Si potrebbe puntualizzare che, a causa della pandemia, Megan Rapinoe non avrebbe dovuto essere lì. Si potrebbe non condividere l’infrazione di quelle regole che le hanno permesso di occupare uno dei posti sugli spalti dedicati esclusivamente a giornalisti e fotografi. Ma pur mettendo in conto obiezioni più o meno legittime, e considerando comunque che Rapinoe proveniva da una “bolla” testata e assicurata, questo bacio che in un certo senso ha “chiuso” le Olimpiadi di Tokyo racconta una delle storie più belle che questi Giochi Olimpici ci hanno presentato.

Contro ogni aspettativa, la competizione che Tokyo ha portato in scena è stata paradossalmente unica nel suo genere. Dimostrazioni di sportività internazionale, legami umani che vanno oltre una nazionalità o una rivalità, manifestazioni di protesta, storie di rivincita, di affermazione di sé, di chiusure e nuovi inizi, sono tutti momenti e lezioni che i Giochi ci hanno offerto in poco meno di un mese e che in fin dei conti valgono molto di più di un podio e di un tris di metalli.

Ci è sembrato quindi quasi d’obbligo chiudere questa piccola rassegna in foto delle Olimpiadi con uno scatto che unisce due realtà sportive, un’immagine che esplode di umanità, romanticismo ed emozione.

L’ultimo impegno di Megan Rapinoe a Tokyo era stato portato a termine il 6 Agosto quando, a conclusione della finale tra la Nazionale canadese e quella svedese, aveva indossato accanto alle sue compagne la medaglia di bronzo. Si tratta certamente di una conquista ridimensionata rispetto agli obiettivi con cui la Nazionale statunitense era partita ma si è rivelata nel percorso un traguardo che permette alla Uswnt di ripartire e rinascere ancora una volta.

L’ultima gara per il torneo di basket femminile, invece, che vedeva sfidarsi per l’oro gli Stati Uniti e il Giappone, è stata disputata proprio in chiusura della competizione, l’8 Agosto. E la squadra americana era alle soglie della leggenda. È dalle Olimpiadi di Atlanta nel 1996 infatti che la Nazionale statunitense di basket femminile domina indisturbata nei Giochi Olimpici e Tokyo non è stata un’eccezione. Sue Bird però, accanto a Diana Taurasi, è diventata l’unica atleta ad aver conquistato cinque medaglie d’oro olimpiche consecutive per il basket americano.

La portata dell’epicità dell’evento era irripetibile. A 40 anni, le Olimpiadi di Tokyo potrebbero essere con ogni probabilità l’ultimo torneo internazionale per Sue Bird. E Megan Rapinoe non poteva non essere lì per lei.

In fondo, l’amore tra Rapinoe e Bird nasce proprio ai Giochi Olimpici, quelli di Rio nel 2016. Come la calciatrice racconta nella sua autobiografia “One Life”, il suo primo incontro con la cestista era avvenuto durante un photoshoot pre-olimpico. Ma fu proprio in seguito alla conclusione dei rispettivi tornei a Rio, che le due atlete iniziarono a ruotare con maggiore frequenza l’una nell’orbita dell’altra. Ma se Bird aveva appena conquistato il suo quarto oro olimpico, l’esperienza di Rapinoe nel 2016 era stata tutt’altro che positiva. Dopo la cocente sconfitta ai Quarti di finale contro la Nazionale svedese e in seguito alle fratture interne alla squadra, c’era solo un lato positivo che Rio poteva ancora offrirle: conoscere Sue Bird.

Seppure l’attrazione e la connessione immediata tra le due donne non passò inosservata alle persone più vicine, non fu prima della fine del 2016 che il legame divenne più stretto, a causa anche della precedente relazione di Rapinoe. Fu nel 2017 invece che Bird per la prima volta annunciò pubblicamente la sua identità sessuale, confermando anche la storia con la calciatrice, all’epoca nel mirino dell’opinione pubblica dopo essersi inginocchiata in supporto della protesta di Colin Kaerpernik.

Cinque anni dopo, Megan Rapinoe e Sue Bird sono alle ultime battute delle rispettive carriere sportive. Tra di loro ci sono sette medaglie olimpiche e sei coppe del mondo vinte. Ma insieme sono alle porte di una nuova fase della loro vita e della loro relazione, dopo aver annunciato nel 2020 il fidanzamento ufficiale.

Rapinoe ha raggiunto Bird per la finale a Tokyo perché era inconcepibile pensare a un momento tanto definitivo e catartico e viverlo a distanza. Il supporto della calciatrice è incondizionato, il modo in cui Bird è diventata per lei il più grande sostegno e la maggiore fonte di ispirazione è quasi utopistico nella sua purezza. Megan Rapinoe avrà aggirato un paio di regole per essere presente alla finale ma la dedizione nei confronti della sua compagna è assoluta, la voce rotta per l’emozione e le lacrime di gioia e orgoglio per i suoi successi sono sentimenti oggi quasi rari.

Il bacio tra Sue Bird e Megan Rapinoe è la cornice conclusiva migliore che queste Olimpiadi potessero donarci. Lo scatto che lo immortala profuma di rassicurante normalità eppure sembra una di quelle che foto destinate a diventare parte di una storia universale. I Giochi Olimpici di Tokyo ci lasciano in eredità momenti unici, insegnamenti umani, record sportivi memorabili. E come tutte le favole più belle, anche questa termina col bacio del vero amore.

Rita Ricchiuti
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