Dopo un’estate di mare, selfie in spiaggia vista una fama mai avuta prima, rafting e karaoke, le Azzurre tornano come il figliol prodigo finalmente a casa, dove mamma Rai le aspetta con le porte di Rai Due spalancate. Difficile immaginare un posto migliore di Gerusalemme per iniziare il pellegrinaggio di Milena & friends verso Euro2021, anche se le cose non erano partite subito sotto la grazia del cuore immacolato di Maria. Tra il pressing alto di Israele e le grafiche della formazione in ebraico senza sottotitoli, le Azzurre non ci avevano capito molto. Poi, però, da buona Cristiana, Girelli ha suonato la sveglia e le Ragazze Mondiali hanno iniziato a fare sul serio.

Giuliani – voto: Asso di coppa. L’Italia è come tua nonna quando giocate a briscola. All’inizio ti fa vincere perchè è una brava persona, poi quando le chiedi di giocare seriamente, perchè vuoi meritarti di vincere, è finita. Il suo talento e i suoi anni di lotta nelle bische, la portano subito in netto vantaggio. Ad un certo punto, ti illudi anche di poter pareggiare, ma ci pensa Laura Giuliani. Toglie una palla da sotto la traversa, senza neanche sforzarsi troppo, facendoti sentire utile come il due di coppe quando la briscola è bastoni. E poi la partita finisce, tu hai perso, e la nonna ti ha fatto fare giusto due punti per non farti piangere. #tiaspettodomenicaapranzo

Gama – voto: più di 6 punte. Dopo il gol di Bartoli, anche il capitano decide di provare il tiro da fuori, ma scaglia quella che un famoso personaggio del posto definirebbe “la prima pietra”. D’altra parte, quando distribuivano la precisione nei tiri da fuori, Sara Gama era in coda per i capelli più belli e nessuno al mondo potrebbe dirle di aver fatto la scelta sbagliata. In fin dei conti Israele ha scelto di avere sulla bandiera la stella di David, noi abbiamo scelto Stella. E basta. #sesegnailcapitanosaltiamodaldivano

Linari – voto: Leone D’Oro. Le sue prestazioni canore sono ormai così note, che le potrebbero garantire una carriera più luminosa di quella di Valerio Scanu. Ma il canto non è l’unica dote artistica di Elena Linari. La numero 5 infatti, in occasione di un fallo subito dalla compagna di squadra Valentina Cernoia, si lancia in una magistrale interpretazione teatrale. Con la classe di Sophia Loren e l’aria esterrefatta di Chaplin, si lamenta con la direttrice di gara senza mai aprire bocca, ma solo utilizzando espressioni facciali. Alla pagina 777 di Mediavideo i sottotitoli dicevano cosi: “Arbitro e questo che l’è? L’ha visto che fallo che l’ha fatto sta bischera? Oh sì certo, Valentina s’è buttata. Io sono basita”. Minuto 33.11 – 33.19 del primo tempo. Stacco. Luci. Sipario. #buonalaprima

Guagni – voto: 250K e spicci. Se proprio dobbiamo trovare un difetto alla sua prestazione, possiamo dire che lei e le sue compagne di reparto, in occasione del primo gol di Israele, stavano un po’ ricreando la sagra del liscio di Tel Aviv. Ma agosto è periodo di sagre, quindi non c’è troppo da rimproverare. Anche perchè, anche volendo rimproverare Alia, prima devi prenderla. Lei che parte dall’area israeliana, torna in difesa all’inseguimento di un’avversaria in contropiede, le ruba palla, e torna ad attaccare. La progressione è la stessa di una Lamborghini e la sfacciataggine è quella di chi passa con il Telepass alla barriera di Milano, pensando “Ue testina” mentre sfreccia via, guardando male tutti gli altri in coda. Oltre alla partita, c’è una cosa però che va detta. Dopo una stagione a prendere in giro Ilaria Mauro per la storia del lampredotto, Alia rifiuta un contratto da 250 mila euro dal Real. E la domanda qui sorge spontanea: Alia, ma a te il lampredotto quanto cazpita deve piacere? #finchèc’èlampredottoc’èsperanza

Bartoli – voto: almeno 1 litro a partita. Le sue prestazioni sono convincenti più dei venditori di padelle in pietra lavica su QVC. Oltre ai recuperi in scivolata ai quali ci ha abituato, Bartoli ha aggiunto al suo repertorio piroette e tuffi di testa, a causa della sportività da rivedere delle israeliane. Il conteggio dei cartellini gialli, che si è chiuso sul 5 – 0 in favore di Israele, ne è una prova. La giocatrice romana però non sembra scomporsi, supera un’avversaria con una veronica e, qualche minuto dopo, decide di sbloccare la partita con un tiro da fuori area bello come l’acqua la domenica mattina, dopo che la sera prima hai bevuto come gli animali della pianura del Serengeti dopo la stagione secca. #hangoverdaAzzurre

Galli – voto: 8 e un rametto di ulivo in omaggio. Dopo il mondiale ci ha preso gusto a provare il tiro da fuori. Partecipa anche lei a quei due minuti di flipper in cui, grazie ad un filtrante miracoloso di Cernoia, hanno tirato nell’ordine: Bartoli, Galli, Girelli, un rabbino, un frate francescano, un imam e il kebabbaro fuori dallo stadio. Visto poi che, in fin dei conti, le differenze tra galli e colombe non sono poi così tante, Yaya decide di fare l’ambasciatrice di pace fermando Bartoli, prima che facesse scoppiare una crisi diplomatica. #scambiateviunsegnodipace

