Se è vero il detto che “chi ben comincia è a metà dell’opera”, la nazionale femminile del nuovo commissario tecnico Milena Bertolini può ritenersi speranzosa e soddisfatta. Le due partite di qualificazione disputate all’“Alberto Picco” di La Spezia con la Moldavia ed allo stadio “Constantin Radulescu” di Cluj contro la Romania, hanno evidenziato un gruppo che si è messo definitivamente alle spalle la delusione olandese ad Euro 2017, e che è ripartito con più grinta e voglia di dimostrare di prima. 


Milena Bertolini è ripartita, per queste due partite, dal gruppo storico ereditato da Antonio Cabrini, con le new entry Tortelli e Pipitone e con l’annuncio del nuovo capitano Sara Gama. I sei punti messi in cascina, anche se ottenuti indubbiamente con squadre dal tasso tecnico-tattico inferiore (Moldavia numero 86 e Romania numero 38 del Ranking Fifa), fanno fortemente sperare in un primo posto nel gruppo F che significherebbe qualificazione diretta ai Mondiali francesi senza dover passare attraverso il limbo play-off

Nonostante alcune modifiche nell’undici titolare per motivi di turn-over (Iannella, Rosucci al posto di Bergamaschi e Stracchi), l’Italia che  ha mostrato in entrambe le partite idee tattiche valide ed efficaci, un gioco rapido e preciso con pochi preziosismi ma tanta concretezza e cinismo (si vedano i cinque gol rifilati alla Moldavia, tutti di pregevolissima fattura). La scelta del CT di ripartire dalla coppia del gol Girelli-Sabatino è stata premiata, tre gol in due per loro in queste due partite, giocatrici duttili che riescono ad alternare ottimamente il gioco aereo in area di rigore con quello di manovra negli ultimi venticinque-trenta metri, unendovi anche un sacrificio difensivo invidiabile; una tattica offensiva basata prettamente su un rapido sviluppo verticale del gioco, alternando gli inserimenti centrali dei centrocampisti, culminati spesso e volentieri con diversi “tu per tu” con il portiere avversario, con una manovra dinamica delle ali sulle fasce, che ha portato costantemente le instancabili Bergamaschi, Bonansea e poi Iannella al cross pericoloso per le punte o all’uno contro uno esterno; il duo di centrocampo Galli-Stracchi (sostituita nella partita con la Romania da Rosucci) ha regalato all’Italia densità ed aiuto in fase difensiva, quantità e qualità in quella offensiva, offrendo rapidi e concreti fraseggi orizzontali uno-due ed illuminanti cambi di gioco, che hanno totalmente vanificato la forte fisicità delle giocatrici avversarie. 

Da segnalare anche la solidità del reparto arretrato, che ha trovato la quadratura del cerchio grazie al quartetto Guagni, Linari, Gama e Bartoli, sinfonicamente coordinate e presenti in tutte le diverse fasi di gioco, grazie alle innumerevoli incursioni di Guagni sull’out di destra a dar man forte al gioco di profondità ed alla minacciosa e perentoria presenza di Gama in area avversaria sui calci d’angolo. 

Se la partita con la Moldavia è passata brillantemente alle cronache senza troppi patemi (5-0 firmato da Sabatino, Bonansea, Bergamaschi e doppietta di Girelli), la seconda partita in terra estera ha invece destato qualche problema in più, dato da una visibile stanchezza fisica (due partite giocate in cinque giorni) accentuata dalla freschezza, fisicità, aggressività ed organizzazione difensiva della squadra romena. Un match non facile per l’Italia che ha visto il proprio gioco offensivo parzialmente arginato e spezzettato, conclusosi con un 1-0 che potrebbe però facilmente ingannare; poiché le azzurre anche nel tardo pomeriggio di ieri hanno imposto sin dall’inizio il proprio ritmo e fluide trame di gioco basate su un qualitativo e continuo possesso palla ed intensità e velocità di manovra sia orizzontale che verticale, mantenendo per tutti i novanta minuti in mano il pallino del gioco con pazienza e trovando la via del gol (dopo diverse occasioni capitate sui piedi di Girelli, della giovane Giacinti e Sabatino) solamente al 77’ grazie ad un autogol di Corduneanu su cross dalla sinistra della solita Bonansea. 

Due test importanti per l’Italia del nuovo corso Milena Bertolini, due prove del nove superate a pieni voti dalla compagine azzurra, che ha ritrovato fiducia, gioco e convinzione per un percorso, quello di qualificazione ai Mondiali di Francia 2019, ancora lungo e complicato ma che è partito di certo sotto i migliori auspici.

Federica Iannucci