Se siete fratelli o sorelle maggiori, dispiace darvi questa brutta notizia, se siete invece i più piccoli della cucciolata, la notizia di oggi è che, secondo la scienza, erediterete dai vostri predecessori qualcosa di più interessante delle felpe della Champions.

Mark Williams, professore della Utah University, e Tim Wigmore, giornalista del Daily Telegraph, hanno presentato nel libro “The best: how elite athletes are made” i risultati di un vasto studio eseguito su 33 sport in Canada e Australia. Comparando atleti dei campionati internazionali con sportivi che gareggiano in campionati nazionali o internazionali a livello juniores, è emerso che è più probabile per fratelli e sorelle minori raggiungere campionati d’elite e, nel caso anche i primogeniti raggiungano i massimi livelli in campo sportivo, è comunque più probabile che abbiano risultati meno prestigiosi dei più piccoletti della loro famiglia.

Questo effetto, chiamato in inglese “the little sibling effect”, è molto evidente se si osserva la composizione della squadra di calcio femminile più famosa al mondo. In uno studio sulle giocatrici della Uswnt, è emerso che ben il 75% di loro era sorella minore, tra cui Rapinoe, Morgan e Hamm, il 20% era sorella maggiore e il restante 5% è composto da figlie uniche. 

Venus Williams è un’eccellente sportiva, come dimostra la sua collezione di 7 Grand Slam. Tuttavia, rileggendo la sua carriera alla luce di quanto detto, e mettendo a confronto il suo palmares, di tutto rispetto, con quello della sua sorellina Serena, si rischia di perdere il conto. La più piccola delle sorelle Williams ha vinto 23 Grand Slam ed è probabilmente la miglior giocatrice di tennis, indipendentemente dal genere, di tutti i tempi.

Un esempio di questo tipo potrebbe sembrare un caso isolato, poi però si aggiunge anche Micheal Jordan che, nel documentario di ESPN “The Last Dance”, conferma che la sua competitività ha beneficiato dalle sfide con il fratello maggiore Larry, da giovane considerato il migliore tra i due. 

Non c’era grande competitività invece tra Ada Hegerberg, attaccante del Lione, e la sorella maggiore Andrine, ora in forze alla Roma, che da piccola trascinava fuori a correre e a giocare a pallone quella che poi sarebbe diventata la prima giocatrice a vincere il pallone d’oro nel 2018. 

Lo stesso discorso vale per un incredibile duo, quello di Reece e Lauren James, prima coppia fratello-sorella a giocare per la nazionale inglese di calcio. Il primo gioca nel Chelsea e a 21 anni ha conquistato la sua prima presenza in nazionale lo scorso ottobre. La seconda invece è stata convocata per la prima volta lo scorso novembre, a 19 anni. Questa storia aggiunge all’effetto del fratello più giovane anche un po’ di assurde coincidenze. Il 5 dicembre, ad esempio, Lauren è scesa in campo per la sua cinquantesima presenza con il Manchester United, per il quale ha anche segnato la prima rete della storia del club all’Old Trafford, mentre, duecento chilometri più in là, suo fratello stava affrontando il Leeds United nella sua cinquantesima partita con la maglia del Chelsea. A detta di Lauren, non avrebbe iniziato a giocare se non avessero giocato i suoi fratelli prima di lei.

Questo strano effetto di cui beneficiano i più giovani della famiglia è causato da più fattori. Primo tra tutti, i più giovani sono spesso ispirati dai più grandicelli a praticare lo stesso sport. Come conferma anche Serena Williams, il vecchio adagio “guardando s’impara” è molto corrispondente alla realtà. Due o più persone che lavorano insieme per imparare ad eseguire specifiche attività imparano molto più facilmente rispetto a un apprendimento in solitaria, come insegna il cosiddetto insegnamento dinamico. I più giovani inoltre vengono messi molto in difficoltà dai fratelli maggiori che possono spesso godere di vantaggi anche fisici e di potenza e, fallendo molto spesso, imparano molto di più e molto più velocemente dai propri errori

Essere inoltre svantaggiati rispetto ai propri avversari dal punto di vista dello sviluppo fisico porta, per puro spirito di adattamento, a cercare soluzioni e capacità alternative per avere la meglio. A quel punto, quando anche i più giovani avranno raggiunto la maturità fisica colmando uno dei principali gap con i fratelli e le sorelle più grandi, potranno superarli facendo leva su creatività, reattività e intelligenza tattica maggiori, frutto di anni di pianti e sconfitte in giardino.

Notoriamente inoltre, i genitori sono molto più larghi di manica nelle concessioni a tutti i figli dopo il primo. Secondo le statistiche, ai minori è permesso giocare senza supervisione e in sport considerati più pericolosi, come quelli di contatto, nel 40% in più dei casi. A detta dell’NBA inoltre questo tipo di situazioni di gioco informale espongono i giovanissimi sportivi a più variabili, come differenti ruoli, dimensioni del campo e numero di giocatori, accelerando lo sviluppo delle loro abilità.

Se siete quindi i fratelli o le sorelle minori di qualcuno, non solo avete la fortuna di invecchiare dopo ma, se praticate sport, molto probabilmente avrete un gran futuro davanti a voi per il quale dovrete sempre essere riconoscenti ai vostri predecessori in famiglia. Se siete invece i più grandi, siate consapevoli che il vostro amorevole bullismo ha cresciuto dei campioni che avranno sempre la premura di procurarvi biglietti in prima fila per esclusivi eventi del vostro sport preferito. Poteva andarvi peggio.

Giulia Beghini
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