Si è aperto il quarto e ultimo turno della seconda edizione di Challenge Cup, prima della finalissima programmata per Maggio. Due partite si sono disputate consecutivamente ed entrambe hanno racchiuso i migliori ingredienti dell’NWSL: divertimento, adrenalina e tanti gol.

A inaugurare la giornata ci pensano Racing Louisville e North Carolina Courage, entrambe ora a quota tre gare giocate, e quindi con un turno di Challenge Cup ancora da disputare. I punti in classifica nella Divisione Est e il risultato della partita raccontano però un’altra storia da quella testimoniata sul campo finora.

Nonostante abbia collezionato solo un punto sui nove a disposizione, la new entry della lega, seppure mancante inevitabilmente di esperienza e maturità, ha affrontato le sue prime gare ufficiali a viso aperto e senza riserve. È così che è stato disputato il primo tempo della partita contro il Courage di Paul Riley, frazione di gioco in cui la squadra del Kentucky ha dimostrato un ritmo ben diverso da quello delle ospiti. La formazione di casa è veloce, si muove bene in sincrono e sa inserirsi nelle linee e infiltrarsi tra la debole backline avversaria. Ma l’inesperienza del team si riconosce nell’imprecisione dei passaggi e in fase di finalizzazione.

Savannah McCaskill lavora da regista alta ma è CeCe Kizer con la sua longilinea rapidità a sfuggire facilmente alle coperture difensive. Quando il Courage imposta la ripartenza e tenta nuove costruzioni con Kristen Hamilton, Lynn Williams e Debinha fa ancora paura ma le minacce sono sporadiche. Dall’altra parte invece, Louisville continua a macinare campo e chilometri, raffinando chimica e fraseggio. E al 23’ il lavoro costante della squadra di casa viene ripagato quando dopo l’ennesima offensiva in velocità inizialmente arrestata, Erin Simon rimette la palla in area con un cross insistente e, sempre pronta nella sua posizione, Kizer non sbaglia l’affondo di testa.

Ma se è vero che la miglior difesa è l’attacco, il Courage fa proprio questo mantra. Al 32’ infatti, dagli sviluppi di un calcio d’angolo di Carson Pickett, Hamilton svetta e di testa riesce ad angolare tanto la palla da renderla impossibile da prendere per Michelle Betos, ingannata dalla traiettoria e dal palo interno che assiste il North Carolina.

Nel secondo tempo, sono proprio le colonne offensive della formazione di Riley a prendere il controllo del match. Williams sfrutta la sua velocità sulla fascia per creare quante più occasioni possibili, mancando in un paio di casi la finalizzazione personale. Ma dopo un ennesimo disimpegno difensivo non troppo accurato, una sempre presente Jessica McDonald raccoglie con tempismo e serve nuovamente Debinha che dal limite, centrale, gonfia la rete.

Ma il Racing Louisville non si arrende. Al 75’, è sempre la rivelazione Kizer a superare ogni copertura e con un’ottima gestione della palla, disegna un perfetto cross da distanza ravvicinata che Jorian Baucom riesce a colpire a volo d’esterno, sorprendendo l’estremo difensore del Courage e conquistando il pareggio momentaneo.

La differenza di maturità tra le due squadre si fa sentire all’85’, quando in seguito a una cavalcata di Lynn Williams e al reiterato tentativo di battuta a rete di Debinha respinto da Betos, il difensore Julia Ashley non riesce a ripulire l’area deviando nella sua stessa porta il pallone e regalando il vantaggio definitivo al Courage, mettendo fine così al percorso di Louisville in Challenge Cup.

Houston Dash abbraccia finalmente non solo la prima vittoria ma anche la prima performance degna delle campionesse in carica del torneo. Il capitano Rachel Daly torna a far sentire la sua imponente presenza in squadra ma è ancora una volta Kristie Mewis a cavalcare l’onda del suo grandioso ritorno inaugurata nel 2020 e a mandare un chiaro messaggio a Vlatko Andonovski.

La formazione ospite aggredisce immediatamente Kansas City NWSL nella sua prima partita in casa, giocando spesso però oltre la linea difensiva, in fuorigioco. Ma al 25’, una corsa tenace di Allysha Chapman sulla fascia porta in area con un cross preciso una buona occasione da gol ma è sulla respinta della difesa che Kristie Mewis, al limite dell’area, controlla perfettamente di piatto, si libera di due difensori e poi lascia partire un rasoterra di sinistro che infila il pallone nell’angolo basso della rete.

La squadra di casa prova a rispondere, Lo’eau Labonta e Amy Rodriguez impostano dai laterali ma i tentativi di Chloe Logarzo e Mariana Larroquette superano lo specchio della porta. Nichelle Prince e Rachel Daly approfittano però delle indecisioni difensive e attaccano la porta di Nicole Barnhart che riesce a sventare l’occasione del raddoppio. Ma al termine del primo tempo, Daly conquista un calcio di rigore dopo essere stata atterrata da Rachel Corsie e la realizzazione è quasi scontata, spiazzando Barnhart.

La seconda frazione riprende esattamente nello stesso modo. È ancora una volta il capitano inglese a far tremare letteralmente la porta avversaria con un tiro dalla distanza che si infrange sulla traversa.

L’assedio è no stop, Chapman esce per infortunio ma Prince è inarrestabile sulla fascia e al 71’ serve all’interno dell’area un pallone che non può essere sprecato. Ancora una volta di sinistro, Kristie Mewis da distanza ravvicinata non sbaglia.

La stanchezza inizia a farsi sentire anche per Houston. Al 75’, in seguito a un errore difensivo, Logarzo prova con un potente tiro dalla distanza ma la palla esce di poco sopra la traversa. Due minuti dopo però, LaBonta mette in moto un ottimo contropiede lanciando Michele Vasconcelos in velocità che taglia l’alta backline delle Dash e supera benissimo Jane Campbell per il gol della bandiera.

Non cambia molto in classifica per la Divisione Ovest dove il Portland Thorns ha già blindato il primo posto ma la vittoria di Houston Dash permette alle detentrici del titolo di rialzare la testa mentre l’abisso di Kansas City è sempre più profondo e neanche Amy Rodriguez questa volta può aiutare a risalire.

Rita Ricchiuti

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