Nel mondo del calcio ha assunto grande importanza la “Match Analysis”.
L Football amplia le sue attività editoriali attraverso una serie di articoli legati alla post-game analysis. Si parte con Juventus Women – Napoli Femminile di Serie A femminile.

Avendo battuto il Napoli per 2 a 0, la Juventus si è confermata per la quarta volta consecutiva Campione d’Italia con due giornate d’anticipo. Un campionato eccezionale per le juventine di coach Guarino con 20 partite disputate e 20 vittorie portate a casa con una media sorprendente di 3,45 gol a partita. Infatti, in queste venti giornate, la squadra ha segnato 69 reti e ne ha subito solamente 10.

La Juventus è una squadra che fa tantissimo possesso palla, una media del 58% a partita e che fa della precisione nei passaggi la sua arma vincete (80,7% di passaggi riusciti).

Nell’analizzare il match con il Napoli, si vede che la Juventus ha preferito utilizzare il modulo 1-4-4-2 con in attacco il duo Girelli-Staskova. La squadra di Pistolesi è scesa in campo con il modulo 1-3-5-2 con a centrocampo Pedersen e non Huchet, nonostante avesse messo a segno una doppietta nel match con il San Marino, mentre in attacco la Popadinova è stata fatta entrare dall’inizio.

Il Napoli, per uscire dalla zona retrocessione, avrebbe dovuto assolutamente vincere questa partita, mentre adesso, a due giornate dal temine del campionato, la squadra deve lottare per rimanere in A dato che si trova terz’ultima in classifica con solo tre punti di distacco dal San Marino e quindi ancora non può dirsi salva.

La Juventus si è affidata quasi esclusivamente ad una costruzione dal basso con passaggi tra i difensori centrali, Gama e Salvai, che poi si allargavano sulle fasce verso i due terzini (Lundorf a destra e Boattin a sinistra) oppure coinvolgevano Rosucci che scendeva per dare una via di uscita in più alla manovra.

La costruzione dal basso nel calcio


Si parla di costruzione dal basso quando, partendo dal rinvio del portiere da fondo campo, l’azione si sviluppa con passaggi dal portiere stesso verso i difensori (siano essi centrali, laterali o esterni a seconda del modulo) che avanzano lungo il campo palla a terra.

Proprio da una costruzione elaborata è nata l’azione che ha portato al primo gol. Infatti, con una verticalizzazione, Salvai ha trovato Maria Alves completamente sola e smarcata in area, la quale con un cross al volo dalla destra si è inventata un assist per Girelli che è andata in gol dopo una prima ribattuta del portiere Tasselli.

Con questa rete l’attaccante juventina ha festeggiato il cinquantesimo gol in serie A e con la maglia bianconera.
La squadra partenopea ha utilizzato una costruzione diretta con lanci lunghi dal portiere in modo da scavalcare due linee di pressione avversarie, ma a centrocampo le ragazze di coach Guarino erano ben posizionate e riconquistavano palla facilmente per andare velocemente in contropiede.

Il Napoli ha sofferto molto gli attacchi sulla fascia destra da parte di Maria Alves che ha creato tanti cross pericolosi compreso quello che ha innescato la seconda azione da gol che porta la firma di Bonansea.

Le ragazze del Napoli hanno cercato di reagire e soprattutto di contenere gli attacchi in profondità delle juventine ma sono state altamente imprecise nei passaggi tanto da venire spesso intercettate.

Un’ottima occasione l’ha avuta Goldoni per le napoletane che, grazie ad un passaggio dal centrocampo di Errico, è riuscita ad eludere la difesa delle bianconere e ad entrare in area di rigore avversaria trovandosi a tu per tu con Laura Giuliani, il portiere della Juventus, che, però, è riuscita a salvare la sua porta mettendo in corner con i piedi.

Sono state tante le occasioni per la Juventus che non ha mai smesso di attaccare e di chiudere gli spazi e tutte le linee di passaggio alle avversarie. Le giocatrici del Napoli non sono mai riuscite ad entrare in partita; le due attaccanti, Popadinova e Nocchi, hanno giocato praticamente da sole contro la difesa juventina per cercare di far salire le compagne e di aprire uno spazio ma sempre senza successo.

Un match a senso unico dominato dalla squadra di casa con ben il 62% di possesso palla. Si evince dal numero di cross (28) e dai tiri totali (27 di cui più della metà da dentro l’area di rigore), che la squadra bianconera ha impostato il gioco sulla fase offensiva avendo alle spalle un’ottima difesa che ha impedito alle avversarie di rendersi pericolose in profondità; infatti, la squadra partenopea è riuscita a crossare in tutto il match solamente 7 volte e a tirare in totale 8 volte.

Simona Mancini
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