La scorsa settimana Rick Riordan, autore degli omonimi romanzi, ha annunciato via Twitter l’approdo di Percy Jackson su Disney +. Percy, al secolo Perseus Jackson, è un ragazzino americano che ha accompagnato le giornate di molti coetanei nella prima decade del duemila, tra centauri che insegnavano Latino e eroismo da semidio. Quella in arrivo è una serie TV live action, secondo l’idea originale da sviluppare in cinque stagioni, che riprenderà il filo partendo da ‘‘Il ladro di fulmini’’, primo libro della saga. Più che quelle divine, le leggi che oggi comandano sono quelle del mercato, la concorrenza, la competitività, ecco perché Tim Vision dovrebbe cercare una risposta ed ecco perché gliela abbiamo trovata noi: sabato alle 12:30, per l’ultima giornata di serie A, andranno in scena San Marino Academy – Fiorentina e Napoli – Roma, in contemporanea, con le azzurre che hanno un solo punto di vantaggio sulle rivali. ‘‘Titani vs. Partenope: si salvi chi può’’, non live action ma live e basta. 

Una volta c’erano i Titani, le forze primordiali del cosmo, quelle presenti ancora prima dell’intervento ordinatore degli dei dell’Olimpo, i poteri forti ante litteram. A loro si deve la la leggendaria nascita del monte Titano, la casa del San Marino Academy. Pare che un giorno, come gigantesche figure antropomorfe, decisero di tentare un assalto ai loro predecessori costruendo con grossi massi una sorta di scala per raggiungere il cielo divino. Un golpe sventato dalla rabbia di Zeus che li fece precipitare rovinosamente sulla terra lasciando solo un monte, una delle cime più famose dell’appennino tosco – romagnolo. 

Dall’altra parte Partenope, una ‘‘delle Sirene, che tutti gli uomini incantano’’ stando a quanto scriveva Omero. L’astuto Ulisse, legato all’albero maestro della nave per non privarsi del melodioso canto ma non trovare disgrazia, conobbe l’ammaliante sirena che si avvicinò a lui innamorandosi nel tempo di uno sguardo per poi morirne subito dopo, con la fine sui fondali marini. Leggenda vuole che le correnti trascinarono Partenope nei pressi degli scogli di Megaride, dove oggi spadroneggia Castel dell’Ovo, e dove fu trovata da alcuni pescatori. Negli anni poi le persone iniziarono a venerarla quasi fosse una dea e, tuttora, la si pensa con il capo appoggiato a Capodimonte e i piedi, o meglio la coda, verso Posillipo.  

©NapoliFemminile

In storia meriterebbero la promozione entrambe le formazioni e probabilmente anche in campo. I percorsi sono stati diversi, i momenti di maggior forma e lucidità si sono alternati durante tutto il campionato, ma le due squadre hanno collezionato rispettivamente 12 e 13 punti, un bottino simile ma anche un centimetro arrivati a questo punto fa la differenza. All’andata il pareggio a reti inviolate, con il retrogusto di Novantesimo Minuto, aveva più o meno fotografato la situazione ma l’ultimo scontro diretto, con la cinquina a firma azzurra, ha rimesso l’imprevedibilità al centro del villaggio. Più prolifico, proprio di cinque reti, appare l’attacco del Napoli e più solida la difesa interpretando i numeri ma le avversarie che dell’ultimo atto non sono certo agili colline da scalare.

Anche se la Fiorentina e la Roma non hanno granché da chiedere al campionato, con le giallorosse che, in verità, hanno nella finale di Coppa Italia imminente sicuramente un fattore di distrazione, le rose, sulla carta , fanno dolo sicuramente degli scomodi clienti. Si tratta di un gioco di dettagli come, ad esempio, quello che fa della Florentia l’illustre vittima delle due squadre, insieme alla Pink Bari, protagonista della sfida salvezza ai nastri di partenza. I tempi del verdetto sono ormai maturi: per il Napoli, con un piede oltra la linea, la speranza è quella di brevettare la cura Pistolesi; il San Marino, non certo domo e con determinazione, si prepara all’ultima gara ma sa già che, comunque andrà, dovrà salutare Conte, che mai come quest’anno è sinonimo di cambiamento.

Marialaura Scatena

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