“Si può dare di più” recita la canzone vincitrice del Festival di Sanremo del 1987, interpretata dal trio composta da Gianni Morandi, Enrico Ruggeri e Umberto Tozzi. È questa la sensazione del giorno successivo alla finale di Coppa Italia Tim Vision tra AS Roma e AC Milan. Perché il primo appuntamento dello sport femminile riaperto al pubblico causa pandemia meritava una cornice di pubblico più numerosa.

Teatro della partita il Mapei Stadium di Reggio Emilia, per intenderci lo stesso impianto dove solo una decina di giorni prima si era disputata la finale di Coppa Italia maschile tra Atalanta e Juventus. Identica la disponibilità dei posti in tribuna: 4.300 spettatori ossia il 20% della capienza dello stadio.

Ebbene, i tagliandi emessi per la finale, poi vinta dall’AS Roma solo ai calci di rigore (Il primo trofeo della giovane storia della società giallorossa), sono stati solo 1.400.

Tante le motivazioni della scarsa affluenza del pubblico in tribuna.

Troppo tardi è arrivata l’ordinanza con la deroga da parte del ministro della salute Roberto Speranza per posticipare l’inizio del coprifuoco alle ore 24 per i tifosi presenti allo stadio. Troppo presto, invece, la scadenza per garantirsi un tagliando di ingresso (gratuito), il giovedì precedente all’incontro. Non solo, il gazebo per poter fare il tampone il giorno stesso della partita davanti allo stadio è rimasto solo fino alle ore 13 con l’orario del calcio d’inizio fissato alle 20,30.

Poche le squadre giovanili coinvolte (presenti da Reggio Emilia e da Bergamo, per esempio), pochi e con pochi rappresentanti i club di tifosi delle due società protagoniste. “Si poteva dare di più”: aiutare i tifosi con i tamponi richiesti entro le 48 ore prima dall’inizio della partita e, perché no, organizzare dei pullman per garantire un’andata e ritorno in giornata, anche se a notte fonda.

“Si poteva dare di più” pure nella città sede dell’evento. All’arrivo in stazione, infatti, il taxista che ci ha portato in albergo ha tenuto a farci notare che la finale di Coppa Italia si era già svolta giorni prima e noi eravamo in colpevole ritardo. Non aveva idea che la versione al femminile si sarebbe svolta di lì a poche ore dal nostro tragitto, proprio nel medesimo stadio. Semplice intuirne il motivo. A Reggio Emilia non abbiamo incontrato una sola affissione che promuovesse la sfida.

La lezione della promozione che aveva messo a punto la Juventus in occasione della prima volta del calcio femminile all’Allianz Stadium per la sfida tra le bianconere e la Fiorentina con oltre 40.000 spettatori in tribuna, purtroppo, non ha ancora fatto scuola.

Lo spot femminile non solo il calcio, meritava di più “senza essere eroi”.

Tiziana Pikler
© RIPRODUZIONE RISERVATA