onda su Rai 1 per la prima volta nella storia del nostro Paese, perdendo la partita, ma passando come prima classificata il girone. Il messaggio subliminale è chiaro: “I più idioti di voi giudicheranno dalle apparenze e, vedendo per la prima volta queste ragazze, le giudicheranno delle perdenti. A tutti gli altri è chiaro invece che le mie ragazze non sono perfette, ma sul campo ci mettono l’anima e infatti sono le prime della classe”. Ecco cosa pensava la CT, con quello sguardo che po’ esse fero o po’ esse piuma, fisso sulla telecamera durante l’intervista di rito a fine partita, sotto quel suo tricolore usato come un una copertina di pile a dicembre. #nonnaMilena

Giulia Beghini