Cernoia – voto: 051-222525. Non si capisce per quale motivo, ma cambiano le squadre, i campi e le città, eppure quella che viene presa di mira è sempre lei. Più abbattuta di un agnello a Pasqua, il suo mancino ha chiamato ripetutamente il telefono azzurro, ma i maltrattamenti sono continuati senza pietà. Premesso questo, non dovrebbe stupire la sua espressione, degna di Jack Nicholson in Shining e perfezionata in anni di lavoro nel settore del recupero crediti, che il suo viso aveva mentre metteva in discussione le decisioni arbitrali insieme alle altre due Valentine, Giacinti e Bergamaschi. Per rendere omaggio a questa bellissima immagine, se Botticelli fosse ancora vivo, ridipingerebbe sicuramente le tre Grazie nella Primavera, raffigurando la facce piene di collera e sbigottimento delle tre Valentine, e chiamando poi il quadro: Grazie, Graziella e Grazie al … #farimaconpazzo

Bergamaschi – voto: 3 Valentine is più incazzate che one. Spende molte energie, ma è spesso imprecisa sotto porta. C’è chi dice che certi errori non siano casuali ma voluti, solo perchè le dispiace segnare se la sua migliore amica Giacinti è ancora a zero sul tabellino. Fatto questo che, se confermato, indispettirebbe Bertolini più di Greta Thunberg che vede mangiare Donald Trump con piatti e posate di plastica. Anche lei prende parte al flash mob di Valentine, così tanto carico di rabbia da costringere quasi ad intervenire i caschi blu della Nato. #devisaremoltocalma

Giugliano – voto: 23 Giga. Il fatto di fare le qualificazioni per l’Europeo, ha forse ingannato l’attaccante, la quale pensava di poter sfruttare il roaming gratuito. Ci è voluto quasi un tempo intero per accorgersi che la tariffa agevolata per internet, vale solo all’interno dell’Unione Europea. A quel punto sono bastati 10 € di Tim in viaggio full, per far partire il 4g: Giuliani, Giugliano, Giacinti, Girelli ed il vantaggio è tutto intorno a te. #inuncampoc’èsemprecampo

Giacinti – voto: 14 stazioni. Nell’intervallo, Bertolini la manda a fare in ginocchio la via Crucis per farsi perdonare i gol sbagliati nel primo tempo di gioco. Questa strategia motivazionale è stata elaborata nei corsi sperimentali per allenatori UEFA di Coverciano, durante il Workshop dal titolo “A mali estremi, estremi rimedi”. La strategia è stata così efficiente che l’attacante del Milan, non solo ha segnato nel secondo tempo, ma ha giocato con una mano fasciata, probabilmente per coprire le stimate, ed esultato con le braccia a T, probabilmente per ricordare la forma di una croce. #stairwaytoheaven

Girelli – voto: 6/6 stelle. Sblocca la partita con un gol più bello dell’aria condizionata con la bolla africana. Salta le avversarie a centrocampo con la stessa indifferenza con cui Enrico Mentana salta le storie di Gianluca Vacchi su Instagram. L’unica cosa che Girelli non salta, soprattutto dopo le partite, sono i pasti. Voci di corridoio dicono che, come è sua tradizione fare nel post partita, abbia poi deciso di andare in una trattoria a Gerusalemme, diventata famosa nel programma “Rabbini in trattoria”, per mangiare il suo piatto preferito: polenta e gorgonzola, solo per oggi rigorosamente kosher. #don’tscorejustkick

Tarenzi – voto: 7. Per mantenere un attacco propiziatorio sotto l’insegna della Madunina, born and raised in zona, Bertolini sostituisce nella ripresa una milanista, Giacinti, con un’interista, Tarenzi. Cambiano i colori ma non la città e la CT porta a casa il risultato. #rossooblumipiacitu

Serturini – voto: 101. Veterana tra le giovani e giovane tra le veterane, prima di entrare in campo l’Azzurra è un po’ come Balto, che non è un cane, non è un lupo, sa soltanto quello che non è. Appena mette piede in campo però, tutte le incertezze scompaiono. Si propone in attacco e torna a dare una mano in difesa, convincendo Bartolini di aver pescato nella giusta cucciolata. #bau

Caruso – voto: 7+. Si comporta bene al suo esordio con la Nazionale Maggiore. Innesti come questo sono molto importanti per riuscire ad arrivare agli Europei in Inghilterra con la stessa freschezza con cui la Regina Elisabetta è arrivata a 93 anni. #EbabyGeorgemuto

Bertolini – voto: A di Alfredo. Sapeva che la prima partita della stagione sarebbe staa difficile come far capire ad un americano che il Ketchup non è olio e non può essere usato per condire qualsiasi cosa e che no, l’Alfredo della “Salsa Alfredo” in Italia è solo un Mark Caltagirone che si è dato alla cucina. La CT sa che il campionato deve ancora iniziare ma, dopo aver rischiato un pareggio con Israele, piuttosto di rispondere alla domanda della giornalista: “Cosa ne pensa dei due gol subiti dalle Azzurre?”, avrebbe preferito sbattere il mignolino contro lo spigolo del muro del pianto. #parlosoloinpresenzadelpreparatoreatletico

Giulia Beghini