Dodici mesi di trattative, uno sciopero, due partite non disputate e le sanzioni UEFA. Questo è il lungo percorso che le calciatrici della nazionale danese hanno dovuto attraversare nella lotta per rivendicare i propri diritti. Finalmente dopo estenuanti trattative la Spillerforeningen, l’associazione dei calciatori, e la Dansk Boldspil-Union, la federazione calcistica danese, sono giunte a un accordo, valido per i prossimi 4 anni.  Kim Hallberg e Mads Øland, rispettivamente capo della DBU e presidente dell’assocalciatori, hanno espresso tutta la loro soddisfazione per i nuovi accordi che porteranno regole più chiare nel rapporto tra federazioni e calciatrici, favorirà la cooperazione e darà modo alle calciatrici di sviluppare al meglio le loro capacità.

Questa volta, la Federazione ha ascoltato e capito le richieste delle atlete e di conseguenza ha acconsentito alla maggior parte di esse. I nuovi accordi prevedono infatti oltre al miglioramento del trattamento economico, la definizione del rapporto lavorativo tra giocatrici e federazione, maggiori investimenti e nuove opportunità di sviluppo per il calcio femminile.

Nello specifico i nuovi accordi prevedono un aumento degli investimenti nel calcio femminili per circa 260.000 euro l’anno; stipendi e borse di studio aumentate del 180%; monte ingaggio complessivo per le calciatrici della nazionale di 4,4 milioni di corone danesi, circa 600.000 euro; borse di studio e bonus per 380.000 euro; circa 150.000 di sponsorizzazioni e 70.000 di bonus assicurativi; e infine un investimento di quasi 70.000 euro all’anno per gli allenamenti e le attrezzature per la nazionale femminile. 

Gli accordi, come detto, non trattano solo migliorie economiche e maggiori investimenti. C’è anche la definizione dei rapporti tra DBU e Spillerforeningen, federazione e associazione calciatori, con una suddivisione chiara dei compiti di ognuno e una riunione da convocare annualmente per discutere dei progressi o delle problematiche relative al calcio danese. Vengono fissate anche le regole per l’assicurazione delle calciatrici: alla federazione spetterà l’assicurazione per gli infortuni sul lavoro, mentre quella per fine o interruzione carriera è gestita dall’associazione calciatori. 

Una delle richieste più importanti delle calciatrici è stata accettata: è stato infatti regolato il rapporto di lavoro tra federazione e giocatrici, con quest’ultime che vedono riconosciuto il loro status di dipendenti della federazione. Sono state stabilite regole più flessibili nella ricerca di partner commerciali per la nazionale femminile, in modo da aumentare gli introiti e di conseguenza gli investimenti per lo sviluppo del movimento. Maggiori disponibilità economiche e miglior sviluppo, che saranno garantite anche attraverso la creazione di un fondo di investimento apposito.
L’ultimo intervento degli accordi è sulle modalità di relazione tra Federazione e Assocalciatori: è stato convenuto che le future riunioni e trattative non debbano più influenzare il regolare svolgimento delle partite, in modo che non possa più verificarsi una situazione analoga a quella appena vissuta, quando fra settembre e ottobre, la nazionale danese femminile non ha disputato due incontri internazionali, a causa dello sciopero delle calciatrici. Proprio in seguito alla mancata disputa degli incontri, nei giorni scorsi era arrivata la punizione della UEFA nei confronti della Federcalcio danese: multa di 20.000 euro e 4 anni di squalifica, con pena sospesa.

Nonostante gli accordi appena raggiunti con le proprie tesserate, la DBU non può dormire sonni tranquilli per lo scampato pericolo. La Svezia ha annunciato l’intenzione di fare ricorso all’UEFA, ritenendo troppo blande le sanzioni inflitte alla Danimarca e chiedendo l’esclusione dal mondiale. Svezia e Danimarca si ritrovano nello stesso girone di qualificazione per il prossimo Mondiale, con la Svezia attualmente prima in classifica. Si qualifica la prima di ogni girone, mentre le migliori seconde classificate dovranno affrontare gli spareggi. La Danimarca ha ancora una possibilità di qualificarsi come prima in caso di vittoria contro la Svezia nel prossimo incontro fra le mura amiche di Viborg.    

Paolo Di Padua