Dopo l’annuncio del presidente Gabriele Gravina, dell’avviamento di un progetto graduale teso al riconoscimento del professionismo nel calcio femminile, l’argomento è tornato di attualità dopo le parole di Ludovica Mantovani su L Football Magazine.

Il presidente della Divisione Calcio Femminile, in una intervista sulla nostra rivista, in tema di professionismo, tra finanziamenti Fifa, l’emendamento del senatore Nannicini, gli oltre 10 milioni stanziati dall’ultima legge di bilancio e i 700 mila euro della Figc, ha detto: “Dobbiamo fare chiarezza. I fondi Fifa per il calcio femminile, che si aggirano tra il 40-50% di quanto verrà dato alla Federazione, va suddiviso dal calcio di base alla massima serie perché il sistema deve essere sostenibile dalla base appunto. L’emendamento, invece, è rivolto a tutto lo sport femminile. Bisognerà capire come, in questi due anni, i fondi messi a disposizione potranno essere suddivisi, quali saranno per il calcio femminile e quali per altri sport, anche se non mi risulta si siano affacciate altre discipline”.

Infatti si parla molto di professionismo per il calcio femminile, ma altri sport di squadra, come basket e volley, sembrano non essere interessati, come ci conferma Ludovica Mantovani, che ha poi aggiunto: “Sarà per esempio strategico il confronto con il mondo della pallavolo, la disciplina che in Italia ha il più alto numero di tesserate e che negli ultimi anni a livello di Nazionale ha sempre ottenuto ottimi risultati”.

Tornando al percorso e alla data indicate da Gravina, il presidente Mantovani ha precisato: “Il fatto nuovo è quindi il Consiglio Federale che ha avallato una norma progettuale, ossia adesso abbiamo una data nella quale farci trovare pronti. Quando si fanno i calcoli, però, bisogna farli bene così come occorre stare attenti quando si fanno i paragoni con gli altri paesi europei. Occorre anche conoscere che tipo di tassazioni ci sono lì. In Italia parliamo di due anni di aiuti. Cosa succederà al terzo in termini di tassazione? Non partiamo comunque da una tabula rasa ma di un percorso già tracciato attraverso il sistema di licenze nazionali che abbiamo messo a punto”.

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