Arrivati ormai a metà giugno, un po’ per il caldo e gli stagionali consigli dei tg di rete quattro rivolti agli anziani, un po’ per quella voglia di baby pensioni, Bertolini decide di rivedere il suo undici titolare.

Al tacito grido di ricambio generazionale o muerte, la ct fa esordire in una sola partita così tante giocatrici che, verso la fine della ripresa, pure qualche raccattapalle stava iniziando a scaldarsi.

Altre due note a margine di questa ultima amichevole prima delle vacanze estive. Per prima cosa, il clamoroso stato di forma con cui la Roma è arrivata a fine stagione, reso chiaro a fine partita dal fatto che gol, assist, case, libri, auto, viaggi e fogli di giornale siano stati tutti firmati SPQR. Ultimo, ma non meno irritante, il trombettista, probabilmente evaso da una prigione per disturbatori della quiete pubblica, che ha cercato di suonare la carica all’Austria per tutta la partita, al quale anche Radetzky avrebbe fatto orecchie da mercante.

Schroffenegger – voto: Set. Se chiamassero Schwarzenegger Schwarzi, forse anche lui sembrerebbe poco pericoloso. Schroffenegger invece ride in faccia al pericolo, come dimostra il calcio in faccia che si prende nella ripresa, simpatico come un volo Ryanair con scalo a Minsk. Si lascia solo scappare un pallone sul quale rimedia poi Lenzini, ma nel complesso, tra qualche tuffo acrobatico e qualche urlata alle retrovie, la sua prestazione mette paura solo alle avversarie. #Saròbrev

Serturini – voto: alto fragile. Se gli esseri umani avessero la stessa fisiologia del ragù, Serturini sarebbe da congelare con questo stato di forma fuori dal comune, per poi scongelarla direttamente la settimana prima dell’Europeo. Con la difesa a tre, in fase di non possesso arretra nelle retrovie per supportare le compagne, trovandosi quindi a dover partire praticamente dall’Ungheria in caso di contropiede. Peccato per quel tiro da fuori che si è sfracellato sulla traversa facendola tremare come Sarajevo nel 1914. #lungaconservazione

Tortelli – voto: 7€ primo e contorno. In occasione del primo gol non riesce ad arginare Billa. Ma sarebbe stato difficile per chiunque mettere un freno a una giocatrice che si chiama contemporaneamente come una catena di supermercati e come un thriller d’azione in lingua telugu del 2009. Nel complesso tortelli bene, ma pure co du spaghi non c’era da lamentarsi. #pastocompleto

Linari – voto: vabbe dai facciamo 7. Elena Linari è una di quelle classiche persone con le quali fai fatica a litigare. Fa due uscite, soprattutto quella che da poi il là al primo gol austriaco, discutibili come la moda dei cappellini ricamati all’uncinetto. Ma non fa neanche in tempo a finire la partita, che si è già fatta perdonare mettendo a segno il rigore procurato da Bonfantini. #bravaragazza

Lenzini – voto: 23.30. Su un pallone che sfugge dalle mani di Schroffenegger e molto vicino all’essere messo in porta da Billa, ci mette una pezza. Il suo intervento è così impressionante che Rai Due le propone la conduzione di “Una pezza di Lenzini”, programma satirico in seconda serata per commentare i peggiori interventi difensivi dell’Europeo in corso. #ironiadellasorte

Soffia – voto: 10. All’ennesima polemica dell’opinione pubblica sui giovani che non sono responsabili, la giocatrice classe 2000 ha deciso di diventare responsabile di un tiro al volo che ha sfondato la rete e di un gol direttamente da bordo campo. Giusto per sottolineare come, tra chi parla e chi fa, passa spesso la stessa differenza che c’è tra Tintoretto e un madonnaro di Bitonto. #zittiebuoni

Glionna – voto: 99ers. Con l’ingresso in campo di Agnese Bonfantini, Glionna si trova tra gli elementi che compongono un attacco composto solo da elementi della classe 1999. Certo, schierare contro l’Austria le ragazze del ’99 fa molto 1917, ma Glionna fa una partita pacifica, forse anche troppo, senza gocce che fanno traboccare vasi. #peaceandlove

Caruso – voto: non ci sono più quelli di una volta. Caruso è come Benjamin Button, giovane età anagrafica e anzianità sul campo che convivono allegramente. Dei giovani ha la foga con cui si lancia in ogni contrasto e degli anziani ha quella tenacia di continuare brontolando fino a quando la disputa non finisce con lei che ha il pallone tra i piedi. #spallettaregolare

