Nel campionato di Serie B femminile mancano quattro giornata e in testa alla classifica c’è il Pomigliano con 45 punti. Segue la Lazio Women staccata di quattro lunghezze e il Ravenna a meno sette.

Sarà un finale interessante da vivere fino all’ultima giornata. Tra le protagoniste della cavalcata del Pomigliano c’è Giulia Ferrandi, calciatrice tra le più esperte nel campionato cadetto, con alle spalle una carriera fatta di successi con le maglie del Brescia prima e della Fiorentina dopo. In mezzo un’esperienza all’estero in Inghilterra. Un percorso, quello della centrocampista lombarda, segnato anche da brutti infortuni che le hanno impedito di esprimersi al meglio.

Abbiamo intervistato in esclusiva Ferrandi per parlare con lei del campionato di Serie B ma anche ripercorrere le tappe dei suoi trionfi e delle sue esperienze nel calcio femminile.

Giulia siamo al rush finale in campionato, quali sono le tue impressioni e sensazioni per queste ultime gare?

“Sono emozioni che vorresti vivere per sempre. Abbiamo per le mani davvero qualcosa di unico e sono sicura che arriveremo fino in fondo con la grinta e la determinazione che ci contraddistingue”.

Che stagione è stata finora?

“Descrivere questa stagione è veramente difficile. Siamo partite a luglio come neopromossa, con l’idea di salvarci. Poi ogni vittoria ci ha unite come gruppo e secondo me questa è stata la chiave del nostro percorso. La vittoria a Brescia prima di Natale ci ha dato consapevolezza e ci ha permesso di credere nel sogno della A. Sicuramente l’arrivo di Coach Tesse, ci ha aiutato a credere molto di più nei nostri mezzi. È un allenatrice che non si ferma al lavoro del campo. La sua esperienza come giocatrice e il suo essere empatica con tutte noi.. è qualcosa di unico”.

Cosa è mancato nello scontro con la Lazio?

“Abbiamo preparato la partita al meglio nonostante le assenze. Purtroppo abbiamo pagato cari degli errori che hanno poi condizionato il risultato finale della partita. Ma da un lato, questa sconfitta ci ha unite ancora di più e siamo cresciute tanto”.

Come valuti il livello del campionato cadetto?

“Sono stata veramente sorpresa di come si sia alzato il livello della Serie B. Tante squadre forti e organizzate hanno fatto sì che questo campionato diventasse interessante e poco scontato”.

Se dovessi scegliere cinque calciatrici che giocano in Serie B ma che meriterebbero di giocare in Serie A, chi indicheresti?

“Ti direi Edona Kastrati del Vicenza, una giovane di talento, molto veloce e fisica. Poi Zhanna Ferrario, centrocampista del Como molto tecnica, abbina oltre alla quantità tanta qualità. Sicuramente Sandra Zigic, giocatrice di esperienza dell’Orobica che con la palla tra i piedi sa sempre cosa fare. È instancabile. Una calciatrice che è sempre una spina nel fianco è Luana Merli del Brescia: rapidissima e imprevedibile. Infine dico la mia compagna di squadra Giusy Moraca, vero numero 10. Giovane con un talento fuori misura. Destro e sinistro non fa differenza. In questa stagione è cresciuta tantissimo e spero per lei che sia l’inizio di un grande percorso È stata dura sceglierne cinque”.

Se dovessi invece valutare l’intero movimento calcio femminile in Italia?

“Con l’avvento delle società professionistiche, tante ragazze hanno la possibilità di allenarsi da professioniste anche da “giovani”. Questo sta permettendo di incrementare il livello di ogni categoria”.

Facciamo una tuffo nel passato. Come sono stati i tuoi inizi nell’Atalanta? Tornando indietro nei ricordi, quali erano i tuoi sogni, le tue sensazioni quando giocavi?. Era davvero un’altra era?

“Wow, detta così sembra passato davvero tanto tempo, non che 14 anni siano pochi. Il mio sogno è sempre stato quello di rendere orgogliosa la mia famiglia e di fare la calciatrice professionista. Una cosa che all’epoca sembrava utopica e oggi sta per diventare realtà. Gli infortuni non mi hanno permesso di fare un percorso lineare ma sono felicissima delle scelte che ho fatto e che oggi mi hanno portata qui, a Pomigliano”.

Poi ci fu il passaggio al Brescia. Eravate consapevoli che si stava aprendo un ciclo di vittorie?

“Proprio oggi parlare di Brescia, mi si stringe il cuore. È grazie al Presidente Cesari se ho potuto continuare a giocare. Ha scommesso tanto su di me e sempre gliene sarò riconoscente. L’anno in cui vincemmo la Coppa Italia, sicuramente non eravamo la squadra più forte ma un gruppo davvero unico. Per me sono state fondamentali Zizioli e Schiavi in quegli anni. Persone stupende oltre che grandissime calciatrici”.

Ricordo quegli anni, L Football era appena nato. Alla fine del 2012 ti capitò quel brutto infortunio arrivato in uno dei momenti migliori della tua carriera.

Me lo ricordo come se fosse ieri. Mi crollò completamente il mondo addosso. Sono orgogliosa di non aver mollato alla fine. Anche se ci sono andata davvero vicina.

Nel 2015 il passaggio al West Ham. Dell’esperienza inglese che ci dici? È vero che basta indossarla anche una volta e quella maglia ti entra nel cuore a vita?

“Volevo a tutti costi imparare la lingua inglese e il West Ham è stata la squadra che mi ha accolta quando sono arrivata a Londra. Non sono stati mesi facili, per lavoro mi alzavo presto e rientravo tardi dagli allenamenti, ma se ci ripenso credo che rifarei davvero tutto quanto. Quella maglia è davvero rimasta nel cuore oltre che essere tatuata sulla mia pelle”.

A Firenze hai vinto uno Scudetto con la Fiorentina. Eravate un gruppo molto unito. Ancora oggi hai dei legami forti con alcune calciatrici.

“La rottura del menisco durante la preparazione, non mi ha permesso di vivere quella stagione da protagonista come magari mi ero immaginata. Mi ha lasciato però dei legami forti soprattutto con Elena Linari e Staphanie Ohstrom. Non dico che ci sentiamo tutti i giorni ma siamo molto vicine e sono due amiche a cui voglio davvero bene. Quell’anno ce lo ricorderemo davvero per molto tempo”.

Negli ultimi anni al calcio hai affiancato al calcio anche altre passione. Ad esempio quella della radio.

“Ho sempre cercato di avere un impiego per avere delle esperienze lavorative nel mio curriculum e di coltivare una passione che spero un giorno possa diventare il mio futuro lavoro. A Firenze, grazie a Lady Radio, ho potuto esordire come speaker radiofonica conducendo insieme al mio caro amico Andrea Di Salvo, un programma interamente dedicato al calcio femminile. È stata un’esperienza che mi ha fatto crescere molto soprattutto nel gestire i rapporti e avere meno timore nel parlare”.

Però la radio o altri progetti possono attendere per il momento. C’è un campionato da vincere per te e il Pomigliano.

“Assolutamente. La mia priorità è concludere questa stagione nel migliore dei modi e coronare quel sogno che stiamo conquistando giorno per giorno. A tal proposito è doveroso ringraziare chi ci sta permettendo tutto questo. Il presidente Pipola e il direttore Biagio Seno”.

Giuseppe Berardi
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Foto: Luca Bottaro, per gentile concessione di Giulia Ferrandi

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