Lo “Stadio Internazionale” di Yokohama è cornice della seconda semifinale di giornata tra Svezia e Australia. Per le Matildas è una delle partite più importanti della sua storia, trampolino di lancio perfetto per il 2023, quando Australia e Nuova Zelanda ospiteranno la Coppa del Mondo. La Svezia, dal canto suo, sembra la grande favorita del Torneo Olimpico: ha vinto tutte le partite finora disputate, ha già battuto l’Australia ai gironi con un netto 4 a 2 e sembra nel complesso la squadra più attrezzata alla vittoria finale. Più in generale, l’Australia non ha mai battuto la Svezia in una partita ufficiale.

La formazione svedese è invariata rispetto al quarto di finale giocato contro il Giappone, mentre l’Australia, che viene da una partita al cardiopalma contro la Gran Bretagna nei 120 minuti, ha disposto un solo cambiamento: Chloe Logarzo per Aivi Luik. La direzione di gara è affidata all’arbitro honduregna Borjas.

Nella prima frazione di gioco, la Svezia non aggredisce la partita e consente alle australiane di organizzare un comodo possesso palla. Ma l’attacco svedese può infiammarsi da un momento all’altro e al minuto 24 Rolfo fa tremare la traversa con un bolide spaventoso. Dopo il brivido, l’Australia si ridesta e prende in mano il pallino del gioco. Al minuto 40, il destro di Kennedy da calcio piazzato costringe Lindahl ad allungare la traiettoria in angolo. Qualche minuto dopo, Sam Kerr incorna di testa con il pallone che sibila il palo e va sul fondo.

L’Australia conclude in crescendo, ma il secondo tempo è tutta un’altra storia. Al minuto 46, il tiro di Angeldal è deviato dalla retroguardia australiana costringendo Micah a fare marcia indietro e respingere il pallone sulla traversa. Sulla ribattuta si avventa Rolfo, che conclude splendidamente al volo per il vantaggio a tinte gialloblù. Le avversarie, colpite a freddo, devono reagire e si affidano al colpo di testa di Kerr, che anticipa Ilestedt ma non riesce a trovare l’angolo: presa comoda per Lindahl.

L’Australia prova ad aumentare i giri, mentre iniziano a farsi sentire il caldo, l’umidità e la stanchezza. Ad un quarto d’ora esatto dalla fine, Lindal deve intervenire sul destro tagliente ma leggibile di Catley. La Svezia si rintana e resiste a denti stretti, l’Australia inserisce la classe 2003 Fowler (già a segno contro la Gran Bretagna) per dare brio alla fase offensiva, ma non trova gli spazi giusti. Il tempo gioca a favore delle svedesi, che controllano e concedono alle australiane solo uno sterile possesso palla. Con la forza della disperazione, le Matildas si lanciano in avanti ma prestano il fianco alle ripartenze: al minuto 95, la bianconera Lina Hurtig, lanciata a rete contro Micah, è portata a terra dalla trattenuta di Carpenter. La signora Borjas non ha dubbi: è rosso diretto.

Si tratta del vero ultimo squillo di una partita giocata da ambo i lati sul filo del rasoio. Stavolta, la pressione si è fatta sentire anche da parte svedese, a riprova di una prestazione certo non brillantissima. Gerhardsson può però contare su straordinarie campionesse, capaci come oggi di risolvere la partita con una giocata improvvisa. Anche nella finale di giorno 6 contro Canada, la Svezia partirà quindi con i favori del pronostico.

L’Australia giocherà invece il giorno prima contro gli Stati Uniti per andare alla conquista della medaglia di bronzo. Dopo la rimonta alla Gran Bretagna, sembravano esserci i presupposti per una seconda impresa. Così non è stato, ma le Matildas sono in crescita e intendono scalzare le statunitensi dal podio olimpico.

Manfredi Maria Tuttoilmondo
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