Leigh Nicol e altre 33 donne contro il gigante del porno per la diffusione di video privati

Leigh Nicol, calciatrice scozzese del Crystal Palace, ha denunciato Pornhub, il più grande sito porno al mondo, per danni morali e di immagine.

Il portale, di proprietà della holding MindGeek, ha ricevuto una denuncia per aver pubblicato video e contenuti a sfondo sessuale, che riguardano la giocatrice, senza il averne il consenso.

Leigh Nicol, 25enne, non è la sola donna ad aver intrapreso questa azione legale. Sono infatti 33 le donne, oltre alla calciatrice, che hanno denunciato il colosso del porno per la pubblicazione di video a loro insaputa.

Il video incriminato che riguarda Nicol risale al 2014, allora la calciatrice era da poco maggiorenne, che la riprende in un rapporto sessuale. Il video destinato a una fruizione privata era finito in rete per effetto di un attacco hacker del 2019.

Il viso della centrocampisrta era ben visibile nei video pertanto è stato riconosciuta e come conseguenza ha dovuto chiudere i suoi profili social. È stato l’inizio di un calvario, un episodio che la calciatrice ricorda così: “Ha rovinato la mia vita, ha ucciso la mia personalità, ha prosciugato tutta la mia felicità. Ci sono voluti quasi due anni di vergogna, depressione, ansia, pensieri orrendi, pubblico imbarazzo e ne porto ancora le cicatrici”.

Leigh Nicol ha inviato numerose email a Pornhub per far rimuovere il contenuto incriminato ma ricevendo solo risposte automatiche.
Il video è stato rimosso solo dopo dverso tempo ma le immagini erano già state viste e anche scaricate da molte persone nella rete.

La società MindGeek si difende sostenendo che le accuse sono “totalmente assurde” e “categoricamente false”.

Quattordici delle trentaquattro donne che hanno denunciato, erano minorenni all’epoca dei fatti. In alcuni casi si tratta di abusi ma anche di stupri, come riporta il Corriere della Sera.

Gli avvocati delle donne sostengono che Pornhub ha approfittato dei video caricati dai fidanzati o da molestatori a loro insaputa. In pratica i video sono stati caricati senza che le donne riprese avessero dato il proprio consenso. Per questo motivo, chiedono il risarcimento alla società che controlla Pornhub per i danni subìti.

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