Giada Greggi in esclusiva racconta ad L Football le gioie vissute con la nazionale Under 19 e le ambizioni con la Roma.

Che indossi la maglia azzurra o quella giallorossa, non fa differenza; Giada Greggi quando entra in campo lo fa col piglio delle grandi, nonostante la sua giovane età. La calciatrice romana, classe 2000, è titolare con la Roma in Serie A e con la nazionale Under 19. Per lei questo sembra essere proprio un momento magico.

L Football ha intervistato in esclusiva Giada Greggi al rientro dagli impegni con la maglia azzurra. I suoi idoli sono Marta e Alex Morgan, ma guarda con ammirazione e rispetto le sue compagne di squadra. Si ritiene molto fortunata nel poter giocare e allenarsi insieme a tante calciatrici di primissimo livello.

La talentuosa giocatrice giallorossa è una ragazza umile e determinata ed, allo stesso tempo, uno dei migliori talenti del nostro calcio.

Partiamo dalla Nazionale. L’Under 19 conquista la fase elite dell’Europeo. Lo avete fatto da prime in classifica, che esperienza è stata?

È stata una esperienza bellissima, formativa e sicuramente importante per la mia crescita. Il risultato è stato eccezionale, siamo riuscite a conquistare il primo posto con 9 punti. Guardando in maniera più ampia è stato un momento decisivo per il nostro percorso, siamo cresciute come gruppo, come squadra e questo sarà qualcosa che ci ritroveremo più avanti. Sono felicissima di come sia andata e ovviamente della qualificazione alla fase finale dell’Europeo.

Maglia azzurra e numero 10. Cosa significa per te la Nazionale?

Indossare la maglia della Nazionale è una emozione continua, saper di rappresentare un intero Paese ed un movimento in crescita come il calcio italiano femminile è motivo di orgoglio. Per quanto riguarda il numero 10 è un onore visto che nella storia del calcio è stato sempre indossato da giocatrici e giocatori talentuosi.

Fabio Melillo in passato, Enrico Sbardella in Nazionale ed Elisabetta Bavagnoli con l’AS Roma Women. Sei giovanissima e hai la fortuna di essere ed esser stata allenata da grandi tecnici. Tra passato e presente, cosa ti hanno questi tre allenatori? Quali sono le principali caratteristiche di ognuno?

Fabio Milello è stato per me un riferimento importante, il primo, colui che mi hanno conoscere il mondo del calcio femminile e che mi ha dato la possibilità di esordire all’età di 14 anni nella massima serie. Mi ha permesso di confrontarmi con calciatrici di altissimo livello e le sarò per sempre grata. Enrico Sbardella è tecnico molto “duro”, direi esigente nel mondo di allenare, pretende molto da ogni singola calciatrice ma allo stesso tempo riesce a stimolarti e tirar fuori il meglio. L’esperienza con la Nazionale in Bulgaria ne è un esempio palese: la sua grinta, il suo modo di fare ci ha permesso di raggiungere questo risultato straordinario. Parlando della Bavagnoli, la sto conoscendo adesso, ma dal primo allenamento mi ha trasmesso subito sensazioni positive, si vede da come parla e come gestite il gruppo che è una allenatrice di grandissima esperienza e spessore. Mi ritengo fortunata di aver incontrato questi tecnici.

Da un punto di riferimento ad un altro. Con la maglia giallorossa hai l’opportunità di giocare e allenarti ogni giorno con calciatrici importanti. Quali, tra le tue compagne, segui con particolare attenzione e vedi in lei un esempio da seguire?

Devo dire che seguo con attenzione tutte, ammiro molte di loro e, al di là delle mie compagne con le quali giocavo alle Res Roma, posso citarvi Bartoli, Di Criscio, Bernauer, Piemonte, Lipman ma dovrei onestamente nominarle tutte. Per me è una grandissima occasione, sono giovane e devo prendere il meglio da ognuna di lavoro. Sono tutte atlete e persone di grande spessore.

Obiettivi e ambizioni per il tuo futuro. Roma e Nazionale: quali i tuoi obiettivi personali e di squadra?

Con il club l’obiettivo è quello di vincere il Campionato e raggiungere la qualificazione in Champions League, abbiamo tutte le qualità per fare una stagione importante. Lo stesso discorso vale con l’Under 19, vogliamo essere protagoniste all’Europeo. In futuro vorrei conquistare la Nazionale maggiore e anche se oggi è un sogno, vincere la Coppa del Mondo.

Concludiamo l’intervista tornando al presente. Domenica la sfida contro l’Hellas Verona Women. Cosa ti aspetti da questo match?

Siamo cariche e concentrate. Abbiamo lavorato molto in settimana e vogliamo riscattare la sconfitta nell’esordio con il Sassuolo. Sappiamo che non sarà facile ma ce la metteremo tutta per poter conquistare i tre punti.

Valentino Cristofalo
Project SPORT Management

Foto: Instagram Giada Greggi / Getty Images