La Corte di Appello  ha ritenuto illegittima la decisione del Tribunale Nazionale Federale: organizzazione e gestione dei campionati di Serie A e B tonano alla Lega Nazionale Dilettanti

FIGC sì; FIGC no. Potrebbe essere un cantilenante tormentone estivo, ma la realtà è più drammatica.

A maggio scorso, con un deciso intervento, il commissario federale Fabbricini aveva sottratto la serie A e la serie B femminili al controllo della LND, creando una Divisione Calcio Femminile direttamente sotto l’egida della federazione.  Alla Lega Dilettanti spettava il compito di organizzare la serie C e le attività di base.  All’esultanza delle società femminili, fece da contraltare il disappunto di Cosimo Sibilia, presidente della LND, che non digerì affatto bene l’intervento di Fabbricini, annunciando il ricorso in tribunale.

Ieri pomeriggio, la Corte d’Appello Federale, sconfessando il verdetto espresso dal Tribunale Nazionale Federale in primo grado, ha dato ragione a Sibilia, ritenendo illegittima la decisione del commissario federale. Il calcio femminile torna così sotto il controllo della Lega Dilettanti. Una sentenza accolta con umori contrastanti dalle diverse fazioni.

Il presidente della LND ha espresso enorme soddisfazione perché, a suo dire, è stata finalmente fatta giustizia. Nella conferenza stampa odierna, Sibilia ha inoltre sottolineato il dispiacere per il mancato riconoscimento da parte della FIGC degli sforzi economici e organizzativi profusi dalla lega di cui è presidente, per lo sviluppo del calcio femminile. L’augurio è che si possa aprire un dialogo nell’interesse di tutte le parti in causa. La LND non si opporrà alla fuoriuscita delle società femminili, se questo è il loro desiderio, ma per la creazione di una divisione femminile autonoma, è necessario aprire una trattativa che garantisca il sostegno economico della federazione a tutto il movimento femminile, a quello di base come a quello di vertice.

Le società femminili coinvolte dal provvedimento hanno emanato un comunicato congiunto in cui esprimono sorpresa per la decisione del tribunale. Inoltre si sono riservate di prendere ulteriori decisioni dopo la pubblicazione delle motivazioni della sentenza. Più battagliera la Federazione, che ha già preannunciato ricorso e che continua a sostenere “la legittimità dell’inquadramento della divisione femminile all’interno della sua struttura, scelta finalizzata alla crescita dell’intero movimento come dimostrato dalle ultime attività sviluppate dalla Federazione”. Da via Allegri fanno sapere di aver già comunicato alle società che, in attesa della pronuncia del Collegio di Garanzia del CONI, la LND è l’organo competente per l’organizzazione della serie A e della serie B.

Un’estate nel caos per il calcio femminile

La situazione è estremamente complessa e caotica: senza una sospensiva della delibera della corte di appello, tutti i contratti firmati dalle calciatrici e dalle società di A e B risultano nulli e quindi di fatto tutte le calciatrici dovrebbero considerarsi svincolate. Allo stesso modo le società dovrebbero ripetere tutto l’iter burocratico per provvedere all’iscrizione ai campionati di appartenenza. Perde di valore anche la manifestazione di interesse per i diritti tv, emanata dai giorni scorsi dalla federazione, che sarebbe scaduta proprio oggi. In tutto questo la LND fa sapere che restano valide le indicazioni della Federazione per i calendari dei campionati.

Doveva essere la stagione del rilancio definitivo del calcio femminile italiano. Si attendeva con grande entusiasmo l’esplosione del calcio femminile nazionale. La sentenza della Corte d’Appello ha preparato una bomba ad orologeria, che esploderà in un’estate bollente da passare nei tribunali.

Paolo Di Padua