Negli Stati Uniti, in origine, l’espressione “soccer mom” indicava la figura stereotipata della donna del ceto medio urbano impegnata la maggior parte del tempo a seguire i figli nelle loro attività sportive extrascolastiche, tra cui il calcio.

In un secondo momento, però, l’espressione “soccer mom” ha assunto anche un significato diverso, andando a indicare quelle calciatrici che portano avanti parallelamente la carriera sul rettangolo di gioco e l’essere mamma.

Spesso, le atlete, sono riuscite a conciliare i due aspetti con risultati così grandi da portarle sul tetto del mondo. Ad oggi sono 8 le soccer mom che hanno vinto una Medaglia d’Oro alle Olimpiadi e un Mondiale.

Pioniera delle soccer mom è Joy Fawcett, ex difensore americana che nel corso della sua carriera (1987-2004) con la maglia della nazionale a stelle e strisce ha dato alla luce 3 figlie: Katelyn Rose nel 1994, Carli nel 1997 e Madilyn Rae nel 2001.

La nascita delle figlie non le ha impedito di essere la prima soccer mom della storia a laurearsi campionessa olimpica, nel 1996, e vincere la Coppa del Mondo, nel 1999, oltre a vincere due bronzi mondiali e un argento olimpico. Inoltre, fu l’unica calciatrice americana e disputare tutti i 90 minuti di tutte le gare alle edizioni mondiali nel 1995, 1999 e 2003 e alle olimpiadi nel 1996 e nel 2000.

Fawcett, in quanto prima soccer mom, non aveva esempi a cui guardare o manuali da seguire: “C’erano molte incognite con la prima gravidanza” dice l’ex difensore. L’importanza della sua decisione di diventare mamma senza rinunciare alla carriera di calciatrice è sottolineata dalle parole della compagna di squadra Julie Foudy: “Joy è stata la prima a dare a tutte il coraggio di fare entrambe le cose. In passato le calciatrici dicevano ‘Mi ritiro perché voglio avere dei bambini; devo lasciare il calcio perché è il momento di farmi una famiglia’”.

Se ad Atlanta 1996 Fawcett era l’unica soccer mom in squadra, nel 1999, quando la USWNT vinse il mondiale in casa, non fu l’unica mamma a salire sul tetto del mondo. A farle compagnia, infatti, c’era il capitano Carla Overbeck, mamma del piccolo Jackson, nato nel 1997. Overbeck ha poi avuto anche una figlia dopo il ritiro (avvenuto nel 2000): Carson Elizabeth, nata nel 2003.

Se in campo Fawcett e Overbeck condividevano il ruolo di muro difensivo, dopo la nascita di Jackson, fuori dal campo condivisero la babysitter che si occupasse dei loro figli, che erano sempre al seguito delle mamme durante i vari training camp e viaggi con la nazionale.

Kate Markgraf, un’altra delle ‘99ers, come vennero soprannominate le eroine del mondiale 1999, divenne mamma nel 2006, quando nacque il piccolo Keegan. Da soccer mom vinse l’oro olimpico nel 2008. Prima di lasciare il calcio giocato nel 2010, Markgraf ha dato alla luce, nel 2009, anche i gemelli Carson e Xavier.

Come nel 1999 il capitano della nazionale americana che si laureò campione del mondo era una soccer mom, così fu nel 2015. Quando Christie Rampone, che aveva fatto parte delle ‘99ers, sollevò al cielo il trofeo vinto al Mondiale in Canada, infatti, aveva già due figlie: Rylie, nata nel 2005, e Reece, nata nel 2010. Da mamma aveva già vinto anche due ori olimpici, a Pechino nel 2008 e a Londra nel 2012. La nascita delle figlie non le ha impedito di chiudere la sua carriera in nazionale con 24 011 minuti giocati (ovvero 311 partite, di cui 272 da titolare), facendo di lei la seconda calciatrice per numero di minuti giocati nella storia della USWNT.

Ha spianato la strada ad altre mamme come me” ha detto Amy Rodriguez a proposito di Rampone, ma anche delle altre soccer mom che l’hanno preceduta.

Rodriguez è una delle 3 soccer mom che hanno vinto il mondiale nel 2015, dopo essere diventata mamma del piccolo Ryan John nel 2013. “È stata la più grande benedizione. Dopo che ho avuto Rayn sono diventata una giocatrice diversa, migliore e più forte” aveva detto l’attaccante classe 1987. Dopo il mondiale in Canada Rodriguez ha poi avuto il secondo figlio: Luke, nato nel 2016.

L’altra soccer mom divenuta campionessa del mondo in Canada è Shannon Boxx, che nel 2014, a 37 anni, aveva partorito la piccola Zoe.

L’unica soccer mom presente nella USWNT che ha vinto la Coppa del Mondo in Francia, invece, era Jessica McDonald. Il figlio Jeremiah è nato nel 2012. Circa 5-6 anni fa McDonald aveva pensato al ritiro perché “essere pagate col salario della NWSL ed essere genitore è probabilmente – no, non dovrei dire ‘probabilmente’ – la cosa più difficile da fare”, ma non ha mollato e dal 2016, all’età di 28 anni, è entrata nel giro della nazionale e nel 2019 si è laureata campionessa del mondo.

Insieme alle americane, nella ristretta cerchia delle soccer mom campionesse olimpiche/mondiali c’è anche una norvegese. Margunn Haugenes saltò gran parte del 1999, compreso il mondiale, a causa della gravidanza, ma venne selezionata per le Olimpiadi del 2000, in cui la Norvegia conquistò l’oro.

A rendere un po’ più facile la gestione dei figli per le soccer mom ci sono le compagne di squadra: “Tutti i bambini in squadra hanno 23 zie che sono pronte a giocare con loro, e quando è il momento di cambiare il pannolino li restituiscono alle mamme” scherzava Heather O’Reilly, che nel corso della sua carriera in nazionale ha visto crescere tanti dei figli delle sue compagne.

E anche a Tokyo nel 2021 le 18 americane convocate per le Olimpiadi saranno certamente pronte a fare da “zie” per la piccola Charlie Elena, la figlia di Alex Morgan, nata lo scorso 7 maggio. Se la USWNT dovesse portare a casa la medaglia d’oro, Morgan aggiungerebbe il suo nome alla lista delle soccer mom campionesse olimpiche/mondiali.

Martina Pozzoli
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