Primo posto in classifica in NWSL, Alex Morgan miglior marcatrice con quattro gol consecutivi e una rosa emblema dell’amore in tutte le sue più colorate sfumature, l’Orlando Pride ha più di una ragione per festeggiare al momento.

L’intera squadra ha scelto quindi di riunire tutte queste ragioni nella festa di addio al nubilato di Brittany Wilson, terzo portiere del Pride e prossima alle nozze.

Nei primi giorni del Pride Month, le calciatrici dell’Orlando hanno abbracciato senza riserve l’identità più autentica della squadra a partire dal nome, organizzando per Wilson un party che si è rivelato un’esplosione di colori, costumi, parrucche eccentriche, bingo e karaoke.

Confermando una splendida sintonia di gruppo che è alla base del successo della squadra in campo in questa prima fase di campionato, l’intera rosa ha partecipato alla festa, ne ha sposato l’esilarante estrosità, ha condiviso l’ennesimo momento di felicità individuale come un traguardo per tutta la collettività.

Le mamme della squadra hanno smesso per una sera i panni di genitrici e di atlete di successo per dare libero sfogo alla fantasia, al divertimento e al tripudio caleidoscopico dello spirito del pride. Sydney Leroux ha presentato il suo alter ego “Daizy with a Z” mentre Ashlyn Harris e Ali Krieger si sono confermate ancora una volta icone di stile di coppia.

Alex Morgan al limite della riconoscibilità ha scambiato con piacere il suo look solitamente extra glamour con un outfit più “aggressivo” e bizzarro che ha saputo comunque rendere fashion e rock.

Chelsee Washington ha distribuito bracciali fosforescenti e luminosi a tutta la squadra ma nessuna è apparsa entusiasta del regalo tanto quanto Taylor Kornieck, come testimoniato dalle instastories di Leroux. Erin McLeod ha svestito i guanti ma ha comunque preso le redini della serata quando si è giunti al karaoke, dimostrando talenti alternativi.

La festa di addio al nubilato di Wilson si è rivelata, a giudicare dalle testimonianze social, un trionfo di libertà, spirito di squadra ed esaltazione delle differenze. Tra momenti di ordinaria “follia” e picchi di adorabile eccentricità, l’Orlando Pride ha condiviso una serata di incondizionata serenità facendo divertire in fondo anche noi spettatori dall’altra parte dei social network.