Bellucci – voto: 7 per l’impegno. L’esordio in Nazionale con il 10 sulle spalle è un po’ come la polenta al pranzo di ferragosto, in pochi la riescono a gestire. Riesce a recuperare e gestire un buon numero di palloni, ma con qualche imprecisione qua e là, complice sicuramente il fatto che erano i primi 45 minuti ufficiali giocati insieme da questa squadra. Nessuna sorpresa che a centrocampo il gioco sia un po’ uno spezzatino. #mezzogiornodifuoco

Cantore – voto: tris. Si ricompone nel match contro l’Austria il trio meraviglia Glionna-Cantore-Caruso. Sono tre ragazze bellissime, tre giocatrici furbissime, tre atlete abilissime, molto sveglie agilissime. Con astuzia e perizia, ed unendo sempre un poco di furbizia, riescon sempre a fuggire e nel nulla sparire, anche se questo forse non era proprio l’obiettivo di Bertolini per questo trio compatto. Cantore si perde un po’ la marcatura sul secondo gol austriaco e non riesce ad essere molto incisiva in attacco, complice anche la scarsità di palloni buoni arrivati dalle sue parti. Per i gol di rapina bisognerà aspettare le prossime puntate. #O-o-O-occhidigatto

Pirone – voto: +18. Una rimpatriata in azzurro dopo tanto tempo la sua, che sa tanto da pizza di classe, ma con la classe sbagliata. Trovarsi in campo con modulo inedito, squadra giovane alle spalle e maglia della nazionale addosso, fa sembrare il tutto proprio uno di quei momenti nella vita in cui ti rendi conto che servirebbe un adulto a gestire la situazione, ma quell’adulto sei tu. Ci ha provato infatti Pirone a mobilitare un attacco che, nonostante i tre gol, è ancora un po’ macchinoso nei movimenti. Recupera dei palloni portando avanti un pressing spesso in solitaria che non passa inosservato e dal quale nascono alcune delle più pericolose ripartenze azzurre. #magistrale

Giugliano – voto: 1 al dì dopo i pasti. Manuela Giugliano è per il giro palla azzurro quello che la cardioaspirina è per la circolazione degli ultraottantenni: un efficace fluidificante. Si va infatti a prendere la palla in difesa e la consegna sui piedi degli attaccanti, rendendo molto meno frammentato il gioco delle azzurre. Unico effetto collaterale qualche tirata di maglia e un cartellino giallo. #leggereattentamenteilfogliettoillustrativo

Bonfantini – voto: stellato. Se mai gli Studios hollywoodiani decidessero di girare un altro film con Alex Morgan, Bonfantini potrebbe tranquillamente fare la controfigura dell’americana. Figli a carico a parte, oltre alla coda di cavallo, sembra avere lo stesso talento della statunitense nell’entrare e risolvere le partite. Mette piede in campo al 61′, dopo un quarto d’ora di ambientamento, al 76′ fa sparire la palla davanti al difensore, si prende un rigore, l’Italia lo segna e vince. #stunt

Merlo – voto: 2 ruote motrici. Alla prima gara nella Nazionale degli adulti, si muove già senza le rotelline, mettendo anzi i bastoni tra le ruote delle austriache, con un paio di ottimi anticipi in fase difensiva. In fase di impostazione, invece, preferisce lasciare da parte il gioco di fino e si lancia sulla fascia destra con l’irruenza di una mietitrebbia della bassa lodigiana. #nascecrescecorre

Filangeri – voto: ci 6? . Fa il suo esordio in Nazionale entrando al 79′ al posto di Soffia ma, per fortuna delle Azzurre, viene coinvolta nel gioco come gli sfondi diversi dalle librerie in un anno di call su Zoom: molto sporadicamente. Nell’ultima parte della ripresa, infatti, l’Austria non impensierisce l’Italia, che riesce agilmente a trincerare le avversarie nella loro metà campo. #Filatuttoliscio

Prugna – voto: S. Altro esordio, altro regalo. Subentra a Serturini a dieci minuti dalla fine, giusto il tempo di andarsene via in mezzo a due austriache a centrocampo. D’altronde la differenza di pronuncia tra chicane e shecan dalle parti di Pisa non esiste. #listenandrepeat

Bertolini – voto: 117 d.C. Con l’arrivo dell’ennesima perturbazione subsahariana, Bertolini ha deciso di lasciare in montagna a prendere il fresco le azzurre più d’esperienza, e di portare in colonia le giovani. Un’ulteriore conferma del fatto che, dietro quel sorrisino pacato con cui risponde alle interviste post partita, si nasconde una allenatrice che sa benissimo quanto Londra sia vicina al Vallo di Adriano. #feelthelovegeneration

Giulia Beghini
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Foto ÖFB-Elf