Sarà una finale in parte a sorpresa quella del torneo olimpico di calcio femminile di Tokyo 2020. Nelle semifinali il Canada ha battuto gli Stati Uniti, conquistando una finale dopo i tentativi andati a vuoto a Londra 2012 e Rio 2016.

Alla resa dei conti, che si giocherà venerdì 6 luglio alle 4.00 italiane, parteciperanno quindi le atlete che hanno dimostrato di essere le migliori di queste olimpiadi. Ma quali sono i campionati e i club nei quali queste calciatrici giocano quando non sono impegnate a conquistare medaglie olimpiche?

I campionati delle finaliste del torneo olimpico

Per la maggior parte, come facilmente prevedibile, le calciatrici svedesi militano nel campionato svedese, Damallsvenskan, e quelle canadesi nel campionato nordamericano, NWSL.

Come succede a scuola, è evidente anche se non dichiarato esplicitamente, che le calciatrici abbiano delle preferenze per alcuni campionati. Le svedesi ad esempio preferiscono giocare in Germania, Italia e Spagna, mentre le canadesi, forse anche per affinità linguistiche, hanno scelto più volentieri la Francia per giocare oltreoceano nella passata stagione. Altre valide alternative per le giocatrici della nazionale della foglia d’acero sono rappresentate dalle serie minori e universitarie nordamericane, come la NCAA Division I e la Women’s Premier Soccer League.

Interessante notare come nella finale dell’Olimpiade parteciperanno più giocatrici del campionato universitario americano che non della Serie A italiana.

Quello inglese è un po’ la Jennifer Aniston dei campionati di calcio, piace a tutti. Giocano infatti in WSL tre svedesi, Eriksson, Andersson e Musovic, e quattro canadesi, Leon, Zadorsky, Fleming e Beckie. La WSL è poi il campionato europeo, non direttamente coinvolto nella sfida per l’oro, che può vantare il maggior numero di finaliste olimpiche.

I club delle finaliste al torneo olimpico

Nonostante nei massimi campionati svedese e nordamericano ci sia lo stesso numero di giocatrici in termini di valori assoluti, la distribuzione delle atlete nei club è molto diversa nei due casi.

Il campionato svedese sarà infatti rappresentato nella finale olimpica solamente da tre squadre, le prime tre classificate nell’ultima stagione, ovvero il Rosengård, il Göteborg e l’Hammarby. Nel caso della NWSL invece sono ben otto le squadre rappresentate e, ad esclusione di Gotham FC e Portland Thorns, non sono formazioni che hanno concluso la stagione nelle prime posizioni della classifica. La squadra che vanta più finaliste nella propria rosa è, ad esempio, lo Huston Dash, con tre giocatrici, sesta classificata su dieci squadre nella scorsa stagione.

Questa differenza si riscontra anche osservando gli altri campionati europei. Vengono dalle prime due squadre classificate infatti le giocatrici di Frauen Bundesliga (Bayern Monaco e Wolfsburg) e D1 Fémenine (PSG e Lione). Anche nel caso della Serie A, l’attaccante svedese Lina Hurtig, unica rappresentante del campionato italiano, ha giocato la scorsa stagione nella Juventus, vincitrice dello scudetto 2020/2021.

Leggera eccezione fa la Spagna che è rappresentata da Asllani e Jakobsson per il Real Madrid, seconda classificata, e Lindahl per l’Atletico Madrid, che ha concluso la sua stagione al quarto posto. Ci ha comunque messo poco a rimediare il Barcellona, vincitore del campionato, che si è assicurato il talento svedese Fridolina Rölfo fino al 2023 nel mercato estivo.

Rimanendo nei campionati europei, sono due le squadre che possono già vantare almeno una vincitrice di un oro olimpico di questa edizione dei giochi. Sia Rosengård che Chelsea infatti hanno in rosa almeno un elemento per squadra e le Blues, con ben 4 giocatrici, sono il club di WSL con più finaliste.

Tranne chi si trova con un piede in due scarpe, si vedrà venerdì mattina chi tra il blocco atlantico franco-americano e quello mediterraneo-mitteleuropeo potrà svegliarsi, dopo la finale della nottata, con la consapevolezza di aver riconosciuto dei talenti e a chi rimarranno solo delle vistose occhiaie.

Giulia Beghini
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