La disparità salariale di genere nel calcio è più netta che nella politica, business e medicina  secondo un sondaggio che ha comparato lo status dei dipendenti e i salari di migliaia di calciatori e calciatrici in tutto il mondo. 


La ricerca viene pubblicata ogni anno da Sporting Intelligence e analizza le società sportive sotto il punto di vista degli stipendi ai tesserati. Un’ampio capitolo è dedicato allo sport “in rosa” e in particolare al calcio femminile, sempre più un tema centrale nel panorama sportivo europeo. 

Sporting Intelligence ha constato che il guadagno annuo di Neymar, circa 37 milioni di euro, è di poco superiore a quello combinato di 1693 giocatrici tesserate in Francia, Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Svezia, Australia e Messico, sette dei maggiori campionati al mondo (36 milioni di euro). Bisogna sottolineare che oltre allo stipendio percepito dal PSG, Neymar ha delle ingenti entrate commerciali da sponsor e partner, a differenza delle ragazze.  

Analizziamo la disparità salariale di genere prendendo come misura di confronto lo stipendio medio di giocatori e giocatrici in Francia, Germania, Inghilterra e Stati Uniti. I quattro paesi scelti sono di primissimo livello nel calcio femminile dal punto di vista tecnico ed economico, in cui giocano le calciatrici più forti e remunerate. 

La disparità maggiore si manifesta in Inghilterra. Una calciatrice della Women’s Soccer League guadagna mediamente 29,9 mila euro annui, mentre un suo collega uomo percepisce 2,6 milioni di euro. La D1 Feminine, il massimo campionato femminile francese, presenta un salario medio per giocatrice maggiore (42 mila euro), mentre un calciatore della Ligue 1 maschile guadagna mediamente 944 mila euro. 

In Germania il salario medio nella Frauen Bundesliga è di 37,1 mila euro, mentre nel campionato maschile è di 1,25 milioni. La distanza minore è percepita negli Stati Uniti: le stelle americane della National Women’s Soccer League hanno uno stipendio medio di 23,3 mila euro, mentre i giocatori della MLS guadagnano “solamente” 251 mila euro. 

Bisogna tenere conto anche della disparità tra budget stipendi nei top club e società di medio-basso livello. In Francia, il Lione femminile garantisce uno stipendio medio di 162 mila euro annui, il PSG femminile di 127 mila, oltre a benefit come auto e alloggio. Le disponibilità dei due club rappresentano circa il 50-60% delle spese totali in stipendi della Division 1. Le giocatrici del Wolfsburg in Germania guadagnano circa mediamente 100 mila euro a stagione, con un budget di 3,5 milioni. Cinque squadre su dodici dichiarano di avere un budget annuo per i salari delle giocatrici di 1 milione di euro e garantiscono mediamente 15-18 mila euro a giocatrice. 

Varie sono le iniziative che mirano a ridurre la disparità economica di genere. La Federazione calcistica norvegese ha garantito alla selezione femminile la stessa remunerazione percepita dagli uomini, grazie ad un sacrificio dei connazionali. In Inghilterra, il Lewes FC ha annunciato un’iniziativa simile e ora le ragazze sono pagate quanto la squadra maschile. 

In tutto questo l’Italia dove si pone? La Legge sul professionismo degli Anni 80′ non permette alle donne di svolgere attività sportiva a livello professionistico. Questo impedisce alle società di tesserarle come lavoratrici subordinate, problema affrontato dai club maschili, e garantirle una remunerazione maggiore di 28 mila euro annui lordi. Come possono le società italiane a competere a livello europeo se i competitor maggiori in Champions League possono offrire 4/5 volte quanto permesso dalla Legge? 

Laura Brambilla

Foto copertina: VfL Wolfsburg Frauenfußball