Torna la rubrica con i commenti su Twitter al campionato di Serie A Femminile. Boom di Tweet per Juventus – Fiorentina

Nessuno avrebbe mai pensato che ci sarebbe voluto meno tempo a digerire una peperonata alle 9 di mattina, piuttosto che leggere tutti i tweet su Juventus – Fiorentina.

Di scarsa digeribilità, e più numerose delle reti in campo, le sterili polemiche su alcuni aspetti del match, accompagnate da battute da terza media: birra o grado di istruzione non fa differenza.

Qualcuno però, pare aver superato il fatto che le colpe dei padri non ricadono sulle figlie, e decide di scendere in campo in difesa delle ragazze.

La telecronaca, molto professionale e ben approfondita, ha cercato di introdurre le protagoniste ai molti spettatori che per la prima volta si affacciano a questo mondo. Ma la personalità di qualche giocatrice è saltata fuori anche senza bisogno di presentazioni.

In questa splendida giornata di sport, il sole a picco sullo stadio non è stato l’unico motivo a far alzare la temperatura a qualcuno.

Ma, oltre a qualche bel paio di visi, anche altre cose non sono passate inosservate, come la correttezza e la sportività sia in campo che sugli spalti.

I commenti si riferiscono in particolare ai due episodi in cui la barella ha dovuto fare il suo ingresso in campo, anche se con una tempestività degna del traffico torinese dell’ora di punta: Ilaria Mauro per la Fiorentina e Cecilia Salvai per la Juventus.

Per concludere, è doveroso chiarire che la maestra di tutti quelli che hanno sottolineato che il pubblico era così numeroso solo per vedere gratis lo stadio, avrà detto parecchie volte ai colloqui: “Suo figlio/a è bravo/a, ma non si applica”. L’obiettivo non era il sold out, ma convincere anche una sola ragazzina sugli spalti a voler fare da grande lo stesso lavoro delle ragazze in campo. E’ un peccato che non tutti siano in grado di cogliere la bellezza di uno sport praticato da atlete le quali, nonostante si siano sempre sentite dire che il loro lavoro non vale niente, continuano a giocare soprattutto per dare una prospettiva nuova a chi verrà dopo di loro. Cristiana Girelli non ha mai chiesto, solo per quella “a” alla fine del nome, lo stesso stipendio di CR7. Quello che chiedono sono gli stessi diritti, un quadro con sopra una signora dipinta e una coppa.

Giulia Beghini