La storia della portiera Katja Schroffenegger è chiaramente segnata dalla voglia di rivalsa e dal riscatto. Dopo alcuni terribili infortuni, Schroffenegger ha deciso di ripartire dalla Serie B per provare a riaffermarsi a grandi livelli. E, passo dopo passo, è tornata a giocare per un grande club come la Fiorentina e a riconquistarsi la maglia della Nazionale.

L Football ha avuto la possibilità di ascoltare la sua storia, passata e presente, e le sue sensazioni per il futuro ed ha realizzato un’intervista esclusiva con la calciatrice viola e della nazionale italiana.

Ciao Katja, hai deciso di rinnovare per altri due anni con la Fiorentina. Qual è il tuo rapporto con la piazza e il club viola?

“Sono molto felice del rinnovo. A Firenze sono stata bene dal primo giorno, già dai tempi della Florentia San Gimignano. Firenze è una città bellissima, dove mi trovo a mio agio e che mi permette di tanto in tanto di tornare a casa su a Bolzano. Per di più, posso giocare per una bella squadra come la Fiorentina: quest’anno non avremo forse raggiunto tutti gli obiettivi che ci eravamo poste, però c’è grande voglia di iniziare un nuovo ciclo. La Fiorentina è una realtà storica, che ha fatto da apriporte per lo sviluppo del nostro calcio. D’altronde, ha rappresentato il primo club maschile con una squadra femminile. Adesso, la società sta avviando iniziative importanti, come il Viola Park, che siamo tutti curiosi di vedere. Sono sicura che, prima o poi, gli investimenti pagheranno: il club sta facendo tanto per noi”.

Per diversi motivi quest’ultimo non è stato un anno semplicissimo per voi. Alla fine, avete però raggiunto il quarto posto. Che bilancio possiamo fare della passata stagione?

“La nostra resta una squadra di buona qualità. In realtà, stanno crescendo un po’ tutte le squadre, non soltanto la Juventus. Non ci saremo forse espresse al meglio, ma ricordiamo pure che un grande club come la Roma ci è arrivata dietro. Abbiamo vissuto mille difficoltà: tra gennaio e febbraio eravamo in 12 contate a giocare ogni tre giorni. Non è una giustificazione, ma qualcosa ti viene a mancare prima o poi. Il proposito è quello di fare meglio l’anno prossimo”.

La vostra stagione 21/22 ha inizio con una grande novità: sarà Patrizia Panico la vostra allenatrice. Cosa puoi raccontarci di lei?

“Panico è una leggenda del calcio italiano. Ho avuto la fortuna di incontrarla diverse volte come calciatrice quando frequentavamo assieme la Nazionale maggiore. Adesso sarà tutto diverso, perché sarà la mia mister. Sono curiosa di conoscerla e di migliorare assieme”.

Sei tornata con merito nell’élite del calcio italiano. Qualche anno fa, dopo un brutto infortunio, ripartivi invece dalla Serie B. Sai spiegarci il motivo di quella scelta? Credi alla fine si sia rivelata vincente?

“Giocavo da diversi anni in Germania, dove stavo più in infermeria che al campo. Avevo bisogno di ripartire, sia fisicamente sia mentalmente, di sentirmi bene, di sentirmi ancora importante. Pertanto, ho deciso di ripartire dalla Serie B italiana, nonostante non mancassero offerte dalla Serie A. Diciamo quindi che ho fatto un passo indietro, per poi farne due in avanti: penso, alla fine dei conti, sia stata la scelta più giusta. Penso ancora che in tanti, ai tempi, non considerassero il calcio femminile un lavoro vero e proprio; lo sta pian piano diventando adesso, almeno per alcuni club. Ho preso una scelta difficile, legata alla mia vita, al mio lavoro. Avevo un impiego nel reparto content di un’azienda di marketing, ma ho lasciato perché non mi dava le giuste emozioni”.

Parlando di lavoro, dalla stagione 2022/23 la Serie A diventerà finalmente un campionato professionistico. Quali sono i tuoi pensieri in merito?

“È ora che diventiamo professioniste, perché il nostro è già un lavoro a tutti gli effetti. Semplicemente, non viene ancora considerato tale. Ci mancano le tutele, il che non è poco, come serve poi migliorare le infrastrutture. Abbiamo bisogno di un campo decente, di cure mediche, della fisioterapia. Io voglio fare l’atleta seriamente, non voglio più allenarmi con tre pesi dentro uno stadio vecchio: quindi, è ora che arrivi il professionismo. Non metto in dubbio che sarà sicuramente difficile per i club più piccoli o non legati ai professionistici maschili: bisognerà vedere come verrà sistemata la Serie A dall’anno prossimo”.

Foto di Federica Scaroni – L Football

A livello di club, c’è ancora grande distanza tra il nostro calcio e i maggiori campionati esteri?

“C’è ancora una certa distanza con diversi club europei. E ci sono tanti fattori a spiegarla: le infrastrutture e gli stipendi dei club inglesi, noi possiamo solo sognarceli. Se abbiamo perso in quel modo contro il Manchester City, in Champions League, ci sarà pure un motivo.”

La prossima stagione si chiuderà con il grande appuntamento di EURO 2022 in Inghilterra. Cosa significa per te potere giocare con la Nazionale italiana?

“Indossare la maglia azzurra è un onore. Rappresenti un paese intero, vedi tante ragazzine che vorrebbero stare al tuo posto e indossare quella stessa maglia. Cerco di prepararmi tutto l’anno per farmi trovare pronta, per essere convocata in Nazionale, per giocare. Adesso sto risalendo le mie scale. Sai, ogni anno mi ha dato qualcosa, anche i più sfortunati. Ma indubbiamente, l’anno pre-Europeo è importante, perché desideri arrivarci in forma. Dovrò prima far bene con la Fiorentina, poi si vedrà.”

E secondo te, dove potrà arrivare stavolta l’Italia?

“La nostra Nazionale ha sempre avuto una buona qualità. Adesso, con il potenziamento delle infrastrutture e non solo, il movimento non potrà che continuare a crescere. Il sogno, ovviamente, sarebbe la finale”.

Si ringrazia la società ACF Fiorentina e Katja Schroffenegger per la disponibilità.

Manfredi Maria Tuttoilmondo
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