L’incubo delle calciatrici della nazionale giovanile che si spostano da un posto all’altro per sfuggire ai talebani

In Afghanistan ci sono ancora calciatrici che rischiano la vita. Sono le ragazze della Nazionale giovanile in fuga, insieme ai propri famigliari, per scappare dai talebani.

La scorsa settimana la Nazionale maggiore femminile Afghana ha lasciato il paese ed è riuscita a mettersi in salvo in Australia, ma ora a rischiare sono le più giovani.

Si tratta di un gruppo di 133 persone, di cui 26 calciatrici di età compresa tra i 14 e i 16 anni. Molte di loro non hanno nemmeno il passaporto per potersi imbarcare dall’aeroporto di Kabul. Lo scalo della capitale non è più sicuro come prima quando c’erano gli americani e le altre forze alleate a presidiarlo.

Crescono quindi gli sforzi per cercare di portarle fuori dall’Afghanistan. Al momento le ragazze si spostano da un posto all’altro senza preavviso nel disperato tentativo di sfuggire ai talebani. Prese di mira perché alle donne è vietato praticare sport.

“Sono solo ragazze incredibili che dovrebbero giocare nel cortile di casa, con i loro amici, e qui sono in una brutta situazione solo perche’ giocano a calcio”, ha detto Robert McCreary, ex capo di gabinetto del Congresso e funzionario della Casa Bianca sotto il presidente George W. Bush, che ha lavorato con le forze speciali in Afghanistan: “Dobbiamo fare tutto il possibile per proteggerle e per portarle in una situazione sicura”.

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