Con la vittoria casalinga per 2-0 ai danni del Napoli, la Juventus Women si è laureata matematicamente campione d’Italia con due giornate d’anticipo. Per le ragazze di Rita Guarino si tratta del quarto titolo consecutivo, nonché del quarto campionato disputato, e i numeri rasentano la perfezione.

Ad oggi i punti sono sessanta, frutto di venti vittorie costruite dal miglior attacco e dalla miglior difesa della competizione. Edoardo Siddi di JTV, durante i festeggiamenti trasmessi in diretta da Vinovo, ha detto che a Cristiana Girelli si può anche lasciare microfono e conduzione, più o meno la stessa cosa che è successa in questa stagione che l’ha vista saldamente al comando della classifica marcatrici.

L’avventura è iniziata ad Agosto nel caldo torrido di Verona con la prima vittoria esterna ma la situazione si è arroventata la settimana successiva, quando l’Empoli, giocando a carte scoperte in casa bianconera, ha costretto la Juventus ad una prova di forza culminata con uno spericolato vantaggio all’ultimo minuto del recupero.

Disattese le aspettative di una goleada contro il San Marino, ma guadagnati senza troppi patemi i tre punti, si è accesa la notte di San Siro. Per la prima storica partita femminile alla Scala del calcio è andato in scena il duello dell’anno e a spuntarla è stata la Juventus staccando il Milan fin da subito.

Tris di poker alla Fiorentina, al Bari e al Sassuolo con la porta inviolata e poi è stata la volta della vittoria agguantata con le unghie e con i denti contro una rocciosa Florentia. Nel mezzo la lodevole prova in Champions a cospetto di un gigante, tre turni di Coppa Italia e la rocambolesca conquista della Supercoppa.

La marcia in campionato riparte a ritmo serrato, ne fanno le spese prima l’Inter, poi l’Hellas Verona, il San Marino e il Milan che nello scontro diretto soccombe per quattro a zero senza possibilità di replica. Il passo falso nell’andata di Coppa Italia in casa della Roma, unica sconfitta in patria, non frena la corsa tricolore con cui le ragazze raccolgono tre punti a Firenze vincendo di misura, si impongono nettamente con nove reti sulla Pink Bari, espugnano il Ricci e puniscono in maniera forse troppo severa la Florentia. Il 2-0 sul Napoli, firmato Girelli – Bonansea, che si portano a casa anche una traversa ciascuno, non è però l’atto finale. L’obiettivo, non certo nascosto, è quello di vincere tutte le gare, gli ostacoli rimasti sono l’Inter e la Roma.

È stato uno scudetto ben difeso il precedente e sudato quello appena conquistato, con la forza del gruppo, la furbizia nella cura delle fragilità e la caparbietà, come quella di Salvai che, scherzando, lascia ai microfoni un ‘’solo quattro?’’ per rispondere a chi le chiedeva se il giorno del primo scudetto si sarebbe aspettata tanto.

Nonostante esista una formazione tipo, il voler conquistare una maglia da titolare alla domenica è stata la benzina delle gambe durante gli allenamenti settimanali, momenti del dietro le quinte necessari per la crescita dei singoli e del collettivo. Laura Giuliani, che ha all’occorrenza ha ceduto il posto ad una presentissima Doris Bacic, si è dimostrata per l’ennesima stagione una certezza; sollecitata meno di molte college in Serie A, schermata da una solida difesa, la numero una bianconera ha messo in luce il suo tempismo e la capacità di concentrazione necessaria quando bisogna spendere la prestazione in pochi interventi. In difesa ritrovare Salvai è stato a dir poco rigenerante.

Quasi fosse un nuovo innesto, con l’impiego di Sara Gama sempre più centellinata, unito all’apporto nella contraerea di Linda Sembrant, si è alzato un muro. Da un lato va sottolineata la crescita costante di Lisa Boattin, una delle migliori della stagione, i cui errori si possono contare sulle dita di una mano e, guarda caso, risalgono all’unica disfatta in Italiano; dall’altro va lodato l’apporto silenzioso di Tuija Hyyrynen, puntuale e diligente in ruoli anche non suoi in situazioni di emergenza.

Menzione d’onore per Matilde Lundorf, impiegata in maniera graduale e cresciuta in consapevolezza e condizione fino ad arrivare al gol. In mezzo al campo, con Martina Rosucci che ha ritrovato la forma partita dopo partita, si è ormai consacrata Arianna Caruso che ha fornito sostanza e qualità in maniera assidua affiancata dalla stakanovista Sofie Pedersen e dalla balistica Aurora Galli, talvolta a turno assenti per problemi fisici e Covid.

Centrocampista ma non solo, Valentina Cernoia è stata il faro della squadra, come una bacchetta magica il suo sinistro ha risolto tante magagne, anche subentrando a partita in corso, invocato come una manna dal cielo. Come trequartista, più arretrata o più avanzata, poliglotta in campo come nella vita, Zamanian è stata una preziosa freccia nell’arco di Guarino che ha ben dosato la sua gioventù e quella delle altre. Ad averne giovato sicuramente Andrea Staskova, migliorata parallelamente al corso del campionato e in grande spolvero nelle ultime uscite.

Il reparto avanzato ha trovato in Lina Hurtig soluzioni nuove e diverse, alcune ancora da collaudare, che hanno rappresentato, insieme alle incursioni di Maria Alves, le alternative alle assenze di Cristiana Girelli e Barbara Bonansea per alcuni tratti di competizione, non molti ma a giudicare dal loro peso sentite. Chiudono la 11 e la 10, mattatrici assolute, la prima che nello sprint finale si è rinvigorita e la seconda che vive uno stato di forma impressionante, a volte viene da chiedersi se per lei lo scorso campionato sia finito.

Non possono poi mancare i meriti da attribuire a Guarino e staff per aver trovato tempo e modo di costruire un così redditizio progetto, puntando sulle certezze senza chiudere alcuna porta, permettendo a numerose giovani di seguire la prima squadra, di esordire, di contribuire e di vincere.

Marialaura Scatena
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