Sin dagli inizi della sua carriera, Elisa Donda ha sempre vestito la maglia gialloblu del Tavagnacco. Di ruolo difensore, precisamente terzino destro e sinistro, Donda è una classe 2001 con grande talento e determinazione.

Abbiamo avuto il piacere di intervistarla in esclusiva, parlando di calcio ma non solo.

Ciao Elisa, partiamo dagli studi. Sappiamo che sei appena entrata all’Università.

“Sì, sono al primo anno di Scienze Tecniche del Turismo Culturale dell’Università di Udine. Avendo frequentato alle superiori l’Istituto tecnico a indirizzo turistico, in pratica, ho avuto modo di continuare un certo tipo di percorso”.

Come si gestisce il tempo da dedicare allo studio con le partite e gli allenamenti?

“Quest’anno mi è andata abbastanza bene. Nella sfortuna di dovere fare didattica online, seguire le lezioni era molto più semplice e veloce. Non è stato così pesante quest’anno: avevo le lezioni di mattina mentre di pomeriggio andavo ad allenarmi. Forse non è stato semplice gestire il periodo dicembre-gennaio, quando affrontavo i miei primi esami e dovevo ancora capire come gestire le cose. Però è andato tutto bene, sono molto contenta. Per l’anno prossimo seguire in presenza non sarà comunque un problema: l’Univesità dista poco da casa mia”.

Parliamo adesso della tua carriera. Sin dalle giovanili, hai sempre vestito la maglia del Tavagnacco. Anche quest’anno resterai in Friuli?

“Sì, mi trovo bene a Tavagnacco. Sono felice qui, perché conosco benissimo l’ambiente e la dirigenza. Nei vari anni, mi sono sempre trovata bene con tutte le nostre ragazze. Purtroppo, non ho ancora avuto la possibilità di conoscere le nostre due nuove compagne Sciberras e Rossi. Ad ogni modo, le vedrò già la prossima settimana non appena inizieremo il nostro ritiro”.

Qual è il programma del vostro ritiro pre-stagionale?

“Inizieremo precisamente giorno 27 e andremo un paio di giorni in una località di montagna qui in Friuli. Poi, torneremo a Tavagnacco per cominciare la preparazione sul campo”.

Intanto è tempo di calciomercato. Hai seguito le trattative del campionato di Serie B? Ti ha sorpreso qualche trasferimento in particolare?

“Ho seguito un po’ sui social e sulle varie applicazioni. Comunque, finora ho visto solo tanti trasferimenti da una squadra all’altra ma nessun colpo veramente eclatante”.

Chi parte allora da favorita per il prossimo campionato di Serie B?

“Metterei il Como, che era già una squadra forte e che sta facendo un buon mercato. In lizza ci sono anche Brescia e sicuramente le retrocesse Pink Bari e San Marino, che hanno un occhio di riguardo. Tra le neopromosse sarà bene fare attenzione alla Torres.”

E il Tavagnacco?

“Anche noi partiamo fra le prime che ti dicevo. Sarà un campionato molto equilibrato e un po’ tutte le squadre potranno giocarsi il primo posto. Vedremo una Serie B molto simile all’anno scorso, con tante squadre raccolte nel giro di pochi punti”.

Parlando della stagione scorsa, avete qualche rimpianto per la mancata promozione in Serie A?

“Non avevamo l’obiettivo dichiarato di risalire nella massima serie dopo appena un anno. Però eravamo a pochi punti dalla promozione fino a cinque giornate dalla fine. Abbiamo poi avuto uno scivolone e ci è sfuggita la Serie A. Non dico che l’abbiamo buttata via, ma sicuramente del rammarico c’è. Poteva andare diversamente, perché abbiamo fatto davvero una bella stagione”.

Serie A che dalla stagione 2022-23 vorrà dire professionismo. Credi possa significare una svolta importante?

“Il professionismo è sicuramente importante. Certo, bisognerà applicarlo gradualmente, al di là del grande entusiasmo di quando era uscita fuori la notizia. Servirà fare tutto con calma, per evitare di far male le cose e dovere tornare al punto di partenza. La certezza è che sarà più difficile salire in Serie A, perché solo una squadra potrà centrare la promozione”.

E in Serie A hai avuto la possibilità di esordire e giocare già da giovanissima. Quali ricordi ti porti dietro di quell’esperienza?

“Ho esordito in Serie A quando avevo 16 anni, parliamo di quattro anni fa ormai: giocavamo quel giorno contro il Como. Ricordo poi altre partite molto importanti per me: la prima da titolare contro l’Atalanta Mozzanica e la possibilità di affrontare grandi squadre come Juventus e Milan e le loro grandi calciatrici”.

Alla fine dell’anno prossimo si disputeranno gli Europei, che vedranno protagonista anche l’Italia. Credi possa far bene?

“Abbiamo sicuramente una bella squadra. Certo, paradossalmente gli Europei possono perfino essere più difficili dei Mondiali, ma potremo indubbiamente dire la nostra”.

In passato, hai avuto modo di vestire la maglia azzurra con le giovanili. Quali erano le tue sensazioni?

“Giocare in Nazionale è sempre una grande esperienza. Più in particolare, qualche anno fa ho fatto l’U17 e un Europeo in Lituania, poi anche qualche presenza nell’U19. Mi piacerebbe adesso potere entrare nell’U23, sarebbe un bel traguardo”.

Per chiudere la nostra chiacchierata, volevo chiederti delle tue ambizioni per il futuro. Ti sei posta degli obiettivi ben precisi? Hai anche dei sogni nel cassetto?

“Sicuramente c’è il calcio: sarà pure complicato, ma vorrei renderlo un lavoro. Mi sono poi iscritta all’Università per avere un piano B e potere riservarmi una prospettiva al di fuori dello sport. D’altronde, il mondo del turismo mi interessa parecchio e non mi dispiacerebbe trovare un impiego in quest’ambito”.

Si ringrazia la calciatrice la società per la disponibilità e la concessione del materiale fotografico.

Manfredi Maria Tuttoilmondo
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