Dopo il ritiro di Karen Carney la scorsa estate, l’allenatrice del Chelsea Emma Hayes ha scelto di affidare la fascia da capitano a Magdalena Eriksson.

Non è la prima volta che il difensore svedese indossa i panni del capitano. Aveva già avuto questo onore nella nazionale under 15 e al Linkopings.

“Ricordo la mia prima partita da giovane [per la Svezia] quando avevo 15 anni, ero il capitano” dice Eriksson “Quando sono diventata capitano del Linkopings mi è sembrato qualcosa di così grande ed ero così onorata”.

Queste esperienze le hanno permesso di imparare molto, come spiega lei stessa: “Ero molto giovane e [essere capitano] era una gran cosa, quindi penso di aver imparato molto da quell’anno e ho portato quella mia esperienza da lì ad essere capitano al Chelsea”.

Cerco sempre di rendermi un leader migliore e di pensare a come migliorare me stessa” afferma la giocatrice classe ’93, che ritiene che essere capitano le sia sempre stato naturale: “È sempre stato una parte naturale del mio modo di giocare. Ed essere un difensore centrale aiuta anche a renderlo naturale”.

Eriksson non ritiene di essere un “vocal leader”, una di quelle che urla nello spogliatoio, ma “ho sempre voluto vincere ogni partita e ho capito che si tratta di uno sforzo di squadra, quindi ho sempre cercato di trascinare le mie compagne di squadra con me”.

Inoltre, Emma Hayes è un’allenatrice che incoraggia le giocatrici più esperte ad avere un ruolo attivo nella gestione della squadra e questa responsabilità ha dato a Eriksson più fiducia nell’esprimere il suo punto di vista: “Ho imparato che questa cosa mi piace. Come giocatrici sentiamo di avere un supporto in una maniera totalmente diversa, e che siamo parte del processo”.

“Al Chelsea significa principalmente ascoltare lo spogliatoio tutto il tempo, mettere da parte le mie emozioni e i miei sentimenti ed essere semplicemente una rappresentante della squadra. Ma anche essere abbastanza coraggiosa da entrare nell’ufficio di Emma se devo dire qualcosa” continua la svedese “Che è qualcosa su cui ho voluto lavorare, essere in grado di dire ‘Questo è quello che sentiamo’”.

Dopo aver concluso la stagione 2018-19 senza trofei, il Chelsea di capitan Eriksson in questa stagione, prima della pausa forzata dovuta al coronavirus, era in ottima forma e in corsa per il treble domestico: dopo essersi assicurate la Continental Cup a febbraio, le Blues erano al secondo posto in campionato a un solo punto dal Manchester City, ma con una partita in meno rispetto alla capolista, e ai quarti della Women’s FA Cup. Le ragazze di Hayes, inoltre, quest’anno sono imbattute in tutte le competizioni.

“La scorsa stagione ci siamo sentite devastate nel non vincere nulla, e questo è stato il nostro carburante. Puoi davvero vedere quanto siamo affamate di vittorie in questa stagione” ha detto Eriksson.

“Non riteniamo che ci sia alcun vantaggio nel penare a ciò che potrebbe essere stato o in quale buona forma ci trovassimo [prima dello stop del campionato]” ha detto la vicecampionessa olimpica “Sappiamo che quando ricominceremo saremo ancora le stesse giocatrici. In questo momento si tratta solo di mantenersi in forma e in salute”.

“Stiamo solo esaminando gli aspetti positivi che possiamo prendere da questa situazione, invece di sentirci dispiaciuti per noi stesse” conclude Eriksson.

Martina Pozzoli