Le celebrazioni ufficiali di vinti e vincitori per chiudere il capitolo di Francia 2019

Tra la fine dei mondiali e la fine delle vacanze, tutte le calciatrici che hanno messo piede in campo per Francia 2019 hanno avuto tempo di festeggiare. Anche se, dopo aver visto le statunitensi brindare la loro vittoria bevendo Budweiser nel Paese dello Champagne, è meglio concentrarsi sulle celebrazioni ufficiali che hanno coinvolto giocatrici e squadre al loro rimpatrio.

Al rientro negli States, per la Nazionale a stelle e strisce si chiude una porta, quella della Casa Bianca, ma si apre come un portone la città di New York, con 300 mila persone ad accogliere le ragazze di Jill Ellis. Anzi, per evitare di lasciar chiuse fuori le portavoci dell’Equal Pay, il sindaco Bill De Blasio consegna a tutta la formazione statunitense le chiavi della città.

I vertici della KNVB, la Federazione calcistica dei Paesi Bassi, devono aver detto invece all’allenatrice della selezione Orange: “Se arrivi in finale ti facciamo un monumento”. Sarina Wiegman e la sua squadra infatti sono state accolte nel giardino delle sculture del campus di Ziest dove, d’ora in avanti, al fianco di statue come quella di Johan Cruijff, ci sarà anche quella della CT olandese, prima donna dal fisico statuario nel parco della KNVB.

A salutare le terze classificate a Göteborg, una folla che contava un ordine di grandezza in meno rispetto a quella Yankee. Circa 30 mila persone infatti si sono radunate tutte in una delle principali piazze della città per applaudire Asllani e compagne; un numero incredibile se si considera che in Svezia, in un chilometro quadrato, in media ci si trovano solo 22 persone e 5 renne.

All’allenatore delle Lionesses invece non importa che Pierre De Coubertin avesse preso ispirazione proprio da un inglese per coniare la famosa frase “L’importante non è vincere ma partecipare”. Phil Neville ha deciso infatti che le sue ragazze, avendo perso, non meritano il tour con il bus scoperto per le vie di Londra che rimarrà un privilegio dei turisti cinesi.

E in Italia? Va premesso che le aspettative su un successo azzurro erano decisamente più contenute rispetto a quelle della rappresentativa di Sua Maestà. In pratica prima dell’inizio del torneo, una vittoria dell’Italia era considerata più improbabile di un dentifricio approvato da dieci dentisti su dieci.

Quindi l’incredibile qualificazione ai Quarti di Finale, è risultata per il nostro Paese l’equivalente di una vittoria, come ha ricordato al Quirinale Sergio Mattarella, che ha accolto Sara Gama e compagne con lo sguardo di un nonno orgoglioso.

L’iniziativa del Presidente di premiare l’incredibile mondiale delle Azzurre, ha avuto un effetto domino sui sindaci dei comuni di orgine delle ragazze mondiali, facendo partire un tour estivo con più date del Jova Beach tour. Le tappe hanno toccato tutta la penisola: Bricherasio, Torretta, Tromello, Novate Milanese, Cerchio, Gorno, Zompitta, Vernassino e Trieste.

Tra targhe celebrative, mazzi di fiori, torte, sigilli trecenteschi e inaugurazioni di piste ciclabili, l’incredibile impatto positivo che queste giocatrici hanno avuto sulla società in cinque partite di pallone è evidente. Ragazze che fino ad un mese prima del Mondiale venivano identificate in paese dalla domanda “Di chi sei figlia?”, sono state accolte da centinaia di persone che ora sanno i loro nomi, cognomi e pure numeri di maglia.

È sempre importante ricordarsi da dove si viene, come ricorda Sara Gama quando urla alle sue compagne di squadra in triestino. Il problema, però, è che le nostre origini più remote si fondano nell’Impero Romano, quindi la prossima volta, oltre alle piscine di Tromello, non sarebbe male festeggiare al Circo Massimo. Alla fine sognare è lecito, vincere l’Europeo è cortesia.

Giulia Beghini

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