Heather O’Reilly l’aveva visto arrivare. Lo si leggeva nel suo sguardo consapevole, nel sorriso compiaciuto di chi sapeva che stava per mettere a segno un gol tanto atteso. O’Reilly ha aspettato che Alexi Lalas toccasse la palla con le mani in area per poi arrivare sul dischetto e calciare davanti a una porta indifesa.

È successo ieri, nel pre-partita di Fox Sports 1, spazio televisivo che precede solitamente le gare della Nazionale Femminile Statunitense. Il programma è da tempo ormai co-condotto proprio da Heather O’Reilly, due volte vincitrice di un oro olimpico e campionessa mondiale nel 2015, e Alexi Lalas, ex calciatore statunitense che ha militato anche nel Padova senza particolare successo.

Nonostante già diverse volte in passato Lalas abbia dato prova della sua precaria conoscenza del calcio femminile e soprattutto della Uswnt, sentenziando liberamente ma senza cognizione, la sua presenza nel programma pre-partita appare ancora inamovibile. Ma quando, nell’attesa del calcio d’inizio dell’amichevole tra USA e Portogallo, Lalas ha insinuato che la squadra americana potesse o dovesse “sorvolare” l’impegno imminente alle Olimpiadi di Tokyo in favore dei prossimi Mondiali, O’Reilly ha ricordato in diretta nazionale chi effettivamente ha permesso agli Stati Uniti di eccellere per la prima volta nel calcio.

Lex, questo è ciò che direbbe un uomo che non ha mai vinto una medaglia d’oro alle Olimpiadi. O’Reilly è letale. Ma a conti fatti onesta: non c’è una medaglia olimpica o una Coppa del Mondo nel palmares di Lalas, né della Nazionale Statunitense Maschile. Ma soprattutto ciò che manca alla visione di Lalas e di molti suoi colleghi è la resilienza della Uswnt, è la mentalità di una squadra che fin dal principio non ha mai giocato per competere ma per eccellere.

Le atlete della Uswnt hanno viaggiato con mezzi approssimativi, alloggiato in alberghi con stelle di cartone e “fauna locale” nelle stanze, hanno giocato su terreni artificiali che ustionavano la pelle, si sono allenate su campi che hanno messo a rischio le loro carriere. E nonostante tutto, sono scese in campo e hanno vinto, volta dopo volta, sfida dopo sfida.

Ciò che Alexi Lalas non può capire è la determinazione di un gruppo di calciatrici che tornavano a casa di cattivo umore quando perdevano la partita interna in allenamento, atlete talmente competitive che Jill Ellis doveva trattenerle dall’andare in tackle l’una sull’altra in fase di preparazione. I gol all’ultimo minuto, le vittorie strappate nel recupero, non è stata mai fortuna quella della Uswnt, è il risultato di un lavoro reiterato quasi meccanicamente fino allo sfinimento, è la mentalità di chi non smette di aggredire anche oltre il punto di rottura.

Nelle conoscenze, nelle parole, nella preparazione, nelle prestazioni in campo, ogni singolo dettaglio del lavoro della Uswnt concorre per plasmare materialmente l’ideologia di una squadra che non mette in conto la possibilità di perdere anche al limite dell’evidenza.

E nessun opinionista o commentatore sportivo che meriti un posto nella discussione del calcio femminile e soprattutto di quello statunitense potrebbe mai mettere in dubbio la concentrazione e la totale dedizione con cui la Uswnt affronterà le prossime Olimpiadi, indipendentemente dal risultato. Parliamo di una squadra che ha raggiunto le più esorbitanti vittorie dopo le più cocenti sconfitte e quei rigori contro la Nazionale Svedese del 2016 pesano ancora sul palmares regale della Nazionale.

Quasi poi come una dimostrazione della sua precaria conoscenza della Uswnt, Alexi Lalas ha dubitato anche della presenza titolare di Christen Press in formazione. Nella partita contro la Nazionale Portoghese, la Uswnt ha strappato la vittoria per una rete a zero con gol di Samantha Mewis e assist di Christen Press su calcio d’angolo. Il corner vincente era il primo calciato da Press dopo una serie di tentativi falliti in precedenza da Megan Rapinoe e Tierna Davidson. Press è stata poi considerata la migliore in campo nonostante non sia al momento attiva con alcuna squadra di club.

Anche nel caso del giudizio su Christen Press, O’Reilly ha contrastato Lalas pretendendo per l’ex compagna di squadra il rispetto che le sue perfomance e la sua autorità di atleta vincente meritano.

Heather O’Reilly, conosciuta universalmente con il nomignolo “HAO”, è famosa per il suo spirito solare e l’atteggiamento esilarante ma resta ben poco da ridere di fronte all’ennesima dimostrazione di sfacciata ignoranza. Già nel 2019, dopo aver portato a casa la seconda Coppa del Mondo consecutiva e aver dominato la competizione contro le Nazionali più forti, la Uswnt affrontò un processo “morale” dalla stessa Federazione Calcio Statunitense per “mancanza di sportività”. Anche all’epoca O’Reilly ricordò a tutti quanto quelle donne che avevano appena portato onore alla USSF fossero un esempio di fiducia in se stesse, coraggio e sportività.

Nella partita disputata contro la Nazionale Portoghese, la Uswnt ha vinto ancora, con un gol, con difficoltà, con un approccio differente e sperimentale, ma ha vinto. E la rete più bella è stata messa a segno anche prima del fischio d’inizio da Heather O’Reilly.

Per leggere l’intervista esclusiva realizzata da L Football con O’Reilly clicca qui.

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