In Italia, precisamente allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, 10 aprile 2018 fa rima con 24 febbraio 2021. Queste due date sono e saranno sempre le più importanti per il gruppo capeggiato da Milena Bertolini. Se nel 2018 le Azzurre approdavano al Mondiale di Francia 2019, poco più di un mese fa l’Italia guadagnava con merito il pass per gli Europei che si terranno a luglio 2022 in Inghilterra.

Un percorso di qualificazione lungo e non privo di ostacoli quello che la Nazionale italiana ha dovuto affrontare e percorrere in un anno e mezzo interminabile. Neanche il tempo di riprendere fiato dall’esaltante avventura mondiale che il gruppo azzurro si è subito rimesso gli scarpini per intraprendere un altro sogno, quello europeo. Il 29 agosto 2019 in terra israeliana l’Italia, con pochissimi ritocchi nel roster che aveva fatto sognare l’intera penisola, inizia il suo cammino verso Euro 2022 con una vittoria per tre a due contro Israele. Bertolini decide raduno dopo raduno di dare una nuova identità alla sua squadra, se lo zoccolo duro del gruppo è intoccabile, forze fresche provengono dagli inserimenti di alcune giovanissime certezze come Caruso, Glionna, Marinelli e Mascarello. La filosofia è più che chiara: non stravolgere ma ringiovanire un gruppo ormai consolidato e in fiducia. Le fatiche mondiali però non stentano a farsi vive nei primi quattro match del girone B; le vittorie contro avversari di minor caratura internazionale arrivano ma non entusiasmano e le azzurre stentano a ingranare la marcia giusta soprattutto in trasferta.

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La vittoria di misura contro la Georgia a Tbilisi a inizio settembre 2019, quella per due a zero contro Malta e la prima in casa, a Palermo, con la Bosnia Erzegovina mostrano un gruppo che ormai si conosce a memoria e gioca un calcio ordinato e logico, alle volte troppo prevedibile e messo in difficoltà dalle difese avversarie basse e chiuse. Il 2019 si chiude con un bel cambio di rotta però: due vittorie meritate e convincenti, la prima a Benevento contro la Georgia per sei a zero e la seconda cinque a zero a Castel di Sangro contro Malta. Si comincia di nuovo a vedere una forte identità sia in fase difensiva sia in quella di costruzione e finalizzazione.

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Giuliani può fare affidamento su una linea di difesa che si muove perfettamente come le lancette di un orologio e difficilmente si fa cogliere impreparata; reparto difensivo che oltre alle certezze chiamate Linari, Bartoli, Boattin e Guagni, può fare nuovamente affidamento sul rientro di Salvai a fianco di capitan Gama.

Il centrocampo versatile che si trasforma continuamente da un modulo a tre a uno a quattro riesce a dar man forte nella propria metà campo e a sfornare idee e trame di gioco orizzontali e in profondità che fanno gola ai cecchini azzurri; Rosucci si riappropria delle chiavi del centrocampo assieme a Giugliano, Galli e Cernoia.

Ma è proprio il comparto offensivo quello che desta meno preoccupazioni a coach Bertolini: Girelli, Bonansea, Giacinti e Sabatino sono un’assoluta sicurezza nell’essere naturalmente interscambiabili fra loro e implacabili davanti alla porta. Lo stop causato dalla situazione pandemica mondiale tiene le azzurre lontane dal campo per ben dieci mesi ma fortunatamente non interrompe il percorso di vittorie intrapreso. A Zenica a fine settembre 2020, la tripletta di Girelli e le marcature di Galli e Linari mettono al tappeto la Bosnia Erzegovina lanciando l’Italia a punteggio pieno verso il doppio scontro diretto contro la temibile Danimarca. A Empoli, una prestazione opaca e poco coraggiosa permette alle forti danesi di imporsi per tre a uno e di conquistare di diritto il primato del girone e la qualificazione anticipata. L’obiettivo ora è quello di qualificarsi senza attraversare il limbo dei play-off e passa inesorabilmente dal mettere in campo una prestazione maiuscola a Viborg a inizio dicembre. Una partita completamente diversa da quella giocata a ottobre contro le vicecampionesse d’Europa, un’Italia che lotta senza timore reverenziale giocandosi le sue
carte e guadagnando un punto fondamentale per il prosieguo.

Il traguardo è vicino ma è necessario vincere con ampio scarto contro Israele nello stadio talismano, quel “Franchi” che evoca ricordi dolcissimi. Il regalo più inaspettato viene recapitato alla Nazionale in rosa da Linda Sällström, che grazie alla sua marcatura e alla vittoria della Finlandia ai danni del Portogallo, avvicina l’Italia al pass europeo: basterà infatti vincere segnando almeno due gol contro la nazionale israeliana.

Le ragazze guidate da Bertolini però hanno fame agonistica e lo dimostrano sul manto verde in una partita che chiude i giochi del girone B con un dodici a zero perentorio, dove oltre ai grandi limiti delle israeliane si mette in luce la ormai più che rinsaldata esperienza delle azzurre. Come in un cerchio perfetto l’Italia conquista la qualificazione agli Europei proprio dove aveva iniziato il sogno mondiale e allora non ci resta che sognare ancora più forte questa volta per trasformarlo finalmente in una bellissima realtà.

Federica Iannucci
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