Ferocia agonistica, lucidità, forza e pazienza. Sono questi gli ingredienti che, per la ct Milena Bertolini, serviranno all’Italia nella sfida decisiva con Israele (Stadio Franchi, 24 febbraio ore 17.30, diretta su Rai Due) per la qualificazione agli Europei 2022.

“Il nostro obiettivo è la qualificazione diretta alla competizione continentale che sarà una manifestazione straordinaria”, ha dichiarato la ct alla prima conferenza stampa in streaming da Coverciano. “Nonostante la posizione nel ranking (n. 37, ndr), la squadra israeliana è in crescita. All’andata, nel mese di settembre del 2019, abbiamo vinto una partita alla prima uscita dopo il Campionato del Mondo e dalla nostra parte c’era una certa stanchezza psicologica. Adesso la nostra condizione psico-fisica è completamente differente. Dopo la Danimarca rimane comunque la compagine più forte del nostro girone”.

Anche l’Italia è una formazione diversa. “La nostra squadra è cresciuta a livello di consapevolezza, sia dei nostri punti di forza che di debolezza. Ci prepareremo per scendere in campo a fare tanti gol. Israele ha un gioco aggressivo, molto fisico che tende a innervosire. Dovremmo essere brave a non cadere in questa trappola. Ci serviranno ferocia agonistica, lucidità, forza e pazienza nel saper leggere i diversi momenti della partita”.

Le azzurre scenderanno in campo conoscendo già i risultati degli altri gironi. “È un vantaggio che però potrebbe non rivelarsi tale. Dovremmo essere brave a gestire l’ansia di dover portare per forza a casa un determinato risultato”.

Giocare al Franchi rievoca dolci ricordi. “La partita con il Portogallo, con la qualificazione al Mondiale francese, ha rilanciato tutto il movimento del calcio femminile”.
Inevitabile un pensiero ad Alia Guagni. “Ci siamo sentite pochi minuti fa. Sta per sottoporsi a una risonanza magnetica per capire l’entità del suo infortunio. A livello di morale è stata una bella botta e lei è un po’ giù di morale. Da quando è partita per Madrid ha patito diversi infortuni muscolari oltre al Covid. Alia ha già vissuto momenti difficili ma, grazie al suo carattere, ha sempre dimostrato una grande capacità di recupero. Mi ha detto: “Mile, dobbiamo andare dirette agli Europei, io sono con voi”.

Al suo posto è stata convocata Martina Zanoli. “Passando dall’Orobica alla Fiorentina è diventata subito titolare. Stare con noi dieci giorni è una grande opportunità per lei, le farà comprendere quali sono gli standard internazionali, ai quali può ambire”.

A proposito delle ragazze di Cincotta, il sorteggio per gli ottavi di Champions League ha detto Manchester City. “Il calcio inglese è più avanti di noi però a livello internazionale non c’è nulla di scontato. La sfida rappresenterà comunque un momento di crescita per la Fiorentina”.

La ct ha poi fatto un punto sul campionato di serie A. “Mi aspettavo una Juventus al primo posto della classifica perché ha la rosa più completa, così come mi attendevo un grande campionato da parte del Milan che ha perso per un solo gol di scarto contro l’imbattuta capolista in una partita molto equilibrata, nella quale le rossonere meritavano anche il pareggio. Ci si poteva aspettare di più dalla Roma, che comunque in questo girone di ritorno sta trovando la sintesi del suo gioco, e dalla Fiorentina ma il Covid ha condizionato molto il campionato e la squadra viola è probabilmente quella che ha patito di più. Mi sarei aspettata di vedere un po’ più in alto in classifica anche l’Inter visto che è alla sua seconda stagione nella massima serie. Ci sono poi le belle sorprese come l’Empoli, non a caso abbiamo tre convocate qui con noi, e il Sassuolo, che ha operato molto bene sul mercato, inserendo straniere di qualità”.

Il ricambio generazionale in vista degli Europei sta già avvenendo. “Tra le convocate ci sono ragazze dal 1997 al 2002. Un ricambio sarà fisiologico però dovremo essere bravi a trovare il giusto mix tra esperienza e giovani da inserire senza creare loro una pressione eccessiva che potrebbe rivelarsi un boomerang. C’è poi l’aspetto delle relazioni, del gruppo, aspetti fondamentali per il gioco in campo”.

La ct ha rivelato di aver anche avuto occasione di parlare con il presidente della Figc Gabriele Gravina in merito alle strategie di sviluppo del calcio femminile. “Lui sa benissimo quali sono i passi da fare e la federazione ha già dato input importanti: il professionismo, la differenziazione tra Divisione e Club Italia, idee e risorse a disposizione oltre al settore giovanile. Aumentare la base è fondamentale per lo sviluppo del movimento così come lo è stato il Mondiale francese. Però non basta. Occorre togliere tutti quei paletti che impediscono alle ragazze di iniziare a giocare. Il gap con le altre nazioni esiste. L’Italia ha iniziato a investire in modo deciso nel calcio femminile nel 2015. È normale che adesso paghiamo un buco di quindici anni. Siamo già stati molto bravi ad assottigliare quel divario. Adesso la strada è quella di proseguire e accelerare nelle progettualità. L’intento è quello di andare agli Europei per crescere ancora e fare esperienza. Nel prossimo quinquennio quel gap può ridursi ancora”.

Tiziana Pikler
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *