La Svezia di Gerahrdsson non arresta la sua corsa e supera l’ostacolo Australia con uno spettacolare 4 a 2. Grandi protagoniste di giornata sono state Fridolina Rolfö, a segno con una doppietta, e Sofia Jakobsson, che ha invece confezionato due preziosissimi assist.

Da parte australiana, Samantha Kerr si è prima messa in mostra con due reti di testa, ma ha poi fallito l’occasione del possibile 3-3 facendosi respingere da Lindahl un calcio di rigore. Insomma, al Saitama Stadium 2002 è successo veramente di tutto.

Le scandinave hanno confermato il loro assetto tattico, un sostanzioso 4-2-3-1 con Lina Hurtig, attaccante della Juventus, e non Stina Blackstenius al centro dell’attacco. L’Australia si è invece affidata al suo robusto 3-4-3 con Van Egdom ed una non convincente Yallop in zona mediana.

Dopo i primi venti minuti di studio, durante i quali le australiane reggono bene il gioco delle svedesi con un pressing molto alto, le svedesi colpiscono al minuto 21 con un’azione ben manovrata sulla destra. Asllani serve la corrente Jakobsson, che dal fondo trova Rolfö con un cross basso. L’attaccante del Barcellona deve soltanto appoggiare in rete con l’interno destro per firmare il gol dell’1-0.

Nel momento migliore per la Svezia, con una ghiotta occasione mancata da Hurtig (34’), colpiscono invece le australiane: minuto 36, cross dalla trequarti di Simon, Eriksson si perde la marcatura e Kerr la punisce con un colpo di testa da distanza ravvicinata. Negli spogliatoi si va quindi sul punteggio di 1 a 1.

A giochi ripresi, l’Australia si accende di nuovo e firma al 46esimo la rete del sorpasso. L’azione si sviluppa tutta sulla sinistra, a partire dall’avanzata di Luik che serve Catley. L’esterna di centrocampo lancia con un bel lungolinea Foord, che accomoda un pallone semplice semplice per Kerr. L’attaccante del Chelsea deve soltanto spingere in rete di testa da due passi. La Svezia però si ridesta dopo pochissimi minuti e trova al 52’  la rete del nuovo pareggio. Angeldal riceve dal basso e serve in profondità Jakobsson.

L’attaccante del Bayern Monaco alza lo sguardo e vede l’inserimento di Hurtig. La bianconera non può fallire a porta vuota: il punteggio è ora sul 2 a 2. Qualche minuto dopo la traversa colpita da Seger dalla distanza (58’), la Svezia si riporta avanti con merito. Stavolta Rolfö si mette in proprio e dopo avere ricevuto un innocuo pallone da Angeldal si gira in un fazzoletto e scarica una bordata violentissima. Micah superata, 3 a 2 per la Svezia e doppietta per la blaugrana.

Al minuto 70, l’Australia avrebbe l’occasione di pareggiare per la sua seconda volta in partita. Dopo un contatto in area di rigore tra Foord e Angeldal, la signora Alves viene chiamata al VAR; dopo una lunga consultazione decide di assegnare il penalty. Kerr potrebbe andare per la tripletta, ma calcia centrale. Lindahl è strepitosa e respinge con il piede destro.

La Svezia capisce allora di dovere chiudere la partita e si affida, ancora una volta, alle sue calciatrici di maggiore qualità. Al minuto 82, Asllani crossa meravigliosamente dalla sinistra al centro dell’area di rigore; Blackstenius, entrata poco prima per Hurtig, angola di testa e chiude i giochi. Si tratta della terza rete olimpica per l’attaccante dell’Häcken.

Sul finale di gara, Kerr avrebbe un’altra grande occasione, stavolta per riaprire la pratica, ma forse perché demoralizzata dal rigore sbagliato si lascia nuovamente ipnotizzare da Lindahl (86’). L’unica nota stonata della giornata svedese è l’intervento di Kennedy sul piede di Blackstenius a partita praticamente finita, esattamente al quinto minuto di recupero. L’attaccante numero 11 ha dovuto chiedere l’intervento dello staff medico, che ha poi provveduto a fasciare l’arto della calciatrice, accompagnata fuori dal campo mentre zoppicava. Ad ogni modo, l’intervento di Kennedy meritava l’espulsione ed è surreale che il VAR abbia deciso di non intervenire.

Al termine dei 6’ di recupero, la signora Alves ha chiuso le ostilità. La Svezia vince 4 a 2 e balza in testa al Gruppo G con 6 punti, mentre l’Australia resta ferma a 3. A seguire, dalle ore 13.30 presso lo stesso Saitama Stadium, si giocherà invece Nuova Zelanda – USA. Le americane devono rifarsi dopo il 3 a 0 incassato dalle svedesi: con un risultato positivo raggiungerebbero l’Australia al secondo posto.

Manfredi Maria Tuttoilmondo
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